Valdesi 1560

Confessione di fede dei Valdesi del 1560

1. Della Sacra Scrittura

E perché, come dice S. Paolo, il fondamento della fede è la Parola di Dio: noi crediamo che lo Iddio vivente essersi manifestato nella sua legge, e nei Profeti e finalmente nell'Evangelo: e quivi haver reso testimonio della sua volontà, quanto era espediente per la salute degli huomini.

Romani 10:17; Ebrei 1.

Et così teniamo i libri della sua santa Scrittura del vecchio e nuovo Testamento, come la somma della sola verità infallibile, proceduta da Dio, alla quale non è lecito in conto alcuno di contradire. Anzi percioché quivi si contiene la regola perfetta di ogni sapientia, Noi crediamo, che non sia lecito di aggiungervi, né diminuirvi cosa alcuna; ma che bisogni starsene in tutto e per tutto a quello, che in essa ci è insegnato. Et sicome questa dottrina non piglia la sua autorità da gli huomini, né ancho da gli Angeli, ma da Dio solo: Noi crediamo parimente (percioche il discernere, che Iddio sia quello, che parla, è una cosa, che trapassa ogni sentimento humano), ch'egli solo dia la certezza di essa ai suoi eletti, e che con lo spirito suo la sigilli ne i lor cuori.

Deuteronomio 7, 17; Efesini 4; Proverbi 30; Galati 1.

2. Di Dio

Havendo questo fondamento: Noi crediamo in un solo Dio eterno, di una essentia spirituale, infinita, incomprensibile, e semplice: nella quale però vi sono tre persone distinte, il Padre, la sua parola, overo Sapientia, et il suo Spirito. Et come che alcuna volta il nome di Dio sia attribuito al Padre particolarmente, percioche egli è principio et origine della sua parola e del suo Spirito: nondimeno questo non impedisce già, he il Figliolo non habbia in se tutta la Divinità perfettamente, sicome ve l'ha medesimamente lo Spirito Santo. Et ciò perché ciascuno ha di maniera quello, che gli è proprio, quanto alla persona: che l'unica essentia non è però unto separata. Et in questo articolo noi approviamo quello, che n'è stato determinato da i Concili antichi: e detestiamo tutte le Sette et Heresie, che sono state confutate da i Santi Dottori, di poi S. Hilario, et Athanasio fino a S. Ambrosio, e Cirillo.

7. Della creazione

Noi confessiamo similmente che Iddio con la sua virtù, sapientia, e bontà incomprensibile, ha create tutte le cose: non solamente il Cielo, la Terra, e tutto ciò, che in essi si contiene, ma anchora gli Spiriti invisibili: de quali, altri sono caduti in perditione, et altri hanno perseverato nell'ubidientia di lui. Che i primi essendosi corrotti nella malvagità, sono nimici d'ogni bene, e consequentemente di tutta la Chiesa. I secondi essendo stati preservati per la gratia di Dio, sono suoi Ministri per glorificare il suo nome, e servire alla salute degli eletti suoi.

Genesi 1; Ebrei ei 1; Giovanni 1; Colossesi 1; Giovanni 8.

8. Della Provvidenza di Dio

Noi crediamo, che il medesimo Iddio governa tutte le sue creature, et dispone et ordina tutto ciò, che aviene al Mondo secondo la sua volontà: non già ch'egli sia autore del male, o che la colpa gliene possa essere imputata, atteso, che la sua volontà è la suprema, et infallibil regola di ogni giustizia, et equità: ma egli ha de mezzi ammirabili da servirsi in modo de' Diavoli, e degl'iniqui, che sa convertire in bene il male, ch'essi fanno, et del quale sono colpevoli. Et così confessando che non si fa nulla senza la providentia di Dio, adoriamo con humiltà i secreti, che ci sono nascosti, senza ricercarne oltre la nostra capacità: ma più tosto applichiamo al nostro uso tutto ciò che la santa Scrittura ce ne insegna, per starcene più riposatamente con l'anima, poi che Iddio, il quale ha tutte le cose soggette a se, veglia sopra di noi con una sollecitudine paterna: di maniera, che non cadrà un capello del nostro capo senza la sua volontà: et fraterno tiene i Diavoli e tutti i nostri nemici a freno, di modo che non ci possono fare alcun male senza licenza di lui.

