I° Convegno Gabriele Marveggio: 

"La Fisica si fa in Quattro"


Sondrio, 12 Aprile 2014



Gabriele Marveggio


Gabriele Marveggio
L'incontro con il Professor Marveggio è stato un momento importante nella crescita umana, prima che scolastica, di molti dei suoi studenti. Non era insolito, per lui, stringere rapporti di amicizia coi ragazzi che poi andavano approfondendosi col passare degli anni, ben oltre ai confini temporali delle scuole superiori, e a quelli geografici della Valtellina per chi si trasferiva per continuare gli studi. Durante lunghe discussioni - possibilmente attorno a una tavola imbandita nella sua casa di Chiesa o in baita a Chiareggio, insieme a sua moglie e ai suoi figli - Gabriele amava particolarmente interessarsi alle idee che vedeva nascere nei suoi interlocutori mano a mano che questi, lasciato il familiare ambiente scolastico, scoprivano quel che c'era "là fuori". Numerose erano le occasioni per un sano e vigoroso confronto dialettico, e raramente se le lasciava sfuggire.
A scuola, nella didattica, spesso il professore inventava analogie divertenti ma accurate per introdurre concetti scientifici astratti in termini che fossero vicini all'esperienza quotidiana dei ragazzi; oppure dimostrava i principi più importanti con piccoli esperimenti, realizzati col materiale disponibile in classe e solo all'apparenza improvvisati. Più che alla memorizzazione o all'applicazione di metodi prefissati a problemi dalla forma nota, lo studente era spronato a crearsi una personale intuizione della materia in una forma adatta alle proprie strutture mentali.

In questa direzione Gabriele si è impegnato, nel suo lavoro e nella sua vita. Vogliamo ricordarlo offrendo, a nostra volta, un contributo nella stessa direzione. Non sarà necessariamente a modo suo; ma ci piace pensare che approverebbe.

(Eugenio Piasini e Gioele Liscidini)





Visualizza tutti i video degli interventi di studenti e ricercatori sulla pagina del programma dell'evento




Video - introduzione all'evento e apertura della giornata




Finalità dell'iniziativa


Crediamo che il mistero e la meraviglia siano le emozioni alla base della ricerca, in tutte le sue forme conoscitive, per questo, seguendo l’approccio e l’insegnamento del Professor Gabriele Marveggio, e in sua memoria, presentiamo una giornata dedicata alla Fisica all’insegna dell’inter-disciplinarità, dell’incontro aperto e del coinvolgimento reciproco, perché si sia tutti parte di questo fantastico viaggio iniziato e mai concluso, fatto di creatività, scoperta e conoscenza, autentico patrimonio dell’umanità.


Durante questo convegno, vogliamo offrire agli studenti valtellinesi la possibilità di essere ricercatori per un giorno. A
ffiancati da quattro docenti universitari, gli studenti avranno l'occasione di presentare ai propri compagni, e a tutti gli interessati, alcuni tra gli argomenti di Fisica che li hanno colpiti maggiormente. Abbiamo scelto quattro temi che spaziano dalla fisica delle particelle alle neuroscienze, mostrando la varietà di problemi affrontati dalla ricerca scientifica in Fisica.

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La Fisica si fa in Quattro



Lord Kelvin si sbagliava quando, agli inizi del secolo scorso, scriveva:“Non c’è niente da scoprire di nuovo nella Fisica al giorno d’oggi, tutto ciò che rimane da fare è una misurazione sempre più precisa”. Einstein, pochi anni dopo, poneva i fondamenti per la fisica quantistica e pubblicava l’articolo sulla relatività speciale, innescando quella “seconda rivoluzione scientifica” di cui il Novecento è stato teatro.

