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IL PARCO DI RAUCCIO…UNA NURSERY DI ANIMALI UTILI ALL’UOMO!

pubblicato 4 giu 2017, 16:56 da Cooperativa Terradimezzo

L’uomo è un organismo evolutosi negli ultimi 100.000 anni. Si direbbe che su scala evoluzionistica sia una delle forme più nuove di vita appartenente al regno animale e quasi sicuramente indiretto discendente di alcune forme di esse. Prima di lui, sul nostro Pianeta, si sono evoluti molti organismi di cui ancora non si conosce bene il comportamento e la biologia.

Il suo contatto con la natura e soprattutto lo studio lo hanno portato a riconoscere molto spesso i suoi limiti o meglio a ricredersi su alcune convinzioni perfettamente sbagliate. Ciò che prima veniva ad essere riconosciuto come apparentemente dannoso, è divenuto validamente utile solo perché l’uomo lo aveva semplicemente osservato e non studiato approfonditamente ed è questo che il naturalista del futuro deve fare: studiare al meglio l’ecosistema e le sue particolarità per divenire parte di esso. La natura se studiata ci sbalordisce ed è il caso della Gazza comune (Pica pica), volatile facente parte dell’ordine dei Passeriformi, della famiglia dei Corvidi. Misura una lunghezza di 44-46 cm, un’apertura alare di 52-60 cm, un peso che oscilla tra i 200 e i 250 g. Presenta una socialità di piccoli stormi, vive dai 10 ai 15 anni e tuttora per la gioia di tutti rientra in uno status sicuro.


È presente quasi ovunque. È un uccello vistoso, bianco e nero. Costruisce grandi nidi molto evidenti in inverno, quando cadono le foglie. Questi nidi rappresentano delle vere e proprie fortezze di architetta maestria a forma di cupola rovesciata, fatti in questo modo per proteggersi da altri Corvidi.

Di solito si vede in coppia, ma forma spesso piccoli gruppi; occasionalmente si trova sugli alberi in stormi di 20 – 40 individui contemporaneamente, quando si uniscono nei dormitori.  Raccoglie soprattutto insetti, granaglie e avanzi in una grande varietà di habitat, dai campi ai parcheggi delle automobili e ai margini delle strade; in estate mangia uova e pulcini. In Italia è nidificante eccetto in Sardegna, assente in alcuni tratti dell’Arco alpino e degli Appennini.

Questo Corvide rappresenta, a quanto dicono numerosi cacciatori e agricoltori, un flagello per tutte le coltivazioni di olivo e non solo. Mangia frutti che sono destinati alla produzione e alla vendita, insomma la Gazza comune è un organismo riconosciuto, alla pari della Volpe e dello Storno,  come dannoso all’uomo. Chi ammette questo posso assicurare che non conosce bene tutta la storia, anche perché la Gazza recentemente ha fatto felici anche noi della cooperativa TERRADIMEZZO, costruendo tanto tempo fa dei nidi per i suoi piccoletti (pulli) che poi ha abbandonato e che altre specie di volatili hanno recentemente rivisitato deponendo le proprie uova. Evento che abbiamo scoperto Sabato sera 27 maggio quando all’imbrunire dei pulcini (meglio dire pulli) hanno cominciato a cantare realizzando uno stridulo debole ma frequente. Abbiamo pensato che si trattasse di Civette ma poi finalmente dopo una notte di studi e confronti con colleghi professionisti siamo arrivati al dunque. Almeno 5 nidi di Gufo comune (Asio otus) scoperti nel Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio.  

Ebbene si, ben volentieri un rapace notturno chiamato Assiolo (Otus scops) si serve del nido della Gazza comune per ristorarsi dopo un lungo viaggio di migrazione cominciato dall’Africa centrale. Lo abbiamo ascoltato insieme ai pulli del Gufo comune.

L’Assiolo fa parte dell’ordine degli Strigiformi, della famiglia degli Strigidi (Streghe), ha una lunghezza di 19 – 21 cm, un’apertura alare di 47 – 54 cm, pesa 150 g, ha una socialità di gruppo famigliare, vive fino a 10 anni e purtroppo è una specie che fino a poco tempo fa veniva rappresentata in declino. I suoi richiami (tiù) emessi in primavera sono familiari in tutto il mediterraneo. Spesso nidifica vicino ad altri rapaci notturni, in cavità degli alberi, nei muri degli edifici abbandonati e si lancia per catturare grossi insetti. È una specie politipica a distribuzione euro-centroasiatico-mediterranea. In Italia è migratore nidificante estivo con popolazioni sedentarie meridionali e insulari, comprese le piccole isole. La popolazione è stimata in 5.000 – 10.000 individui.

In questi organismi la vista ha un netto primato: gli occhi sono molto sviluppati, voluminosi e a conformazione tubulare, telescopica ma immobili. Il cristallino dell’occhio è alquanto sviluppato e la cornea rappresenta convessità pronunciata. La retina degli occhi è ricchissima di bastoncelli (poco meno di  50.000 per mm2) per cui risulta straordinariamente sensibile alla luce e ai movimenti.

