• Un "mucchio" da cui ognuno possa scegliere la sua filastocca, filastoria, canzone preferita e rileggerla o riascoltarla tutte le volte che vuole...


  • Canzoncine alte così CANZONCINE ALTE COSI'
    Inviato in data 23 lug 2017, 09:16 da Mirko Rizzi
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    Inviato in data 9 dic 2013, 07:36 da Stilema Compagnia Teatrale
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Canzoncine alte così

pubblicato 23 lug 2017, 09:16 da Mirko Rizzi   [ aggiornato in data 23 lug 2017, 09:16 ]

CANZONCINE ALTE COSI'

Filastrocca dei mesi

pubblicato 9 dic 2013, 07:09 da Stilema Compagnia Teatrale   [ aggiornato in data 9 dic 2013, 07:36 ]




Silvano Antonelli (2011)  


A gennaio ci vuole il berretto.
A febbraio anche i guanti mi metto.
Quando è marzo si svegliano i prati.
Ad aprile son tutti fioriti.
Quando è maggio mi mangio un gelato.
Quando è giugno la scuola saluto.
Luglio e agosto voglio solo giocare
(...nuotare...saltare...rotolare...are...are...are...) .
A settembre si torna a studiare.
Ad ottobre si allungan le notti.
A novembre le zucche e i biscotti.
Ma dicembre è un mese speciale.
A dicembre si aspetta Natale.
Ma dicembre è un mese speciale.
Tutti quanti aspettan Natale.
Anche il cane, il criceto e il maiale.
Anche il gatto su e giù per le scale.
Anche il topo, che dal mese di maggio,
Aspettava un po' di formaggio.





Il Mandarino - canzone tratta dallo spettacolo "Quando arriva il Natale"

pubblicato 9 dic 2013, 07:02 da Stilema Compagnia Teatrale   [ aggiornato in data 9 dic 2013, 07:20 ]




Silvano Antonelli (2011)


Bianca è la neve.
Bianco l'orsetto.
Bianca la pecora.
Bianco il berretto.
Bianco lo zucchero.
Bianco anche il sale.
E ' tutto bianco...
Quando è Natale.

Cantato  

Voglio un cielo tutto verde.
Voglio un prato tutto blu.
Voglio un mare rosso e giallo
Per nuotare a testa in giù.
Voglio colorare il mondo.
Un pennello a ogni bambino.
Sotto il bianco della neve
C 'è nascosto un mandarino.




Filastrocca delle Mamme

pubblicato 1 dic 2013, 04:05 da Stilema Compagnia Teatrale

di Silvano Antonelli (2013)  


Se i papà son così tanti
Che non sai neppure quanti
Con le mamme, stanne certo,
Ce ne sono uno sconcerto.
Una che prepara il latte,
Una che i tappeti batte,
Una che va a far la spesa,
Una per la roba stesa,
Una che fa da mangiare,
Una che ti porta al mare,
Una che sistema il letto,
Una che ti dà un bacetto,
Una che ti dà un bacino,
Che ti lega al seggiolino,
Che ti dice di studiare,
Che ti porta giù a giocare,
Che se il naso un po' ti cola
Te lo asciuga e ti consola.
Che ti dà la medicina,
Che ti accende la lucina,
Che si arrabbia e dice “Basta!”
Poi di dice “Vuoi la pasta?”.
Che ti mette la giacchetta
E ti porta in bicicletta.
Una con le scarpe e i tacchi,
Una col grembiule a scacchi,
Una che ti compra un gioco,
Una che ti parla poco,
Una con la permanente,
Una con in testa...niente.
Una che sa di violetta,
Una che sa di pancetta.
Una che ti dà la mano, 
Una che ti parla piano.
Una...una...un, due, tre!
C'è un trucchetto. Sai qual'è?
Quelle mamme che son tante
Che non sai neppure quante,
Per sfortuna o per fortuna,
Stanno tutte dentro a una.


Filastrocca dei Papà

pubblicato 1 dic 2013, 03:58 da Stilema Compagnia Teatrale   [ aggiornato in data 1 dic 2013, 04:05 ]

di Silvano Antonelli (2011)  


Di papà ce ne son tanti, che non so neppure quanti.
Ce n'è uno così alto che ti tocca fare un salto
Se vuoi dirgli “Sono qui! E mi scappa la pipì”.
Ce n'è un altro piccolino quasi come il suo bambino.
Se camminano vicini sembran quasi fratellini.
Ce n'è uno cicciottello che se giochi, sul più bello,
lui si mette a rimbalzare e sparisce in mezzo al mare.
C'è poi quello che lavora senza sosta ad ogni ora.
Quando parte stai dormendo. Quando torna stai sognando.
C'è il papà che parla sempre. Quello che non dice niente.
C'è il papà con l'orecchino. Quello che non beve il vino.
Quello steso sul divano. Quello con il naso strano.
Quello con la luna storta. Quello con la barba corta.
Quello con la faccia lieta. Quello che sta sempre a dieta.
Quello che legge il giornale. Quello che ti chiede il sale.
Quello che va in bicicletta. Quello che ha sempre fretta.
Quello che prende il gelato sempre crema e cioccolato.
Quello che sta sempre lì. Quello del mercoledì.
Quello sempre un po' distratto. Quello con lo sguardo matto.
Quello...questo...questo...quello...
Sotto al brutto...sotto al bello...
Sotto a tutto ci sta un cuore, come un piccolo motore.
“Brum, papà dammi una spinta”.
“Brum, giochiamo a fare finta”.
“Brum, la storia con le fate”.
“Brum, mangiamo le patate”.
“Brum, teniamoci per mano”.
“Brum, vedrai che piano piano”.
“Brum, andiamo nel futuro”.

