Valdesi 1655

Confessione di fede valdese del 1655

Noi crediamo:

1. Che vi è un solo Iddio, il quale è una Essenza spirituale, eterna, infinita, del tutto sapiente, misericordiosa, giusta - in somma, del tutto perfetta - e che vi sono tre Persone in quella sola e semplice essenza, il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo.

Prove. Deuteronomio 4:39 - Isaia 42:8; 45:5 - Non è dunque lecito riporre fiducia e speranza nelle creature, né invocare i Santi, né adorare le immagini, o la croce, dato che queste cose non sono Dio. - Esodo 20:2 - Isaia 40:18,5 - Contro questo la Chiesa Romana rappresenta Iddio in abito papale, benché S. Paolo abbia condannato gli antichi Romani e gli altri Pagani perché essi avevano mutata la gloria dell'incorruttibile Iddio nella somiglianza dell'immagine dell'uomo corruttibile. Romani 1:23 - Giovanni 4:24 - Giobbe 11:7 - Romani 11:33 - Luca 1:37-1 Timoteo 1:17 -1 Re 8:39 - Atti 16:8 - Salmi 106:1 - Esodo 34:6 - Salmi 103:13. Se i dottori papali lo credessero veramente tale non si sarebbero immaginati falsamente e non darebbero d'intender che Iddio brucia vivi i suoi figli in un fuoco ardente nel loro preteso Purgatorio, centinaia o migliaia d'anni per i peccati già perdonati in virtù della morte di Cristo. - Isaia 56:7 - Ezechiele 33:11 - 2 Corinzi 1:3. Molti prelati Romani, per svolgere l'amor de gli uomini da Dio alle creature, propongono al popolo un Iddio armato solo di giustizia, talché se un peccatore vuoi conseguire grazia, invece d'indirizzarlo a Dio padre delle misericordie per Gesù Cristo, nel quale, e per il quale noi possiamo ottenere grazia, e conseguire indulgenza plenaria ciò è il perdono di tutti i peccati, lo rimandano alla B. Vergine, chiamandola Madre di misericordia: dicendo che Iddio le ha dato la metà del suo regno, cioè la misericordia ritenendo per se la giustizia, come Cassandra celebre dottore papale lo confessa. Il mistero della Santa e adorabile Trinità c'è insegnato nella Santa Scrittura, come si vede nei luoghi seguenti, Matteo 28:19 - 2 Corinzi 13:13 - 1 Giovanni 5:7.

2. Che quell'Iddio s'è manifestato agli uomini nelle sue opere della Creazione e della Provvidenza, di più nella sua Parola rivelata dal principio con oracoli in diverse maniere, poi messa in iscritto nei libri chiamati la Scrittura Santa.

Prove. Romani 1:20 - Salmi 19:1,8 - Salmi 119:105 - Ebrei 1:1-11 1 Pietro 1:20 - 2 Timoteo 3:15,16. Onde segue che in fatto di Religione non si deve ricevere alcuna dottrina inventata dagli uomini fuori della Parola di Dio contenuta pienamente nella Santa Scrittura.

3. Che conviene ricevere, come riceviamo, questa Santa Scrittura per divina e canonica, ciò è per regola della nostra fede e vita; e che ella è pienamente contenuta nei libri del Vecchio e Nuovo Testamento; che nel Vecchio Testamento devono esser solo compresi i libri Che Iddio affidò alla Chiesa israelitica, da lei sempre approvati e riconosciuti per divini, cioè i cinque libri di Mosè, Giosuè, i Giudici, Rut, 1° e 2° Samuele, 1° e 2° Re, 1° e 2° Cronache (ossia Paralipomeni), il 1° Esdra, Neemia, Ester, Job, i Salmi, i Proverbi di Salomone, l'Ecclesiaste, il Cantico dei Cantici, i quattro gran Profeti, i dodici piccoli; e nel Nuovo i quattro Evangeli, gli Atti degli Apostoli, le Epistole di San Paolo, una ai Romani, due ai Corinzi, una ai Galati, una agli Efesini, una ai Filippesi, una ai Colossesi, due ai Tessalonicesi, due a Timoteo, una a Tito, una a Filemone, l'Epistola agli Ebrei ei, una di Santo Giacomo, due di San Pietro, tre di San Giovanni, una di San Giuda e l'Apocalisse.

Prove. Esodo 2:4 - Esodo 34:27 - 2 Pietro 1:21 - Romani 3:2: e però i libri Apocrifi che non furono mai dati da Dio a ludei non sono oracoli di Dio. - Romani 16:4 - 2 Timoteo 3:16 - 1 Tessalonicesi 4:8 - Deuteronomio 12:32 - Romani 1:1,2 - Giovanni 6:39,45 - Atti 17:11 - Luca 16:29. Ecco quanta fede si deve dar agli libri della Santa Scrittura; più che ad uno uomo che fosse risuscitato dai morti. - Isaia 8:20 - 1 Corinzi 4:6 - Galati 6:16 - Galati 3:15. Molto meno è lecito mutare o aggiungere cosa alcuna al testamento di Dio contenuto nella Santa Scrittura, confermato con la morte di Cristo nostro Salvatore. Galati 1:8. Con che coscienza dunque il Papa aggiunge egli tante cose oltre la Sacra Scrittura? - Apocalisse 22:18. S. Giovanni imponendo fine all'Apocalisse, che è l'ultimo libro della Santa Scrittura, ha voluto suggellarla tutta con questa santa protesta, apposta come freno dell'audacia e della temerarietà umana.