Atti 2,4; Romani 9,10.

9. La Caduta di Adamo

Noi crediamo, ch'essendo l'huomo stato creato puro e perfetto, e conforme all'immagine di Dio: è per suo proprio difetto caduto dalla gratia, ch'egli havea ricevuto, et a questo modo si è alienato da Dio, ch'è il fonte d'ogni giustizia, e di tutti i beni, onde la sua natura è del tutto corrotta. Et essendo accecato nell'intelletto, e depravato nel cuore., ha perduta ogni integrità, e n'è restato del tutto privo e spogliato. Et come ch'egli abbia anchora qualche discrettione del bene, e del male: nondimeno diciamo che quello ch'egli ha di luce, si converte in tenebre, quando si tratta del cercare Dio: di maniera, che col suo intelletto, e ragione non vi può in modo alcuno arrivare. Et benché egli habbia la volontà, con la quale è spinto a fare questa o quell'altra cosa: ella è però del tutto cattiva sotto il peccato: onde non ha alcuna libertà, se non quella che Iddio gli dona.

Genesi 1; Ecclesiaste 1; Efesini 4; Genesi 2; Romani 5; 2 Giovanni 2; Giovanni 3, 8; Romani 8, 7; 1 Corinzi 4; 2 Corinzi 3; Filippesi 3; Romani 5.

10. Del Peccato

Noi crediamo, che tutta la progenie di Adamo sia infettata di questa contagione: e che il peccato originale è un vitio hereditario, e non già una imitazione solamente, come hanno voluto dire i Pelagiani, li quali noi detestiamo nei loro errori. Né crediamo, che sia bisognoso ricercare, come il peccato venga da un'homo nell'altro: percioche ci dee bastare di saper, che quello, che Iddio gli avea donato, non era solamente per lui, ma per tutta la sua progenie: e che così parimente nella sua persona noi siamo stati spogliati di tutti i beni, e siamo trabboccati in ogni miseria e maleditione.

11. Della concupiscenza

Noi crediamo similmente, che questo vitio è veramente peccato, sufficiente per condannare tutta la generatione humana fino a i fanciulli nel ventre della madre, e che per tale è riputato dinanzi a Dio: che doppo il Battesimo anchora egli è sempre peccato, quanto alla colpa, essendo la condannatione annullata a figlioli di Dio, non lo imputando loro per sua bontà gratuita. Oltre a ciò, diciamo, ch'egli è una perversità, che produce sempre frutti di malitia, e ribellione di maniera, che i più santi, come gli resistino, non restano però d'essere macchiati di infermità e mancamenti, mentre habitano in questo mondo.

Romani 7

12. Della elettione

Noi crediamo, che di questa corruttione, e condannatione generale, nella quale tutti gli huomini sono immersi, Iddio ne ritira quelli, li quali nel suo eterno et immutabil consiglio ha per sua sola bontà e misericordia eletti nel nostro Signor Giesu Christo, senza haver risguardo alle loro opere: et in lui stesso gli ha adottati per essere heredi della vita eterna: lasciando gli altri nella detta corruttione, e condannatione, per dimostrare in essi la sua giustitia: sì come ne' primi egli fa risplendere le ricchezze della sua misericordia. Percioche in effetto gli uni non sono punto migliori de gli altri, fin tanto, che Iddio gli discerne secondo il suo consiglio immutabile, ch'egli ha determinato in Giesu Christo innanzi la creatione del mondo. Né veruno potrebbe pervenire ad un tanto bene per sua propria virtù: percioche di nostra natura non possiamo havere un solo buon movimento, affetione, né pensiero, fino a tanto, che Iddio ci habbia prevenuti e disposti.

Romani 8,9; Efesini 1,6; Romani 3; Romani 9; 2 Timoteo 2; Efesini 1; Romani 3; 2 Timoteo 1.

