Cascata di Dalpe
 

La cascata di Dalpe - in realtà sono due cascate e mezzo, con una decina di metri di distanza tra quella di mezzo e quella bassa - merita certamente una pagina a sé. Non mi sono limitato alle immagini da cartolina, prese dal comodo belvedere raggiungibile con un altrettanto comodo sentiero, ma ho cercato anche prospettive inconsuete, scendendo fra le cascate e sporgendomi da sopra.


Fotografata con il sole, e non con la pioggia come nella pagina CASCATE .

La cascata alta: vapori e raggi di sole.

Prospettiva rovesciata. Il belvedere visto da sopra la cascata.


La cascata bassa. Questa croce mi è stata di monito sin da bambino, dissuadendomi sempre da esplorazioni troppo spinte.

Fondo cascata: captazione per la centralina elettrica di Dalpe.

PROSPETTIVE INCONSUETE 

Le foto che seguono sono state scattate da luoghi dove pochi visitatori di questa pagina avranno mai messo piede. Non che siano particolarmente pericolosi, ma certamente sono fuori dai sentieri battuti.

 

Tra le due cascate, o più precisamente tra le due cascate e mezzo, come mostrano queste foto, prese sul lato sinistro, sotto il sentiero che porta in Piumogna.

 

 

 

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La prima cascata vista dall'alto. Pericoloso sporgersi. L'immagine però non è che rendo molto.

Arcobaleno davanti alla cascata bassa. Veduta dall'alto, sponda destra.

 

Arcobaleno nell'abisso. Bis.

 

Vista dall'alto fra le due cascate. Inizio della cascata bassa.

 

Lo stesso punto visto di fronte, dal lato destro della valle.

Vista da un po' più in basso.


La "grota du Tata", ultimo Pagano di Dalpe (-> v. GROTTE) e pittore di madonne (v. Cappelle e Murales). Affacciata sull'orrido come un nido d'aquila. Non dico il luogo esatto per non indurre la gioventù al pericolo e dar tempo ai due illustri archeologi del Politecnico federale, professori Lino Tofa e Fritz Schnüffler, di effettuare in pace le loro ricerche.

Grotta del Tata vista di fronte.