a Corrado Giansoldati


Dedicato a  Corrado          

Il nostro amico Corrado ci  ha lasciato domenica 28 giugno 2015, in maniera improvvisa.  Con la scomparsa di Corrado, Dado per tutti noi, il Coro e la comunita’ castelnovese  hanno perso  uno dei suoi pilastri, una guida  e un vero riferimento per tutti.  Dado  è stato uno dei giovani appassionati  che, nel lontano 1975, ha dato vita  al  Coro Bismantova.  Da corista e  presidente  poi, con passione e competenza, ha contribuito  alla crescita ed alla organizzazione dell’attività culturale  del coro, mettendo a disposizione oltre che al suo talento canoro, le sue capacità organizzative.   I “suoi” amici coristi con il direttore Giovanni Baroni, i soci sostenitori   e tutta la grande famiglia del  Coro Bismantova  lo ricordano  con affetto e riconoscenza.

Ma il suo ricordo lo lasciamo anche  alle toccanti parole dell’ amico Emanuele Ferrari, assessore alla Cultura del Comune di Castelnovo né Monti, che, in occasione del Quarantennale del Bismantova  ha regalato  al coro uno dei suoi  racconti che parla del coro e di lui e dei “compagni invisibili, che sono vivi come noi e ci ascoltano, e ci guardano in silenzio e forse ci rispondono”

 

 

Cantare l'invisibile

  …Mi è capitato spesso, durante quest'anno di sentirli cantare, di guardarli cantare:

.. E ci sono state delle occasioni, dei momenti unici, come quando in Teatro, in una sera d'inizio estate, si sono messi a cantare Kalinka, insieme alla Banda di Felina, che la voce di uno di loro, la voce di Dado, veniva fuori da quel vento di note, e non capivo le parole, le parole sembravano fatte di quel vento, cantavano invisibili nella voce di Dado, che come ha detto Marco una volta, sembrava venire direttamente da Radio Mosca, ecco io, in quelle occasioni, ho pensato che cantare è come fare una chiamata verso l'Altrove, come riportare in vita qualcosa e qualcuno di perduto, fatto di vento, un vento invisibile.

 

Poi mi sono ricordato di una storia che un giorno mi ha raccontato il mio amico Claudio, uno coi capelli bianchi che si arrampicano nel cielo, uno che ha fatto un sacco di viaggi in Africa, e da quelle parti è vissuto davvero e da quelle parti non esiste, mi aveva raccontato Claudio, la differenza tra i vivi e i morti, perché da quelle parti i morti non sono morti, diceva Claudio.

L'unica differenza da quelle parti, diceva infine Claudio, è tra viventi visibili e viventi invisibili, e quando si parla, quando si canta, quando si suona e anche quando si beve insieme qualcosa, come un bicchiere d'acqua, o forse di birra o forse anche di lambrusco, nei bicchieri spessi, prima di bere sarebbe bello e sarebbe giusto versarne un po' per terra, dare da bere ai viventi invisibili che sono lì attorno, perché ci sono sempre, lì attorno.

Così oggi penso che quando vedo e sento un coro cantare, un coro come il Coro Bismantova, per esempio, quello che fanno non è altro che portare la loro vita dall'altra parte della vita, chiamare e incontrare nel vento i compagni invisibili, che sono vivi come noi e ci ascoltano, e ci guardano in silenzio e forse ci rispondono dal loro Altrove, appena le voci si spengono, la mano del Maestro si chiude, e resta lì attorno solo il vento, un vento invisibile, fresco e meraviglioso, come i primi ricordi, come il giorno che nascono le cose buone, come il segno della loro presenza.

 

(Emanuele Ferrari, 27 ottobre 2015)

 

 


 


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