13. In G. Christo ci è dato ogni bene

Noi crediamo, che tutto quello, ch'era necessario alla nostra salute, ci è stato offerto e comunicato in Giesu Christo: il quale, essendoci stato dato in salute, c'è insieme stato fatto giustizia, santificazione, e redenzione, di modo, che chiunque si separa da lui, rinuntia la misericordia del Padre, dove ci conviene havere, il nostro unico rifugio.

1 Corinzi 1; 1 Giovanni 2.

14. Incarnatione di G. Christo

Noi crediamo, che Giesu Christo, essendo la sapienza di Dio, e suo eterno Figliolo, si sia vestito della nostra carne per essere Iddio et huomo in una persona: e simile a noi passibile nel corpo e nell'anima, ma puro d'ogni macchia. E che in quanto al corpo è stato vero seme di Abraamo e di David: avengache egli sia stato conceputo per la virtù secreta dello Spirito Santo. Nella qual cosa noi detestiamo tutte le Heresie, che hanno anticamente turbato la Chiesa, e spetialmente le diaboliche imaginationi di Serveto che attribuiva a Giesu Christo una divinità fantastica, dicendo, ch'egli era Idea, e forma di tutte le cose, e nominandolo Figliolo personale, o figurativo di Dio, e finalmente fabbricandogli un corpo di tre elementi increati, e così mescolando, e distruggendo tutte due le nature.

Matteo 1; Luca 1,2; Ebrei ei 4; Romani 1; Luca 1.

15. Unità delle due nature in una persona G. Christo

Noi crediamo, che in una stessa persona, cioè in Giesu Christo, le due nature siano veramente et inseparabilmente congiunte et unite, restando però ciascuna nella sua proprietà distinta: di maniera, che si come in questa congiuntione la natura divina, ritenendo la sua proprietà, resta increata, infinita, e che riempie tutte le cose, così la natura humana è restata finita, havendo la sua forma, misura, e proprietà: anzi benche Giesu Christo, risuscitando, habbia dato l'ìmmortalità al suo corpo, egli non gli ha però levata la proprietà della sua natura. Noi lo consideriamo adunque, in modo che nella sua Divinità, che non lo spogliamo punto della sua humanità.

Matteo 1; Luca 1; Romani 9.

16. A che fine G. Christo è stato mandato

Noi crediamo, che Iddio mandando il suo Figliolo, non habbia avuto altro fine, che di mostrare il suo amore e bontà inestimabile verso di noi: e facendolo morire e risuscitare ha havuto riguardo di adempiere ogni giustizia, et acquistarci la vita celeste.

Giovanni 3; 1 Giovanni 4; Romani 4.

17. Sacrificio offerto da G. Christo su la croce

Noi crediamo, che per l'unico sacrificio, ch'egli ha offerto sulla croce, siamo riconciliati a Dio, per essere tenuti, e riputati giusti davanti a lui: percioche noi non possiamo esserli grati, né esser partecipi della sua adottione, se non in quanto egli ci perdona i nostri peccati e gli seppellisce. Onde protestiamo, che Gesù Cristo è il nostro lavamento intiero e perfetto: e che nella sua morte noi habbiamo l'intiera soddisfattione de' nostri peccati et iniquità: delle quali siamo colpevoli, né possiamo esserne liberati, se non per questo unico rimedio.

Efesini 5; Tito 3; 1 Pietro 1; 1 Giovanni 1.

18. Della giustificatione

Noi crediamo, che tutta la nostra giustitia sia fondata nella remissione de' nostri peccati; siccome anchora questa è tutta la nostra felicità, come dice David. La onde rifiutiamo tutti gli altri mezi da poterci giustificare dinanzi a Dio: e senza presumere di alcuna virtù, né merito nostro, ci teniamo semplicemente all'ubidienza di Giesu Christo: la quale ci è imputata, sì per coprire tutti i nostri mancamenti, sì per farci trovar gratia dinanzi a Dio. Et in effetto noi crediamo, che partendoci quanto poco si voglia da questo fondamento, non potremmo altrove trovare alcun riposo: ma saremmo sempre agitati d'inquietudine, non essendo possibile, che altri mai si assicuri essere pacificato con Dio fino a tanto, che non sia ben risoluto e certo di essere amato in Giesu Christo, posciaché noi meritiamo di essere odiati in noi stessi.