4. Che riconosciamo la divinità di questi libri sacri, non solo dalla testimonianza della Chiesa, ma principalmente dall'eterna e indubitabile verità della dottrina contenuta in essi, dall'eccellenza, sublimità e maestà del tutto divina che vi si dimostra, e dall'operazione dello Spirito Santo che ci fa ricevere con riverenza la testimonianza la quale ce ne rende la Chiesa, e che ci apre gli occhi per scoprire i raggi della celeste luce che risplendono nella Scrittura, e corregge il nostro gusto per discernere questo cibo col suo divino sapore.

Prove. Giovanni 4:42. Così chi legge con riverenza la Santa Scrittura riconosce questa esser la voce di Dio e non d'un uomo. - Giovanni 3:31 - Luca 24:32 - Ebrei 4:12 - Salmi 12:6 - Salmi 19:9 -1 Corinzi 2:11,14. - Tutti i fedeli hanno questo Spirito di Dio come insegna San Paolo in Romani 8:9 - 1 Corinzi 10:15 - 2 Corinzi 1:13 1 Tessalonicesi 5:19-21 1 Giovanni 4:1.

5. Che Iddio ha fatto tutte le cose di nulla, con la Sua volontà del tutto libera, e con la potenza infinita della Sua parola.

Prove. Genesi 1:1 - Esodo 20:11 - Salmi 33:6 - Ebrei 11:3 - Colossesi 1:16.

6. Che egli le conduce e governa tutte con la sua provvidenza, ordinando e addirizzando tutto ciò che nel mondo accade, senza che però Egli sia né autore né causa del male che fanno le creature, o che la colpa Gli possa o debba in alcuna maniera esser imputata.

Prove. Deuteronomio 32:4 - Salmi 136:6 - Efesini 1:11 - Atti 17:24:26,28 - Matteo 10:29 - Lamentazioni 3:38 - Isaia 46:6:7 - Amos 3:6 - Salmi 6:5 - Salmi 46:8 -Giacomo 1:13 - Giovanni 8:44 -1 Giovanni 3:8 - 1 Giovanni 2:16 - Genesi 46:5 - Genesi 50:20 - Atti 2:23 - Atti 4:27.

7. Che gli Angeli essendo stati tutti creati puri e santi, alcuni sono caduti in una corruzione e perdizione irreparabile, ma che gli altri sono perseverati per la bontà di Dio che gli ha so­stenuti e confermati.

Prove. Colossesi 1:16 - Giuda 6 - 2 Pietro 2:4 -1 Timoteo 6:21 - Matteo 16:27; 26:31 - Ebrei 1:14. Non fu però mai ordinato da Dio d'invocarli, né mai da fedeli è stato invocato o adorato alcuno angelo creato: anzi l'angelo ricusò l'adorazione - Apocalisse 19:10; 22:8: come essendo dovuta a Dio solo.

8. Che l'uomo, il quale era stato creato puro e santo all'immagine di Dio, per sua colpa s'è privato di quello stato felice, pre­stando fede ai discorsi ingannevoli del Diavolo.

Prove. Ecclesiaste 7:29 - Genesi 1:26,27 - Efesini 4:24 - Colossesi 3:10 - 2 Corinzi 11:3 - 1 Timoteo 2:14 - Romani 6:12.

9. Che l'uomo nella sua trasgressione ha perduta la giustizia e la santità che egli aveva ricevuta, ed è incorso nell'indignazione di Dio, nella morte, e nella cattività sotto la potenza di colui che ha l'imperio della morte, cioè del Diavolo, a tal punto che il suo libero arbitrio è divenuto servo e schiavo del peccato; così che di natura tutti gli uomini, e Israeliti e Gentili, sono figli d'ira, tutti morti nei loro falli e peccati, e di conseguenza incapaci di avere alcun buono movimento per la salvezza, e neppure di formare un buon pensiero senza la grazia, tutte le loro immaginazioni non essendo altro che male in ogni tempo.

Prove. Romani 3:9 - Romani 6:12 - Giovanni 8:34 - Romani 6:17 - Efesini 2:1 - Romani 8:7 - 1 Corinzi 2:14 - Genesi 6:5; 8:21 - Geremia 17:9 - Matteo 7:18 - Giovanni 6:44 - Giovanni 16:5 - Giovanni 3:6:27 - 1 Corinzi 2:11-14 - 1 Corinzi 12:3 - 2 Corinzi 3:5

10. Che tutta la posterità d'Adamo è colpevole in esso lui e con esso lui della sua disubbidienza, infetta della sua corruzione, e caduta nella medesima calamità, infino alli piccoli fan­ciulli fin dal ventre della madre: onde viene il nome di peccato originale.

Prove. Romani 6:12-19 - Giobbe 14:4 - Giobbe 16:14 - Salmi 6:6 - 1 Re 8:46 - Proverbi 20:9 - Ecclesiaste 7:20 - Matteo 16:19 - Efesini 2:1-3 - 1 Corinzi 16:22.

11. Che Iddio cava da quella corruttione e condannatione le persone ch'egli ha elette dinnanzi la fondatione del mondo, non perché egli prevedesse in loro alcuna buona dispositione alla fede o alla santità, ma per la sua misericordia in Jesu Christo suo figliolo, lasciandovi gli altri secondo la raggione sovrana et irreprehensibile della sua libertà e giustitia.