In questo nostro tempo quali sono gli ambiti della Fisica indagati dai suoi fidi “esploratori”, i ricercatori ? Se alcuni secoli fa la scoperta di nuove terre era l’ambizione dei cuori temerari, nell’era dei satelliti, fra i mari in cui è possibile prendere il largo verso inesplorati orizzonti, vi è certamente quello delle “scienze dure” (hard sciences). Uno degli aspetti più intriganti della Fisica risulta essere la pervasività di questa disciplina nella consuetudine delle nostre vite: miriadi di piccoli gesti ai quali ogni giorno diamo sbadatamente corso, (ascoltare la radio, viaggiare in aereo, chiamare al cellulare, usare un tablet,…) semplicemente non sarebbero, se le scoperte scientifiche non fossero avvenute, se la creatività della mente umana non avesse concepito dei modelli adeguati per rappresentare la realtà. Una di queste notti osservate il cielo stellato; ecco, quella è la dimensione di ciò che ancora v’è da scoprire: siamo qui, tutti affacciati ai molteplici confini che attendono di essere varcati! Il nostro desiderio è quello di condividere con voi alcuni dei percorsi della ricerca della fisica contemporanea e tratteggiare alcune possibili mete che essa tenta di raggiungere.


(1) - Ai confini dell'infinitamente piccolo La materia intorno a noi è fatta da particelle/onde che, allo stato attuale della nostra conoscenza, non possiedono struttura (particelle elementari). Meno di cento anni fa si conoscevano solo l'elettrone, il protone e il fotone. Oggi conosciamo una lunga serie di particelle elementari (antiparticelle, neutrini, quark e gluoni, bosoni Z e W, bosone di Higgs...), sappiamo che il protone non è una particella elementare, ma è formata da quark e gluoni, capiamo in gran parte come queste particelle interagiscono. Cosa rimane ancora da scoprire?


(2) - Luce e Materia Viviamo in un mondo nel quale c’è una costante interazione tra luce e materia. In natura, ad esempio, la fotosintesi clorofilliana, che permette alle piante di trasformare anidride carbonica e acqua in zucchero avviene grazie alla presenza di luce solare. Nelle moderne tecnologie, la luce è presente quale elemento fondamentale nei display degli smartphone, nei moderni tv color, nelle fibre ottiche che portano Intenet nelle nostre case. In questo intervento vi parlerò della fotonica, cioè quella branca della fisica che studia la generazione, l’emissione, la propagazione, la rilevazione e, più in generale, il controllo della luce.


(3) - Il sistema nervoso in un computer

La potenza dei moderni calcolatori permette oggigiorno di effettuare simulazioni di fenomeni molto complessi quali i processi neuronali. A partire dai primi del 900 furono chiariti i meccanismi biologici e fisici che sottendono la trasmissione dei segnali nervosi nei neuroni. Durante quegli anni si giunse a capire che uno dei meccanismi principali con cui i neuroni comunicano tra di loro è di natura elettrica. In particolare, il lavoro dei ricercatori Hodgkin e Huxley dimostrò che i neuroni comunicano mediante impulsi elettrici, nel gergo potenziali d'azione, e ne caratterizzarono a fondo i meccanismi di base. Questo lavoro ebbe un grande impatto sulle ricerche successive perché offrì uno schema concettuale e matematico che a tutt’oggi è ancora alla base delle ricerche moderne (es. Human Brain project).


(4) - Fenomeni collettivi e superconduttività

Quando si mette insieme un numero molto elevato di componenti elementari, per esempio atomi o batteri, come anche persone o imprese, hanno luogo affascinanti fenomeni collettivi che nascono dalle interazioni tra le singole componenti. Nella materia condensata avvengono numerosi fenomeni collettivi che sono alla base delle proprietà quantistiche dei materiali. Tra di essi uno dei più spettacolari è la superconduttività, uno “stato quantistico macroscopico” ancora non del tutto compreso, ma grazie al quale si realizzano treni a levitazione, dispositivi per monitorare l’attività celebrale, applicazioni energetiche, potenti magneti…



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