Salmo 32; Romani 5.

19. Invocatione sicura

Noi crediamo similmente, che per questo mezo noi habbiamo libertà e privilegio d'invocare Dio con una piena fidutia, ch'egli si mostrerà nostro Padre: percioché noi haveremmo mai una tale entrata, se non fossimo indirizzati da questo Mediatore, per essere esauditi nel suo nome: onde ci convien tenere la nostra vita da lui, come dal nostro capo.

Romani 8; Galati 4.

20. La giustitia è per la sola fede

Noi crediamo di essere fatti partecipi di questa giustitia per la fede sola, com'è detto, ch'egli ha patito per acquistarci la salute, accioche chiunque crederà in lui non perisca: e che questo si fa, percioché le promesse della vita, che ci sono fatte in Lui, ci sono appropriate, e ne sentiamo l'effetto quando le accettiamo: non dubitando punto, ch'essendo assicurati dalla bocca di Dio, non saremo ingannati. Così la giustitia, che noi otteniamo, dipende dalle promesse gratuite, per le quali Iddio ci dichiara, e testifica, ch'egli ci ama.

Romani 3,4,9,11; Galati 2,3; Filippesi 3,2; 1 Timoteo 1; Tito 3; Ebrei ei 11. Giovanni 3.

21. La fede è dono di Dio

Noi crediamo, che per la gratia secreta dello Spirito Santo siamo illuminati nella Fede: di maniera ch'ella è un dono gratuito, e particolare, che Iddio distribuisce a quelli, che gli piace. La onde i fedeli non hanno alcuna occasione di gloriarsene, essendo doppiamente obligati, per essere stati preposti a gli altri: e che la fede non è già donata a gli eletti solamente per una volta, per introdurli nel buon camino, ma per farli perseverare insino al fine. Percioche, sicome a Dio appartiene di cominciare, così gli appartiene anchora di ridurre a perfettione la cosa incominciata.

Romani 9; 1 Corinzi 4; Filippesi 2.

22. Rigeneratione - Delle opere buone

Noi crediamo, che per questa medesima fede siamo rigenerati in novità di vita. Percioché naturalmente siamo servi del peccato: ma per la fede riceviamo la gratia promessa di vivere santamente, e nel timor di Dio, ricevendo la promessa che ci è donata per l'Evangelio. Et a questo modo no, che la fede ci raffreddi, e impedisca di operar bene, ch'ella è quella che produce in noi tutti le opere buone: sicome dall'arboro nascono i frutti.

E quantunque questa rigeneratione, per la quale Iddio ci riforma a bene operare, sia una parte della nostra salute, quanto a lui: noi confessiamo però, che le buone opere, le quali noi facciamo, essendo governati dallo Spirito Santo, non servono punto per giustificarci, o meritare che Iddio ci tenga per suoi figlioli. Percioché noi saremmo sempre in dubio e perplessità, se le nostre conscientie non si appoggiassero sopra la soddisfattione, per la quale Giesu Christo soddisfacendo per noi, ci ha disobligati.

Tito 3; 1 Pietro 1; Romani 6; Giacomo 2.

23. Come la legge è abolita

Noi crediamo, che tutte le figure della Legge hanno preso fine alla venuta di Giesu Christo; nondimeno, anchoraché le cerimonie non siano più in uso, ce ne resta però la sostantia e la verità nella persona di colui, nel quale consiste tutto. Appresso noi habbiamo a servirci della legge e dei Profeti, sì per regolare la nostra vita, sì anchora per essere confermati nelle promesse dell'Evangelio.

Galati 4; 2 Pietro 1,3; Luca 1; Giacomo 5.