Prove. 1 Corinzi 4:7 - Efesini 2:3 a 9 - Efesini 1:3-6 - Tito 3:3-5 - Romani 3:9 - Romani 9:11-24 - 2 Timoteo 1:9-11 - Ti. 2:19 - Romani 8:29,30 - Giovanni 17:6-9 - Romani 11:5,33-36.

12. Che Jesu Christo essendo stato da Dio ordinato nel Suo eterno decreto per essere il solo Salvatore, e l'unico Capo del Suo corpo, che è la Chiesa; Egli l'ha riscattata, col Suo proprio sangue, nel compimento dei tempi, e le communica tutti ij Suoi benefici cll'Evangelo.

Prove. Romani 3:25 -1 Pietro 1:18-20 - Galati 1:4 - Matteo 1:21 - Giovanni 3:16 - 2 Timoteo 1:9 - Efesini 1:4:6,7;21-23 - Efesini 5:23-26 - Atti 20:28 - Atti 4:12 - Giovanni 14:6 - 1 Timoteo 2:5,6 - Tito 2:14 -1 Giovanni 1:7.

13 . Che vi sono due nature in Jesu Christo, la divina e l'humana, veramente unite in una stessa persona, senza confusione, senza separatione, senza divisione, senza cangiamento, l'una e l'altra natura serbando le sue distinte proprietà e che Jesu Christo è insieme vero Dio e vero huomo.

Prove. Matteo 1:22,23 - Isaia 7:14 - Luca 1:35 - Romani 1:3,4 - Romani 9:5 - Giovanni 1:14 - 1 Timoteo 3:16 - Ebrei 1:3 - Colossesi 2:9 - 1 Corinzi 1:30.

14. Che Iddio ha tanto amato il mondo ch'egli ha dato il Suo Figliolo per salvarci colla Sua perfettissima ubbidienza, quella specialmente ch'egli ha dimostrata sofferendo la morte maledetta della croce, e colle vittorie ch'Egli ha riportate supra 'l Diavolo, il peccato e la morte.

Prove. Giovanni 3:16 - Romani 6:8 - Giovanni 17:9 - Romani 8:3,32 - 1 Giovanni 4:9,10 -1 Giovanni 2:2 -1 Giovanni 1:7 - Romani 6:19 - Filippesi 2:7,8 - Galati 4:4 - Galati 3:13 - Ebrei 10:8-10 - Ebrei 2:14:15 - 1 Corinzi 15:56,57 - Apocalisse 12:10,11.

15. Che Jesu Christo avendo fatta l'intera espiatione de' nostri peccati col Suo perfettissimo sacrificio una volta offerto nella croce, non puole né deve esser reiterato sotto qualunque pretesto.

Prove. Romani 3:24,25 - 1 Timoteo 2:6 - Ebrei 9:14 - 1 Pietro 1:18; 2:24 -1 Giovanni 1:7; 2:2 - Ebrei 7:24,27. Notate che il vero sacrificio di Cristo essendo fatto una sola volta, non conviene ripeterlo, come si pretende nella messa; ma solo ricorrere alla sua intercessione che è perpetua, per conseguir il frutto di quel unico sacrificio, che è d'eterna virtù. - Ebrei 9:12; 9:22. Dunque non spargendosi il sangue di Cristo nella Messa non vi si fa remissione dei peccati. - Ebrei 9:25. E non che Gesù Cristo offra più volte se stesso: il che i preti danno d'intendere, e così contraddicono l'Apostolo. - Ebrei 9:26. Secondo la santa dottrina dell'Apostolo, se Cristo si offrisse più volte in sacrificio, soffrirebbe più volte. Ora Cristo non soffre più, non muore più, Romani 6:9. Dunque non si offre più. - Ebrei 9:27,28. Il sacrificio di Cristo essendo la sua morte, come egli stesso non soffre, né muore, più volte, così non si offre più volte. - Ebrei 10:10,14. Atteniamoci dunque a questo solo vero sacrificio di Cristo.

16. Che il Signor Jesu havendoci pienamente riconciliati a Dio con il sangue della sua croce, in virtù del solo suo merito e non delle nostre opere, noi siamo assolti e giustificati nel suo cospetto.

Prove. Geremia 23:6 - Isaia 53:6:6,11 - 2 Corinzi 5:20,21 - Romani 6:19 - Romani 3:24:25 - Romani 3:28 - Romani 4:25 - Romani 6:9,10 - Efesini 1:7 - Efesini 2:8,9 - Colossesi 1:19,20 - Tito 3:5 - 1 Giovanni 1:7. Onde segue non esservi altro Purgatorio. - 1 Corinzi 1:30 - Romani 8:1.

17. Che noi abbiamo unione con Jesu Christo e communione a' suoi beneficij, per la fede, la quale si appoggia sopra le promesse di vita che ci sono fatte nell'Evangelio.

Prove. Romani 10:17 - Romani 1:16 - Efesini 3:16,17 - Galati 2:20 - Giovanni 1:12 - Giovanni 3:36 - Giovanni 6:35 - Romani 6:1.

18. Che quella fede viene dall'operatione gratiosa et efficace dello Spirito Santo che allumina le anime nostre e le porta ad appoggiarsi sopra la misericordia di Dio per applicarsi i meriti di Jesu Christo.