La stragrande maggioranza del cibo degli Strigiformi è costituita da insetti, roditori, specie arvicole e topi, per cui sono grandemente preziosi ai fini del mantenimento degli equilibri biologici.

Il canto variegato e misterioso di questi volatili ha alimentato la fantasia popolare con la cornice delle tenebre e il significato del nome Strigidae sicuramente non ha giovato alla simpatia di questi organismi.  Oggi sono protetti e apprezzati controllori biologi. Finalmente le streghe, riconosciamo, non così brutte.

E la Gazza? Beh dopotutto lei, visto questo studio, non è poi tanto brutta. Ospita un organismo che dopo più di 1.500 Km di migrazione giunge nei nostri territori per riprodursi, un organismo che se non disturbato e minacciato porta beneficio alla natura e alla coltivazione, agli equilibri che di solito l’uomo tende a cambiare e sfidare. Vediamo di approfondire questo aspetto.

 

Nicchia ecologica, alimentazione e metabolismo della Gazza comune.. e dei suoi ospiti.

Il nido della Gazza comune è molto vistoso e voluminoso, costituito da uno strato esterno, poco compatto, di rami e stecchi, quasi sempre chiuso anche superiormente  e con una o più entrate laterali che conducono ad una coppa interna di fango mescolato con elementi vegetali come steli, foglie e piume compattati nella conca di deposizione. Si può trovare a trenta metri dal suolo sulla parte superiore di un albero o di un arbusto, occasionalmente a terra. Si stima che il nido di gazza possa resistere strutturalmente anche una quarantina d’anni.

Il regime alimentare è onnivoro ma stagionalmente piuttosto differenziato con notevole abilità a sfruttare un ampio spettro di risorse temporaneamente disponibili. Abbiamo osservato che in particolare nel periodo riproduttivo l’alimentazione della Gazza comune si basa su vermi e artropodi come Lombrichi, Aracnidi, Insetti come Coleotteri, Ditteri, Lepidotteri, Ortotteri e piccoli vertebrati come pulli di uccelli o arvicole. Risulta essere una grande mangiatrice di Zecche libere su piante e sul terreno. Al di fuori del periodo riproduttivo l’alimentazione è più basata sulla frutta, sui semi e sulle bacche come pure su resti biologici come carogne, rifiuti dell’uomo. Tende a costruire riserve di cibo e subisce l’attacco di uccelli parassiti come Cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius) che ha un comportamento tutto particolare. Scruta la Gazza comune durante l’ovideposizione e nel momento in cui questa si allontana va a deporre le sue di uova, apparentemente molto simili, quasi identiche a quelle della Gazza. Di ritorno lei non si accorge dell’anomalo numero di uova e le cova. Nella schiusa naturalmente i piccoli del Cuculo dal ciuffo sono differenti da quelli della Gazza quindi ci aspetteremmo che lei si ribelli. Invece, dato che i piccoli del Cuculo dal ciuffo sono più belli e colorati di quelli della Gazza lei da più da mangiare a questi  che ai suoi. Ancora una volta la natura ci sbalordisce.

Da ricerche effettuate negli ultimi periodi abbiamo potuto costatare che l’eccessiva uccisione di Gazza e altre specie della famiglia dei Corvidae ha portato al decremento del numero di individui di rapaci diurni e notturni quindi il ruolo della Gazza comune in questo processo è assolutamente da non sottovalutare. Osservando inoltre la localizzazione del nido e quindi della nicchia non possiamo che accertare la presenza della Gazza e dei Corvi è assolutamente indispensabile per la riproduzione di altre specie di uccelli. I periodi di nidificazione della Gazza comune convergono con quelli di altri molti uccelli e anche il fenomeno del parassitismo come quello adottato dal Cuculo dal ciuffo è indispensabile per la perpetuazione di questa specie che risulta abilmente insettivora e quindi contenitore di parassiti delle piante.

Da questo scritto possiamo concludere che la Gazza comune e gli altri membri della famiglia Corvidae sono importantissimi per il mantenimento dell’ecosistema ed è oramai dato certo emanato dalla comunità scientifica internazionale che un declino di questi organismi determinerebbe un ulteriore abbattimento degli individui di importanza ecologica, parte dell’ecosistema, della biodiversità e della catena alimentare e per l’approfondimento pratico di questo argomento vi do appuntamento al prossimo articolo.

Per quanto riguarda il Gufo comune sarà il prossimo emblema degli studi che praticheremo nei prossimi giorni. Ci avviamo già a raccogliere degli importantissimi dati riguardo allo studio della frequenza dei canti in fase di crescita e sul suo trofismo.

Non possiamo che essere felicissimi di questa scoperta eccezionale che ci accompagnerà anche in questo anno insieme a tutti gli altri studi che effettueremo presso il Parco Naturale Regionale “Bosco e Paludi di Rauccio”.

Articolo redatto dal socio della Cooperativa Terradimezzo, Stefano Spagnulo (Biologo Nutrizionista, Laboratorista e Ambientale).

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