TORINO: BALLI AFRICANI NELLA PARROCCGHIA DI NONE DEI SANTI GERVASIO E PROTASIO



PROFANAZIONE NELLA PARROCCHIA DI NONE DEI SANTI MARTIRI GERVASIO E PROTASIO
Nella parrocchia di None (Torino), in questi giorni, don Giancarlo Gosmar non ha invitato i fedeli a pregare il Cuor di Gesù, ma ha ospitato nella sacra Casa di Dio Griot di Magatte Dieng e i suoi musicisti, dove si sono scatenati con i loro ritmi tribali, i loro strumenti a percussione, i loro canti, le loro grida, i loro torsi nudi, le loro danze africane in un turbinio di colori, di salti, di giravolte 

Si è scandalizzato don Gosmar dei commenti che sui social questo video ha scatenato: «Mi hanno fatto vedere i commenti e mi chiedo cosa ci sia di dissacrante in quanto è successo? È una serata che nasceva dall’esigenza dei giovani dell’oratorio di conoscere una realtà diversa e di confrontarsi con loro». Esigenza dei ragazzi o degli uomini di Chiesa attuali? Se a quegli stessi giovani il parroco avesse proposto le figure dei santi Gabriele e Gemma che cosa sarebbe successo? Se non altro, non avrebbe profanato la chiesa dei Santi martiri Gervasio e Protasio. (Cristina Siccardi)

https://www.corrispondenzaromana.it/san-gabriele-delladdolorata-il-santo-dei-giovani/

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
VOX NEWS.INFO
21 FEBBRAIO 2019

BALLI TRIBALI AFRICANI IN CHIESA, FEDELI IN RIVOLTA – VIDEO

Dissacrante e blasfemo, quanto accaduto nella serata di sabato scorso nella parrocchia di None dei Santi Gervasio e Protasio a Torino: balli tribali e danze africane all’interno della chiesa invece dei cori cristiani.

E la gente si è rivoltata, chiedendo l’intervento del ministro Salvini. Che però non è ancora Papa.

E non è la prima volta che l’associazione Tamra si esibisce con le sue percussioni in chiesa a None: «C’era già stata una serata qualche tempo fa e nessuno si era lamentato» ricorda il parroco don Giancarlo Gosmar. Perché nessuno l’aveva saputo.


Per vedere come gli animi si siano scaldati, basta scorrere i commenti al video: «Siamo in Italia e le usanze italiane vanno rispettate. Per gli spettacoli ci sono i teatri», oppure «Inadeguato il luogo, non rispettoso per chi crede. Il problema non è certo l’etnia ma piuttosto il contenuto e l’abbigliamento. Io ricordo che alle donne chiedono un abbigliamento consono ad un luogo di culto. Mi chiedo come giustifica la cosa il parroco».

Per il sindaco locale di sinistra, ovviamente è ‘razzismo’. Perché è razzismo pretendere che in chiesa non si balli seminudi agitandosi come ossessi.

Il parroco ribatte: «Mi chiedo cosa ci sia di dissacrante in quanto è successo. È una serata che nasceva dall’esigenza dei giovani dell’oratorio di conoscere una realtà diversa e di confrontarsi con loro, tanto che abbiamo anche cenato con il gruppo».

In chiesa si celebra la Messa. Al massimo si suona musica sacra o classica, non certo il tam tam.


<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
IMOLA OGGI.IT
22 FEBRAIO 2019

Tamburi africani e balli tribali in una parrocchia del Torinese


La chiesa cattolica ha ucciso anche la solennità religiosa. Nella parrocchia di None dei Santi Gervasio e Protasio (To): asfissiante rullo di tamburi, balli tribali e danze africane all’interno della chiesa invece dei canti cristiani. I fedeli hanno anche applaudito come se si trovassero in teatro. Come vedete, alcuni italiani si stanno integrando perfettamente.

https://www.imolaoggi.it/2019/02/22/tamburi-africani-e-balli-tribali-in-una-parrocchia-del-torinese/

<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<

None, i balli senegalesi in chiesa per beneficenza scatenano la polemica sui social

TORINO OGGI.IT
21 FEBBRAIO  2019
DI MARCO BERTELLO

None, i balli senegalesi in chiesa per beneficenza scatenano la polemica sui social

L'iniziativa di don Gosmar era finalizzata a raccogliere fondi per i lavori in parrocchia, ma non è piaciuta a tutti i residenti. E così si è scatenato il dibattito. Il sacerdote: "Iniziativa per raccontare ai giovani una cultura diversa"