Prove. Efesini 1:16-18 - Efesini 2:1:8 - Matteo 11:25,26 - Matteo 16:17 - 1 Corinzi 2:9,10 -1 Corinzi 12:9 - Giovanni 6:44 - Atti 16:14 - Romani 12:3 - Filippesi 1:29 - Filippesi 2:13 - 2 Corinzi 1:21,22 - Efesini 1:13,14 - Romani 8:14-17.

19. Che Jesu Christo è il nostro vero ed unico Mediatore non solo di redentione, ma anche d'intercessione, e che per i Suoi meriti e per la Sua intercessione noi habbiamo introduttione al Padre per invocarlo con santa fiducia d'essere esauditi, senza che sia necessario il ricorrere ad alcun altro intercessore che Lui.

Prove. 1 Timoteo 2:5,6. Egli è dunque non solo Mediatore di redenzione avendoci riscattati, ma d'intercessione, poi che qui l'Apostolo tratta delle preghiere che i fedeli devono presentare a Dio per mezzo suo. E così vi è un solo mediatore tanto d'intercessione quanto di redenzione. - Ebrei 12:22-24. Notate che il sangue di Cristo, prezzo della nostra Redenzione, parla intercedendo per noi. Ne consegue che solo Colui che ha sparso il suo sacro sangue per riscattarci è nostro Intercessore presso Dio. - 1 Giovanni 2:1. Anche il Discepolo diletto non c'indirizza ad alcun altro avvocato o intercessore che a colui solo che è nostro Redentore e purificazione delle nostre iniquità. Così Cristo nei testi seguenti ci chiama a se, e non ci rimanda ad altri mediatori. - Matteo 11:28 - Giovanni 14:6. Dunque quelli che cercano altre strade non vanno a Dio. - Efesini 2:18 - Efesini 3:12 - Ebrei 10:19 - Ebrei 4:14,16 - Giovanni 14:13 - Giovanni 16:23.

20. Che come Iddio ci promette la rigeneratione in Jesu Christo, coloro che sono uniti con esso lui per una viva fede deono adoperarsi e realmente s'adoperano a buone opere.

Prove. 1 Pietro 1:3 - Giovanni 16:5 - Filippesi 1:11 - Efesini 2:5-10 - 2 Corinzi 6:15. 17 - Romani 6:4 - Galati 2:20 - Tito 2:11-14 - Giovanni 3:3-6 - Tito 3:3-8 - Romani 6:11-13 - Efesini 4:21-24 - Matteo 3:8-10 - Matteo 7:17-20 - Galati 6:6 - Giacomo 2:17 - 1 Giovanni 5:18.

21. Che le buone opere sono tanto necessarie a' fedeli che non possono giungere al regno de' cieli senza farle, atteso che Iddio lddio le ha preparate accioche in esse noi caminiamo: che così dobbiamo fuggire i vitij et applicarci alle virtù christiane, impiegando i digiuni et ogni altro mezzo che può servirci in una cosa sì santa.

Prove. Efesini 2:10 - 1 Tessalonicesi 4:3 - Ebrei 12:14 - Apocalisse 21:27 - 1 Corinzi 6:9-11 - Romani 8:13 - Colossesi 3:6 - 1 Corinzi 9:27 - Tito 2:12 - Isaia 58:6 -1 Timoteo 4:8.

22. Che quantunque le buone opere nostre non possano meritar, il Signore non lascierà di ricompensarle della vita eterna per una misericordiosa continuatione della Sua gratia e in virtù della costanza immutabile delle promesse ch'egli ce n'ha fatte.

Prove. Giobbe 9:2,3 - Salmi 143:1,2 - Romani 3:20 � Luca 17:10 - Giobbe 22:2 - Salmi 16:2 - Efesini 2:8,9 - 2 Timoteo 1:9 - Tito 3:5 - Colossesi 3:23,24. Notate che il premio e la mercede promessa da Dio ai fedeli è eredità di figli, non salario dovuto loro in qualità di servitori mercenari, Matteo 26:34. Essi dunque non lo pretendono per i loro meriti, ma per la grazia e misericordia del Padre, che gli ha adottati per suoi figli, benedetti e fatti Suoi eredi. - Romani 8:15-18. Notate che neanche le sofferenze dei santi martiri possono meritare l'eredità della gloria celeste, ne esserle parificate. - Romani 6:22,23. Così l'Apostolo c'insegna che l'uomo per i suoi peccati merita la morte, come vero salario delle sue scelleratezze e supplizio dovuto a suoi crimini, ma che i fedeli non possono pretendere la vita eterna come salario meritato per le loro buone opere, anzi che la conseguono come un dono gratuito di Dio per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, e per farcelo veder più chiaro, l'Apostolo avendo detto il salario del peccato è la morte, benché l'opposizione paresse richiederlo, non soggiunge il salario delle buone opere è la vita, ma scrive che la vita eterna è dono di Dio.

23. Che quelli che possegono la vita eterna in conseguenza della fede e delle buone opere loro deono esser considerati come santi e glorificati, lodati per le loro virtù, imitati in tutte le belle attioni della loro vita, ma non adorati né invocati, poi che non si deve pregar se non un solo Iddio per Jesu Christo.