silvano antonelli (2011)

Filastrocca di un Palloncino

pubblicato 10 set 2013, 07:25 da Stilema Compagnia Teatrale   [ aggiornato in data 9 dic 2013, 07:37 ]



di Silvano Antonelli


Prima c'era un fagottino,
se aspettavi un momentino
poi nasceva un palloncino,
che dormiva un pochettino.
Poi la zia con l'orecchino,
poi la mamma e il grembiulino,
poi la scuola e la maestra,
nuoto, calcio e la palestra.
Sveglia dai  ch'è già mattino,
piedi a terra e stai bravino;
ma la luna ha nei pensieri
ed arrivano i pompieri.
Il papà è arrabbiato,
dal dottore l'ha portato,
ma per lui la sola cura
è di fargli la puntura.
Scappa e vola in alto tanto,
poi ripensa a tutto quanto.
 non sa proprio come fare.
Su e giù vuole restare

Cantato

Ci vuole un filo che arrivi al cielo
così mi inciampo in un pensiero.
C'è un palloncino dentro a ogni testa
apri i capelli facciamo festa.
E se la mucca vuole volare
ci vuole un filo che arrivi al mare.
Se l'elefante vuole le ali
ci vuole un filo di tre quintali.
Se le formiche...o almeno.... una...
ci vuole un filo fino alla luna.



I bambini di Ferrara

pubblicato 10 set 2013, 06:45 da Stilema Compagnia Teatrale   [ aggiornato in data 1 dic 2013, 04:01 ]

Ecco a Voi la filastrocca " I BAMBINI DI FERRARA" scritta e interpretata da Silvano Antonelli in occasione della serata di presentazione al Teatro Comunale di Ferrara il 3 settembre.


I bambini di Ferrara
han la pelle scura o chiara.
Hanno il naso lungo o corto.
Qualche dente dritto o storto.
Hanno il cuore, hanno i capelli,
hanno gli occhi ed i cervelli.
Di ginocchia due o tre paia,
per sbucciarle sulla ghiaia.
E le orecchie foderate
per sentire le sgridate.
Sulla testa hanno un berretto
fatto come un cappelletto.
Hanno addosso un maglioncino
ricamato a cotechino.
Sulle scarpe una lasagna,
che se no poi ci si bagna.
C'è un bambino fortunato 
con la testa a pampepato;
quando guarda fa due occhiacci
grandi come cappellacci.
Ce n'è uno piccolino
che assomiglia a un cannoncino.
Se gli guardi i calzettini
sembran proprio due pinzini.
Sulla pancia il pantalone 
tira come un bombolone.
Due bambine molto belle
con le trecce a tagliatelle.
Hanno pure un bel fermaglio;
sembra un bel salame all'aglio.
C'è un bambino che da un mese 
dorme nella zuppa inglese.
C'è persino una bambina
con la gonna a salamina.
Ma se esci dalla porta.
Ma se esci dalla sporta.
Ma se esci dalle mura,
quelle intorno alla paura.
Se non fai più “coccodè!”.
Puoi vedere forse che...
I bambini di Ferrara
non son uno ma migliaia.
C'è anche quello sopra al bus
col vestito di cous-cous.
Quella con le treccioline
come tante patatine.
Quello con la canottiera 
a involtino primavera.
Tanti, tanti e anche di più:
rossi, gialli, verdi e blu.
Vanno a scuola belli belli
come tanti pennarelli.
Stan provando a disegnare
tutti insieme il sole e il mare.
Non è facile, si sa.
Non si fa con un “oplà”.
Sembra un grande minestrone
ma è soltanto un'impressione.
Non ti dà soddisfazione?
Serve la dimostrazione
che i diversi sono uguali?
che siam tutti tali e quali?
Guarda allora la questione 
da quest'altra posizione.
Gira tutto all'incontrario:
letto, sedie e lampadario.
Gira pure anche i bambini
come tanti burattini,
Ed allora, certamente,
vedi tutto chiaramente.
Ma di dirlo non mi sogno.
E' che un poco mi vergogno.
E va beh! Se proprio devo...
parlo piano e me lo levo.
Non vorrei fare un dispetto,
provo a dirlo con rispetto.
I bambini di Ferrara,
ma anche quelli di Suzzara,
ma anche quelli di Pechino,
anche quelli di Berlino,
anche se stanno su Marte,
anche di qualunque parte.
Sono uguali, te l'ho detto.
Dietro, ognuno, ha il suo culetto.

Silvano Antonelli 
Ferrara - Estate bambini - settembre 2012

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