Monastero
 

Se sei già stato a funghi dalle parti di Panaselva ti sarà forse capitato di imbatterti in un insieme di ruderi situato in pieno bosco, qualche centinaio di metri sopra la grande radura, dalla parte di Dalpe, e di chiederti di che diavolo possa mai trattarsi. Dal libro di Mario Fransioli su Dalpe (pp. 91-92) ho appreso che il luogo è detto in paese "u monastéi", "il monastero", e che una vecchia leggenda vuole che lì sorgesse nel medioevo un convento di monache, forse Umiliate. Leggenda che lo storico sfata, rammentando che se così fosse stato i documenti dell'epoca ne avrebbero sicuramente parlato. Mario Fransioli ipotizza che si sia invece trattato di un complesso di costruzioni miste adibite a stalla, fienile e abitazione, come nei maggenghi, per il bestiame che l'ospizio o monastero (i due termini un tempo potevano essere sinonimi) di Faido estivava in Pianaselva.

 

Il toponimo Monastero appare al centro di questa cartina patriziale del 1909. Allora i prati di Pianaselva arrivavano fino ai ruderi, sotto i quali si trova ancora un lungo muro (v. l'ultima foto in fondo alla pagina). Qui sotto alcune foto che ho scattato sul posto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Una volta i prati dovevano arrivare fin qui.