Prove. Salmi 116:15 - Apocalisse 14:13 - Isaia 57:1,2 - Ebrei 13:7 - 1 Corinzi 11:1 - Giovanni 8:39 - Matteo 4:10 - Isaia 42:8 - Isaia 48:11 - Romani 10:13,14. L'oggetto sopra il quale s'appoggia la fede è Dio solo. Geremia 17:5. Dio solo dunque deve essere invocato. - Salmi 50:15. In tutta la S. Scrittura non si trova né precetto d'invocare gli Angeli o i Santi raccolti in cielo, né promessa di grazia a chi lo facesse, ne esempio d'alcun fedele che gli abbia pregati - Matteo 11:28. Cristo non gli rimanda né ai santi né alle sante. E gli Apostoli nelle loro epistole e prediche mai non hanno raccomandato sé stessi a altri, né alla Beata Vergine, né ad alcuno de santi defunti: ma al solo Dio per Gesù Cristo unico mediatore tra Dio e gli uomini. Luca 11:1 Essendo egli richiesto in generale d'insegnare loro a pregare, non diede loro varie forme d'orazioni, una a Dio, altre agli angeli, e ai santi, anzi, per far loro veder chiaro che si deve invocare Dio solo, prescrive loro questo divino modello d'orazione, che non si può indirizzare ad alcuna creatura. Giuda 13:16. Non fu mai ordinata alcuna offerta religiosa da presentare ai santi, o agli angeli molto manco dobbiamo offrire loro il sacrificio spirituale della preghiera. 1 Re 8:39. Dunque gli angeli e i santi non essendo scrutatori del cuore, non possono intendere le vere orazioni, che sono i pensieri e desideri dei cuori fedeli, e non la favela fallace delle labbra. - Ecclesiaste 9:5,6 - cfr. Giobbe 14:21 - 2 Re 22:20. Se i santi raccolti nel riposo di Dio in cielo vedessero i peccati e le calamità nelle quali cadono le persone a loro care, e soprattutto quelle della Chiesa, sarebbe turbata la loro felicità. Ora se, come qui viene accennato, il Santo Re Giosia dopo la morte non vedeva le pubbliche miserie del popolo di Dio, molto meno possono i santi conoscere le necessità di tutte le persone particolari che sono in tutto il mondo, o intendere le preghiere loro Isaia 63:16. Poi che questi Santi Patriarchi, Abramo amico di Dio, padre de credenti, e Israele che aveva veduto Iddio faccia a faccia, non conoscevano i loro posteri del tempo d'Isaia, come si può credere che gli altri santi intendano le orazioni di tutti gli uomini?

24. Che Iddio s'è raccolta una chiesa nel mondo per la salute degl'huomini e ch'ella non ha se non un solo Capo e fondamento, cioè Jesu Christo.

Prove. Isaia 4:3 - Giovanni 10:14-16 - Giovanni 11:51,52 � Deuteronomio 7:6 - Salmi 33:12 - Salmi 46:6 - Salmi 87:1-3 - Salmi 100:3 - Salmi 147:2 - Atti 4:11 - Matteo 16:18 - Efesini 1:22,23 -1 Corinzi 3:11 -Efesini 2:20,21; 6:23. Come dunque non ha vergogna il Papa di vantarsi d'esser capo e sposo della Chiesa? Come si può credere quella esser la casta sposa di Cristo, che riconosce un altro sposo?

25. Che quella Chiesa è la compagnia de' fedeli, i quali essendo stati da Dio eletti avanti la fondatione del mondo, e chiamati d'una santa vocatione, vengono ad unirsi per seguitare la Parola di Dio, credendo ciò ch'Egli vi insegna e vivendo nel Suo timore.

Prove. Efesini 4:11-13 - Romani 8:29,30 - Matteo 22:14 -1 Giovanni 2:18,19 - 1 Tessalonicesi 4:7 - Giuda 1 - 1 Corinzi 1:2 - Giovanni 8:47 - Giovanni 10:3,4 Giovanni 17:6:9,17-21,24 - 2 Timoteo 2:19 -1 Giovanni 2:3,4 -1 Giovanni 3:3.

26. Che quella Chiesa non puole mancare ed essere ridutta al niente, ma che deve essere perpetua, tutti gl'eletti essendo, ogniuno nel suo tempo, chiamati da Dio nella communione de' santi, e talmente per la virtù del Suo Santo Spirito sostenuti e conservati nella fede, che perseverando in essa conseguiscono l'eterna salute.

Prove. Geremia 31:3- Geremia 32:38-40 - Salmi 46:6 - Mal 3:6 - Salmi 102:28 - Os. 2:19. Il sacro vincolo di questo matrimonio spirituale di Cristo con la sua Chiesa non può esser rotto ne dagli uomini ne dalli demoni: perché Iddio conserva la fede nei suoi. - Giovanni 14:16 - Romani 11:29 - Salmi 37:28 - Salmi 48:14 - Giovanni 6:37,47 - Giovanni 10:27,28 - Romani 8:29-32 -Romani 8:38,39 - Matteo 24:24. Così Cristo qui insegna non essere possibile che gli eletti siano sedotti. Essendo sostenuti per la grazia di Dio persevereranno nella fede sin alla morte. - Luca 22:31,32 - Giovanni 17:11:20,21 - 1 Corinzi 1:7,8. Filippesi 1:6; 2:13. Dio opera talmente nella volontà dei suoi eletti che essi vogliono perseverare, ed effettivamente perseverano fin alla fine, tal che non si può dire che la volontà di essi renda dubbiosa la loro perseveranza: ne essi vanagloriarsi d'averla dal loro libero arbitrio, che si determini se stesso: ma dalla grazia di Dio. - 1 Giovanni 2:19 - 1 Giovanni 3:9.

