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Origini delle Congregazioni Mariane

ORIGINI DELLE CONGREGAZIONI MARIANE
E IMMAGINI DELLA MADONNA DELLA PRIMA PRIMARIA

(a cura di Gianguido Cascino)

Il seguente articolo è tratto essenzialmente dal libro di p. Enrico Baragli S.J. "Alle origini della Congregazione Mariana Prima Primaria"; altre informazioni sono state ricavate da varie fonti, che vengono citate di volta in volta.

trascrizione da completarsi


1. Il Collegio Romano e la chiesa di Maria Annunziata.

        Una delle tante iniviziative che S. Ignazio avviò dopo la costituzione della Compagnia di Gesù e poco prima della sua morte fu quella della fondazione del Collegio Romano, cioè di un'istituzione che fosse in grado di dare ai giovani una istruzione in materia di «discipline delle arti: logica, fisica, matematica, astronomia, metafisica» e - ovviamente - anche in materia di «teologia: Sacra Scrittura, teologia scolastica, controversie, teologia morale».

       
Nel febbraio del 1551 sul portoncino di una casetta ai piedi del Campidoglio era stato appeso un cartello che diceva: «Scuola di grammatica, d'umanità e di dottrina cristiana - gratis»; nel settembre di quell'anno la scuola fu aperta nel palazzo Frangipani, e nel 1557, a seguito dell'alluvione del Tevere, essa fu trasferita nel palazzo Salviati. Infine, nel maggio del 1560, la Scuola si trasferì «[...] nelle casettucce presso l'Aguglia (cioè dell'obelisco, che successivamente è stato messo nella piazza di fronte al Pantheon) di S. Macuto (cioè la chiesetta di san Macuto, che esisteva già)[...]», che erano state donate alla Compagnia di Gesù dalla marchesa Vittoria Della Tolfa, vedova dal 1555 del marchese Camillo Orsini,  nonché nipote del papa Paolo IV.[1]

        E' interessante conoscere come avvenne questa donazione. In realtà queste "casettucce" la vedova Della Tolfa le aveva cedute alle "Clarisse dell'osservanza" e alla "Confraternita della Santissima Annunziata", fondata circa cent'anni prima dai Domenicani nella vicina chiesa di S.Maria sopra Minerva.[2] A seguito della morte (18 agosto 1559) del papa Paolo IV, pontefice molto poco amato dal popolo romano perché molto rigido ed autoritario, che aveva dato un forte impulso alla Inquisizione contro qualsiasi forma di eresia o anche di semplice eterodossia, scoppiò un tumulto del popolo romano contro tutti gli ordini religiosi - anche la casa Salviati dove insegnavano i Gesuiti corse pericolo di essere incendiata - e in particolare contro i Domenicani e la loro aborrita Inquisizione.

        Le suore domenicane, temendo il peggio, abbandonarono precipitosamente le "casettucce", che rimasero quindi vuote. Cosicché il Generale della Compagnia di Gesù (p. Giacomo Laìnez, primo successore di s.Ignazio), andando a riverire il nuovo papa Pio IV, gli chiese di intercedere presso la vedova Della Tolfa perché cedesse quegli spazi rimasti vuoti ai Gesuiti. La marchesa Della Tolfa acconsentì, ponendo però - nel contratto di cessione - una clausola che imponeva ai Gesuiti l'obbligo di costruire in quell'area la chiesa che i Domenicani avevano pensato di edificare per ospitare la Confraternita della S.ma Annunziata, di cui avevano appena cominciato a porre le fondamenta.


