Ambientazione

Dahyāva Martiyahyā, le Terre degli Uomini. Così gli Antichi chiamavano il mondo su cui oggi edifichiamo le nostre case e viviamo le nostre vite.

Esso veniva creato all’alba dei tempi dalle Tre Divinità, che donarono agli Uomini la potestà su tutte le terre. Seppure anche altre creature vivano nel mondo, gli Uomini sono senza dubbio la razza più numerosa, intraprendente e piena di risorse.

Gli Uomini nacquero nel Continente Orientale.

Gli Dei donarono loro fertili terre, ricche foreste e grandi praterie. Essi edificarono grazie alla loro forza, al loro ingegno e alle pratiche magiche immense città. Sorsero regni, Ordini magici, e culti saldi e potenti per adorare gli Dei.

Grazie alla spinta ad esplorare le terre sconosciute, gli Uomini idearono e realizzarono grandi navi con cui scoprire cosa vi fosse al di là del mare. Giunsero così nel Continente Occidentale. Esso venne colonizzato dai più intraprendenti, e sembrava che l’ascesa dell’Umanità non dovesse mai avere termine.

Tuttavia le nuove scoperte a Ovest non attirarono particolarmente i maghi e i sacerdoti degli antichi ordini, che avevano ormai un saldo potere a Oriente. Mentre le nuove terre venivano conquistate, nuove città venivano costruite e nuovi regni nascevano, le vecchie città e i vecchi regni espandevano la propria magnificenza e il proprio potere. L’immensa conoscenza e saggezza del Culto dei Tre Dei guidava l’umanità alla scoperta dei più profondi e nascosti misteri del tessuto stesso della realtà.

Tutto ciò, fino al giorno del Cataclisma.

Poco si è riuscito a ricostruire su come esso sia avvenuto. Tutto ciò che si sa è che l’alta Accademia di Sejmirya, la capitale dell’Alto Regno, e gli alti sacerdoti del Culto dei Tre Dei stavano compiendo un rituale di massimo potere, che esplorasse i più potenti segreti dell’esistenza stessa.

Quale fosse lo scopo finale è un mistero.

L’unica cosa che si sa di certo, è che il rituale fallì. L’energia racchiusa nei circoli magici e divini si sprigionò senza controllo, con una violenza e una potenza inimmaginabili.

Sejmirya, l’Alto Regno e tutto ciò che vi si trovava venne distrutto in un’istante, quasi tutti gli abitanti uccisi. L’intero Continente Orientale venne devastato, le sue città rase al suolo, i suoi milioni di abitanti sterminati. Le rigogliose foreste, le sterminate pianure e i fertili terreni divennero sterili e aridi. Ogni forma di vita vegetale in un raggio di migliaia di leghe da Sejmirya morì nel giro di qualche giorno. Le fonti d’acqua si prosciugarono, e uomini e animali cominciarono a morire di stenti.

Ma non fu la fine.

Nonostante la potenza del Cataclisma, gli Uomini sopravvissero. I doni degli Dei di resistenza e ingegno permisero loro di adattarsi, seppure con enormi perdite e con molti sforzi. I regni occidentali accolsero molti dei rifugiati delle Prime Terre, e anche se duramente, essi sopravvissero adattandosi alla mancanza delle risorse e dei commerci del continente Orientale.

In quasi mille anni, Dayamart ha ritrovato un nuovo equilibrio. I fasti dell’Antica Era sono ormai solamente miti e leggende, o favole da raccontare ai bambini. Le grandi e potenti magie che pervadevano le città sono solo un ricordo nelle lezioni delle odierne accademie e scuole di magia, che impallidiscono al confronto dei tramontati Ordini dell’antichità, che hanno portato il mondo alla distruzione. I culti delle divinità si sono diversificati, frammentati e divisi, senza l’egida del Culto dei Tre Dei o delle antiche Chiese.

L’Alto Regno ora è una landa desolata, e le rovine di Sejmirya giacciono inaccessibili al centro della Devastazione, un luogo di follia e insensata devastazione.

Attorno ad essa, gli Antichi Regni non sono nulla più che un enorme deserto ormai. A lungo andare la vita ha trovato la maniera di resistere anche in luoghi così ostili, e trionfa in oasi di primaria importanza per le popolazioni seminomadi, i Nifreim, che vivono in quello che chiamano Deserto delle Rovine. Essi sono divisi in tribù, che controllano porzioni più o meno estese delle lande desertiche. Un popolo fiero, che sopravvive e tramanda le leggende e i ricordi dei loro antenati dei Primi Regni. Ancora oggi, nonostante gli errori del passato, le tribù conservano parte delle conoscenze magiche e divine dei Primi Regni. Ma ormai la ricerca del potere sovrannaturale si è via via spenta, e gli onorati Circoli Mistici e le Cabale Sacre fondano la loro essenza sul mantenere vive le conoscenze del passato, e di sfruttarle al meglio per guidare il popolo delle Tribù dei Nifreim.

A Ovest, i Regni Oltremare sono cresciuti, hanno combattuto guerre e stretto alleanze. Oggi, i loro abitanti sono per lo più concentrati nei grandi castelli fortificati, eretti negli antichi tempi per proteggersi dai pericoli di un mondo nuovo e sconosciuto, e oggi ampliati e difesi per proteggersi dai pericoli dei suoi abitanti. Fieri combattenti, spietati mercenari e astuti mercanti sono i viaggiatori più comuni in queste terre, in cui maghi e sacerdoti sono rari e guardati con sospetto. In un mondo in cui i più grandi Regni sono stati spazzati via dall’arroganza e dall’avidità di potere di pochi, coloro che hanno fuggito la disgrazia hanno operato affinché questa non avvenisse mai nelle proprie terre, ostracizzando, ostacolando e spesso persino perseguitando chi riuscisse a veicolare i poteri arcani e divini.

Forse a causa di questo, i Regni Oltremare vivono una certa stagnazione, e sono molto restii ad accettare cambiamenti. I pochi Alti Sacerdoti spesso predicano contro “I Regni senza Dei”, e i maghi si oppongono alla “Paura del Sapere”.
Ma sono troppo pochi, e le loro voci troppo deboli perché vengano ascoltate dalle masse e dai Regnanti.

Ma sebbene sia un mondo in rovina, Daymart persiste e rinasce. Nuove razze vengono scoperte, nuovi pericoli affrontati, nuove guerre combattute e nuove alleanze strette.
Questa, oggi, è Daymart. Queste sono le Terre degli Uomini.