27 . Che ognuno a quella (ciò è alla Chiesa) deve congiungersi e tenersi nella sua comunione.

Prove. Isaia 4:3: ciò è nella vera Chiesa di Dio. - Isaia 44:5 � Gioele 2:32. Ne consegue che per esser salvato conviene aggiungersi e attenersi alla vera Chiesa: non alla Sinagoga di Satana: o starsene solingo in un eremitaggio, o scomunicato. - Atti 2:47 - Galati 4:26. Quelli dunque che non riconoscono la Chiesa per madre ubbidendo alla pura predicazione della parola di Dio, non possono dire che Dio sia loro Padre. - Ebrei 12:22,23 - Matteo 18:17 - 2 Corinzi 6:14-18. - Notate che per aderire alla vera Chiesa conviene separarsi della falsa. 1 Giovanni 5:21 - 1 Giovanni 4:1 . Ecco che per discernere i veri Pastori dalli falsi, conviene esaminare se la dottrina loro è conforme alla S. Scrittura. - Apocalisse 18:4. Tutti quelli che non si separano dalla falsa Chiesa, senza accorgersene con restarvi si rendono complici dei suoi errori e superstizioni, e compagni dei suoi eterni supplizi. Salmi 27:4 - Efesini 4:11-13. Coloro dunque che non si uniscono con la vera Chiesa, non sono membra del corpo mistico di Cristo. San Paolo tra i ministri ordinati da Dio per l'edificazione della Chiesa non mette mai né Pontefici, né Cardinali, né sacerdoti: da dove vengono dunque? Matteo 10:14 - Ebrei 10:25 - Ebrei 13:7,17: cioè secondo la parola di Dio, contenuta nel Vecchio e Nuovo Testamento. -Atti 20:27 - Giovanni 8:47.

28. Che Iddio non ci ammaestra solo colla sua parola, ma che di più Egli ha ordinati de' Sacramenti per congiungergli ad essa, come mezzi per unirci a Christo e partecipare a' Suoi benefici, e che non ve ne sono più di due comuni a tutte le membra della Chiesa, sotto'l Nuovo Testamento, ciò è il battesimo e la Santa Cena.

Prove. Romani 1:16 - Romani 10:17 - Romani 4:11-13 - Matteo 28:19:20 � Mr. 1:1-4 - Romani 6:3-5 - 1 Corinzi 10:16 - 1 Corinzi 11:23-26 -1 Corinzi 12:12,13. Ecco qui la nostra unione mistica con Cristo suggellata con i suggelli dei due Sacramenti della Chiesa Cristiana cioè il Battesimo e la S. Cena.

29. Ch'Egli ha stabilito quello del Battesimo per una testimonianza della nostra adottatione, e che vi siamo lavati de' nostri peccati nel Sangue di Jesu Christo e rinovati in santità di vita.

Prove. Luca 3:2,3 � Marco 16:15,16 - Atti 2:38 - Galati 3:27 - Romani 6:3,4 - Efesini 4:24 - Colossesi 2:11,12 - 1 Pietro 3:21 - Ebrei 10:22.

30. Ch'Egli ha stabilito quello della Santa Cena od Eucaristia per il nutrimento dell'anime nostre, acciochè con una vera e viva fede per la virtù incomprensibile dello Spirito Santo, mangiando effettivamente la Sua carne e beendo Suo sangue, e congiungendoci strettissimamente ed inseparabilmente a Christo, in Lui e per Lui abbiamo la vita spirituale ed eterna.

Ed ognuno veda chiaramente ciò che crediamo in questo capo, aggiungiamo qui le medesime espressioni che si trovano nella preghiera che facciamo avanti la comunione, nella nostra Liturgia o forma di celebrare la Santa Cena, e nel nostro Catechismo pubblico, i quali scritti si vedono dietro ai nostri Salmi. Queste sono le parole della preghiera: Si come il Signor nostro non solo ha una volta offerto il suo corpo ed il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, ma vuole anche comunicarceli in nutrimento di vita eterna; facci anche questa grazia che in vera sincerità di cuore, e con zelo ardente, riceviamo da Lui un si grande beneficio, ciò è che con sicura fede noi godiamo del suo corpo e del suo sangue, anzi di Lui tutto intero Le parole della Liturgia sono tali. Prima dunque crediamo alle promesse che Gesù Cristo, il quale è la verità infallibile, ha pronunciate con la sua bocca, cioè Che egli ci vuoi far veramente partecipi del suo corpo e del suo sangue, ecc. lo possediamo interamente, in modo che egli viva in noi, e noi in esso lui: Quelle del nostro Catechismo sono le medesime nella Domenica 53.