        I Gesuiti aderirono di buon grado, affidando l'incarico di progettare e costruire la chiesa ad un fratello coadiutore, Giovanni Tristano, che nel 1561 ne completò il progetto; cosicché all'inizio del 1562 si pose la prima pietra e nel 1567 si completò la costruzione, alla quale lavorarono esclusivamente coadiutori gesuiti, nonché, quando gli studi lo permettevano, anche studenti e professori. La chiesa venne così solennemente inaugurata il 25 marzo del 1567 dal nuovo Generale dell'ordine, S. Francesco Borgia.      

fig. 1 - cliccare sull'immagine per ingrandirla
affresco abside chiesa sant'Ignazio Roma        
        Per l'affresco del catino dell'abside di questa chiesa i Gesuiti affidarono l'incarico ai due fratelli Taddeo e Federico Zuccari. I lavori furono eseguiti molto rapidamente. Iniziati nel gennaio-febbraio del 1566, furono completati nel settembre dello stesso anno. Nel corso dei lavori, il maggiore dei due fratelli, Taddeo, morì, e l'opera fu completata - e forse quasi interamente eseguita - da Federico.

        L'affresco (vedi fig. 1) rappresentava l'episodio dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria[3]; peraltro «[...] non si trattava della rappresentazione ordinaria dell'Annunciazione, ma in qualche modo della "composizione di luogo" che s. Ignazio suggerisce nella contemplazione sull'Incarnazione esposta nei §§ 101-109 (nel libro) degli Esercizi Spirituali: la Trinità - Padre, Figlio (acqua viva) e lo Spirito Santo (colomba) -, e la Corte celeste intera, guardano verso la terra mentre Maria pronuncia il suo "Fiat"; i saggi dell'Antico Testamento mostrano le profezie che riguardano la Vergine; nelle tenebre, tra Maria e l'Angelo, si distinguono Adamo ed Eva[4] e le altre anime in attesa della Redenzione; all'estremità destra, il giardino dell'Eden con il serpente» (dalla "Storia delle Congregazioni Mariane" di Edythe Westenhaver, pubblicata dalla rivista "Progressio" nel 1970).

Pochi anni dopo il completamento dell'affresco, nel 1571, il grande acquafortista olandese Cornelis Cort ne eseguì una riproduzione in rame[5], riproduzione che p. Baragli ritiene molto fedele all'originale perché eseguita  sotto il controllo dello stesso Federico Zuccari.

        La chiesa dell'Annunziata, però, ebbe vita breve; già la sua piccolezza la rendeva non adatta all'enorme fabbrica che, negli anni 1581-1583, diveniva il Collegio Romano con la sua scolaresca sempre più numerosa (più di 2000 studenti nel 1591). Sulla sua sorte influì poi la solenne canonizzazione di s. Ignazio, avvenuta nel 1622 ad opera del papa Gregorio XV; avvenimento che sollecitò il nipote, card. Ludovico Ludovisi, a costruire una splendida chiesa degna del nuovo santo.

        Cosicché nel 1626, per far spazio all'attuale chiesa di s. Ignazio,  cominciò la demolizione delle ultime "casettucce" e di quasi tutta la chiesa dell'Annunziata. Di fatto di tale chiesa è rimasto solo un locale, attualmente adibito a cereria e a stanza contenente materiale per le pulizie; tutta l'abside, e quindi anche il grande affresco dell'Annunciazione, è andata distrutta.


   

2. Le immagini della Madonna della Prima Primaria






















3. I primi congregati

         Nella chiesa di s. Ignazio, in fondo alla navata destra, una porta immette nella scala a chiocciola che conduce ai locali che per molti anni - fino al 1960 circa - furono il luogo di preghiera dei congregati della Prima Primaria. Sopra tale porta, e subito sotto la tela della Madonna della Prima Primaria, di cui ho parlato nel paragrafo precedente, c'è una iscrizione - in una lapide posta alla fine dell'800, insieme al quadro - che dice:


L'Annunziata della Prima Primaria

MARIAE
MATRI DEI RENUNCIATAE
QUAM HAC IN IMAGINE PUERULI
PRIMIS ELEMENTIS IMBUTI A JOANNE LEONIO E S.I.
COLUERUNT A. MDLXIII
SUA REFERET EXORDIA
SODALITAS MARIANA PRINCEPS
A GREGORIO XIII SOLEMNIS LITTERIS FIRMATA
A. MDLXXXIV




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