“Cos’è sto schifo!? Il Bunga Bunga almeno lo facevano a casa loro”. Questo è solo uno dei tanti commenti che popolano il Web e che impallinano la serata che si è tenuta sabato in chiesa a None con il concerto di percussioni dell’associazione Tamra, che aveva anche il fine di raccogliere fondi per i lavori che si stanno tenendo in parrocchia.
La serata voleva essere un momento di incontro con la cultura senegalese, ma un video che si è diffuso in maniera virale su Internet ha scatenato una serie di polemiche ed attacchi al vetriolo, che hanno lasciato interdetto il parroco don Giancarlo Gosmar, che non si dà pace per una reazione così feroce: “Mi hanno fatto vedere i commenti e mi chiedo cosa ci sia di dissacrante in quanto è successo? – commenta basito –. È una serata che nasceva dall’esigenza dei giovani dell’oratorio di conoscere una realtà diversa e di confrontarsi con loro”.
Non è la prima volta, peraltro, che la musica Griot di Magatte Dieng e dei musicisti che collaborano con lui, viene suonata in chiesa a None: “C’era già stata una serata qualche tempo fa e nessuno si era lamentato” ricorda don Gosmar.

Stavolta invece un video di un paio di minuti che riprende l’esibizione ha scatenato il putiferio. Basta vedere le reazioni sul profilo del giornalista Cristiano Tassinari, che abita in paese e ha pubblicato il filmato con il commento “E poi, in certe chiese, come a None, il parroco permette le danze tribali senegalesi...”.

Ne è seguita una sfilza di commenti più disparati: “Questo è uno spettacolo da circo”, “Siamo alla frutta”, “Solo più perenne carnevale”. E non mancano attacchi al prete come “Il parroco di sicuro è buonista e del Pd”.


Ovviamente non mancano le voci in difesa, anche se sono numericamente di meno: “Buondì, scusate l'intromissione. Qualcuno ha avuto l'idea di andare a chiedere ed informarsi sull'evento? Delle sue finalità? Non vi angustiate, andate pure nelle vostre tranquille chiese, nessuno viene a giudicare l'operato che fate dentro” oppure “Questi ragazzi fanno volontariato per bimbi in difficoltà. Vi turba perché in chiesa? Perché sono lavoratori integrati e non hanno alcun tipo di fanatismo. Il ballerino è una persona da conoscere. È morta la moglie e la figlia. Un gigante buono. Vorrei lo conosceste”.

Nel dibattito, è intervenuto anche il vice sindaco nonese Roberto Bori Marrucchi che sul suo profilo Facebook ha commentato duramente: “Sabato sera scorso, nella Chiesa Parrocchiale di None, c’è stato un concerto di musiche africane con percussioni e balli. Il tutto organizzato per raccogliere dei fondi per il restauro in corso dell’edificio di culto. Ieri sera mi sono imbattuto, su questo social, su un filmato della serata. Quello che più mi ha sconvolto sono stati i commenti lasciati. Dire razzisti è fare un complimento. Una sequela di insulti, con il corollario di frasi tipiche razziste, verso il parroco, il Papa, i preti, i cristiani complici di tale sacrilegio, le scimmie nere. Decine e decine di questi commenti. Che desolazione! Che schifo! Stiamo veramente divenendo un popolo xenofobo. O forse lo siamo sempre stati ed ora qualcuno ha sdoganato l’anima più nera che c’è in noi”

Il video come succede sul web, ha fatto il giro ed è finito anche sul profilo dello speaker di Radio Padania Libera Sammy Varin, dove si è scatenata un’altra raffica di commenti del tipo: “Qualcuno chiami Salvini”, “Via fateli tornare in Africa”, “Vomitevole vergognoso”.

Una reazione e una diffusione che nessuno in parrocchia e all’oratorio si sarebbe aspettato, men che meno il parroco: “La chiesa non è una balera, questa serata serviva per conoscere l’espressività del popolo africano che passa anche attraverso la musica e il ritmo – conclude don Gosmar –. Abbiamo anche fatto cena con il gruppo per parlare di loro e della loro cultura e farli sentire a casa”.

http://www.torinoggi.it/2019/02/21/leggi-notizia/argomenti/attualita-8/articolo/none-i-balli-senegalesi-in-chiesa-per-beneficenza-scatenano-la-polemica-sui-social.html

Comments