Prove. Matteo 26:26-29. Notate che egli non dice, questo è, o che questo sia per transustanziazione cambiato nel mio corpo, ma questo è il mio corpo: ciò è sacramento, che vuoi dire, segno sacro del mio corpo, come il calice è il Nuovo Testamento, ciò è segno e suggello di esso: e la pietra percossa da Mosè era Cristo secondo che scrive l'Apostolo 1 Corinzi 10:4 non in sostanza, ma in figura e significazione. Matteo 26:27. Notate che tutti quelli che ricevono il pane sacro, devono anche partecipare al calice sacro, il quale non può esser loro tolto senza sacrilegio. Matteo 26:28. Notate che il sangue di Cristo nella Santa Cena ci è dato come sparso, il che è stato fatto nella sua morte. Come dunque questo Sacro Sangue non fu allora sparso realmente nella mensa, si sparge corporalmente oggi nella celebrazione della S. Cena, così non è presente nel calice o nel vino corporalmente, ma sacramentalmente, in quanto che la fede vi riceve Cristo come morente per noi nella croce. Matteo 26:29. Notate che il vino il quale Cristo si beve nella celebrazione della Santa Cena non era transustanziato in sangue, ma era vero vino, frutto di vigna. Luca 22:19. Notate che egli non dice: "fate il mio corpo" ma celebratene la memoria. Luca 22:20. Come il calice non è mutato in un patto, o in un Nuovo Testamento, ma n'è il Sacramento, così il pane è sacramento del corpo di Cristo, ciò è sacro segno. 1 Corinzi 11:23. Notate che l'Apostolo dispensatore fedele non ha dato alla Chiesa se non quanto egli aveva ricevuto da Cristo: ma nella messa vi sono molte cose le quali non si trovano nell'Evangelo di Cristo. Notate che Gesù Cristo nella Santa Cena diede il suo corpo rotto per noi, il quale non vi fu corporalmente rotto, ma Sacramentalmente nel rompere il pane. Non era dunque corporalmente rinchiuso nel pane della S. Cena. Luca 22:25. Notate che la Santa Cena non è stata ordinata per sacrificare di nuovo Gesù Cristo, come si pretende nella messa, ma per annunciare il sacrificio della sua morte fatto una sola volta, e riceverne il frutto salutare per fede in remissione dei nostri peccati. Giovanni 6:35. Notate che venire a Cristo, mangiare la sua carne e bere il suo sangue, è credere in lui: e che questo si fa non per la bocca del corpo, ma per la fede che è la bocca dell'anima. Giovanni 6:54. Dunque la carne e il sangue di Cristo non si ricevono corporalmente nel Santo Sacramento, poi che molti ipocriti lo prendono, i quali però non hanno la vita eterna. Giovanni 6:63. Dunque la manducazione del corpo di Cristo non si deve intendere carnalmente, ma spiritualmente per fede, per la quale noi viviamo in Cristo, e Cristo vive e abita in noi. Galati 2; Efesini 2 e Efesini 3.

31. Ch'egli è necessario che la Chiesa abbia de' Pastori giudicati bene istruiti e di buona vita da coloro che hanno la raggione, tanto per predicar la Parola di Dio come per amministrar i Sacramenti e vegghiare sopra la greggia di Christo, secondo le regole d'una buona e santa disciplina, insieme cogli Anziani e Diaconi, conforme all'usanza della Chiesa antica.

Prove. Numeri 27:17 - Ebrei 6:4,5 - Geremia 3:15 - Geremia 29:8,9 - Geremia 23:21,22 -1 Corinzi 12:4,28. Il Papato e Cardinalato non fu ordinato da Dio. Efesini 4:11 a 13. L'Apostolo descrivendo qui tutti gli uffici stabiliti da Cristo per edificare la sua Chiesa non avrebbe dimenticato in questa ordinazione i Pontefici e Cardinali e sacerdoti se Cristo gli avesse istituiti. Giovanni 20:21 - Marco 16:15 - Matteo 28:19,20 - 1 Timoteo 3:1,5 -1 Timoteo 6:17 - Tito 1:5.7. Anziano e Vescovo sono due nomi dell'ufficio dei Pastori o Ministri della Chiesa: e non di signoria sopra essa: come si vede anche nelle testimonianze seguenti. Atti 20:17,28. Paolo parlando agli Anziani ciò è Ministri della Chiesa d'Efeso gli chiama tutti vescovi. - 1 Pietro 5:1,3 - 1 Timoteo 3:8-10 - Ebrei 13:17. Noi dobbiamo seguire i nostri Pastori mentre essi seguono Cristo sommo Pastore delle anime; ma se cadono in errore, dobbiamo attenersi alla verità di Dio anzi che alle menzogne degli uomini, come si vede ne testi seguenti. Galati 1:8,9 - Atti 17:11. Esaminavano giornalmente le prediche di San Paolo con la regola indubitabile della Santa Scrittura, come anche l'aveva commendato Isaia 8 e Iddio stesso Deuteronomio 13. - Isaia 8:20 - Matteo 7:15 - Matteo 16:6 - 1 Timoteo 4:1-3. Ognuno può vedere in questi ultimi tempi dove regnino tali errori palpabili, per fuggirli se desidera salvare l'anima sua. 1 Tessalonicesi 2:3-13 - 1 Tessalonicesi 5:20,21 - 1 Giovanni 4:1-3. Notate che per discernere gli spiriti e sapere se sono da Dio, o no, egli comanda d'esaminare la loro dottrina secondo la regola della Santa Scrittura, come Giovanni 6:39; Atti 17:11 e soprattutto guardarsi da quelli che corrompono l'articolo della venuta di Cristo in carne, come fanno coloro che s'immaginano un corpo di Cristo che sia in molti luoghi in un medesimo tempo, ciò è non solo in cielo, ma dovunque essi pretendono farlo per la transustanziazione delle loro ostie, in mille milioni di luoghi. Notate Che egli non dice che bisogna veder s'egli è mandato e approvato dal vescovo Romano: ma se egli insegna la dottrina di Cristo. - Apocalisse 2:2. Il padre della menzogna non cessa mai di spingere nel mondo degli spiriti fallaci, che si vantano d'avere autorità Apostolica: però non conviene seguitarli alla cieca, ma provarli e riprovarli. - 1 Pietro 4:11 - 1 Corinzi 4:6 - 1 Timoteo 4:13-16 - 2 Timoteo 4:1-4 - Geremia 23:16-19. La paglia delle invenzioni umane è la pastura degli spiriti brutali: ma i Figli di Dio si pascono del frumento celeste della sua parola: con la quale come essendo anche un fuoco santo, essi bruciano la paglia delle false dottrine. Del dover e cura dei Pastori a correggere i vizi con santa disciplina. - Tito 2:15 -1 Timoteo 6:20 - Isaia 58:1 - Ezechiele 3:17-21 - Matteo 18:15-17.

32. Ch'Iddio ha stabilito, i Ré, i Principi ed i Magistrati per il governo de' popoli; che i popoli deono essere loro soggetti ed ubbidienti in virtù di quell'ordinazione, non solo per l'ira, ma ancora per la coscienza, in tutte le cose conformi alla Parola di Dio, il quale è il Ré e 'l Signore de' Signori.

Prove. Proverbi 8:15 - Daniele 2:20:21 - Giobbe 12:18 - 2Cr 19:5-7 - Romani 13:1-7 - Matteo 6 e in Luca 11.

33. Finalmente che convien ricevere il Simbolo degli Apostoli, l'Orazione Dominicale e 'l Decalogo, come scritti fondamentali della nostra fede e delle nostre devozioni. Il che resta chiaro dalle testimonianze con le quali habbiamo verificato la nostra Confessione, che in sostanza contiene la medesima dottrina, e di più con le seguenti.

Prove. Romani 1:16 - Romani 10:8:9 - 2 Timoteo 1:13. Il Padre nostro è prescritto come un perfettissimo modello delle nostre preghiere, voti e desideri in Matteo 6 e in Luca 11.

E per una più distesa dichiaratione di quanto cediamo, reiteriamo qui la protestatione che già dal 1603 fecimo stampare cioè che consentiamo nella sana dottrina con tutte le Chiese Riformate di Francia, della Gran Bretagna, de' Paesi Bassi, Alamagna, Svisseri, Boemia, Polonia, Ungaria et altre, com'ella è rappresentata nella loro Confessione d'Augusta, secondo la dichiaratione datane dall'autore; e promettiamo di perseverarvi colla gratia di Dio inviolabilmente e nella vita e nella morte, essendo apparechiati di sottoscrivere a questa eterna verità di Dio col nostro proprio sangue, come l'hanno fatto i nostri Maggiori fin dal tempo de gli Apostoli, particolarmente in questi ultimi secoli. E però preghiamo umilmente tutte le Chiese Evangeliche e Protestanti di tenerci nonostante la nostra povertà e bassezza per vere membra del corpo mistico di Jesu Christo che sofferiscono pe 'l Suo Nome, e di continuarci l'aiuto delle loro preghiere verso Iddio, e tutti gli altri effetti della loro carità, come già gli abbiamo copiosamente provati. Onde le ringratiamo con tutta l'humiltà possibile, supplicando il Signore con tutto il cuore, ch'egli ne sia Rimuneratore, spandendo sopra esse le più pretiose benedittioni della gratia e della gloria, in questa vitta, ed in quella che è da venire. AMEN.

Errori condannati

Breve giustificatione intorno a quei capo de' quali i Dottori della Religione Romana sono soliti di accusare le nostre Chiese, e le altre Riformate; i quali pure da tutte sono condannati come pieni di empietà, e degni dell'abominio de' Christiani.

Siamo ordinariamente accusati di credere:

  • Ch'Iddio è autore del Peccato.
  • Ch'Iddio non è onnipotente.
  • Che gesù Cristo non fu impeccabile.
  • Che Jesu Christo nella croce cadde in disperatione.
  • Che l'huomo è come uno stecco od ujna pietra nelle attioni alle quali egli è mosso per la salute dello Spirito di Dio.
  • Ch'in virtù della predestinatione egli è indifferente di viver bene o male.
  • Che le buone opere non sono necessarie alla salute.
  • Che la penitenza e la confessione de' peccati sono tra noi assolutamente condannate.
  • Che conviene ributtare i digiuni e altre mortificationi per vivere in dissolutione.
  • Ch'egli è lecito ad ognuno di spiegar a suo senso la Scrittura, e secondo i movimenti d'uno spirito particolare.
  • Che la Chiesa puole del tutto mancare, ed essere ridotta al niente.
  • Ch'il Battesimo non è d'alcuna necessità.
  • Che nel Sacramento dell'Eucaristia non c'è alcuna comunione reale a Jesu Christo, ma solo delle figure.
  • Che non conviene sottoporsi alli ré, e Principi e Magistrati, ubedirgli.
  • Perché non invochiamo la santa Vergine, e gli huomini già glorificati, siamo accusati di sprezzarli, là dove noi gli stimiamo beati, degni di lede et imitatione; e particolarmente teniamo la gloriosa Vergine benedetta sopra tutta le donne.

Questi capi che a noi sono imputati, sono tenuti dalle nostre Chiese per eretici e dannabili: E con tutto 'l cuore denontiamo anathema a chiunque vorrà mantenergli.

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