24. G. Christo solo avvocato. Intercessione de' santi. Soddisfattioni humane. Purgatorio

Noi crediamo poi, che Giesu Christo ci è stato dato per nostro solo Avvocato: e ch'egli ci comanda, che noi andiamo al Padre familiarmente nel suo nome. Appresso che similmente non ci è lecito di pregare, se non nel modo, che Iddio c'insegna per la sua Parola. Noi crediamo, che tutto quello, che gli huomini si sono imaginati dell'intercession de' Santi morti, non è altro, che illusione, et inganno di Satana, per ritrarre gli huomini dalla forma di ben pregare. Noi parimente riproviamo tutti i mezi, che gli huomini presumono di havere, per sodisfare a Dio: come cose, che derrogano al Sacrifitio della morte, e passione di Giesu Christo. Finalmente teniamo, che il Purgatorio sia una illusione, uscita dalla istessa bottega di Satana.

1 Giovanni 2; Giovanni 16; 1 Giovanni 4.

25. Chiesa

Et perché noi non godiamo Giesu Christo se non per l'Evangelio, Noi crediamo, che l'ordine della Chiesa, il qual'è stato stabilito per l'autorità di lui, debbia essere sacrosanto, et inviolabile. Et che la Chiesa non possa mantenersi senza esservi Pastori, che habbiano la cura d'insegnare: li quali si denno honorare, et ascoltare con riverenza, quando sono chiamati legittimamente, e fanno fedelmente il loro ufficio. Non già che Iddio sia attaccato a questi instromenti e mezi inferiori: ma perché, gli piace di trattenerci con questa briglia. Et così noi detestiamo tutti i fantastici, che per quanto è in loro vorrebbono annullare la predicazione della parola di Dio.

Matteo 10; Romani 1; Efesini 4.

26. Unione della Chiesa

Noi crediamo adunque, che nissuno si dee ritirare a parte, né contentarsi di starsene da sè: ma che tutti insieme deono conservare, e trattenere l'unione della Chiesa, sottomettendosi all'istruttione commune, et al giogo di Giesu Christo, dovunque egli havrà posto un vero e buono ordine, benché i Signori del mondo comandassero il contrario. E però tutti quelli, che se ne separono, fanno male, e se ne ritirano gli altri, si debbano tenere come una peste mortale.

27. Vera Chiesa

Noi crediamo con tutto ciò, che sia necessario discernere diligentemente, e con prudenza, qual sia la vera Chiesa: percioché molti usano assai male questo vocabolo. Noi diciamo adunque, ch'ella è la compagnia de' fedeli, li quali si accordano a seguire la Parola di Dio, e la pura Religione: che da essa dipende, e che in essa fanno profitto tutto il tempo della vita loro: crescendo, e confirmandosi nel timor di Dio, sicome hanno bisogno di fare maggior frutto, e caminar sempre più avanti. Benché, per qualunque studio e diligenza, che in ciò mettano, convien loro sempre ricorrere alla remission de loro peccati. Non neghiamo per questo, che tra fedeli non vi siano degl'Hipocriti, o dei dispreggiatori di Dio, o dissoluti, o scandalosi: ma la lor malitia non può cancellare il titolo di Chiesa.

28. Falsa Chiesa. I battezzati nel Papesimo non si hanno a ribattezzare

Con questa credenza noi protestiamo, che dove la Parola di Dio non è ricevuta, e dove non si fa alcuna professione di sottoporsi ad essa, e dove non è l'uso de' Sacramenti, non si può dire, e parlar propriamente che vi sia vera Chiesa. Sopratutto noi detestiamo le Sinagoghe del Papato: percioché la pura verità di Dio n'è bandita, i sacramenti vi sono corrotti, e falsificati, e quasi del tutto annichilati, e tutte le idolatrie e superstitioni vi sono in grandissima riputazione. Noi teniamo adunque, che tutti quelli, che partecipano in tali cose, si separono dal corpo di Giesu Christo. Nondimeno, perché resta ancora nel Papato qualche picciola traccia di Chiesa, e che la sustanza del Battesimo vi è parimenti restata, e che l'efficacia di esso non dipende da colui, che lo amministra: noi confessiamo, che quelli, li quali vi sono battezzati, non hanno bisogno di altro battesimo; è ben vero, che per le corruttioni che vi sono, nessuno gli può presentare i fanciulli, senza contaminarsi.

29. Politia della vera Chiesa

Quanto alla vera Chiesa noi crediamo, ch'ella debbia governarsi secondo l'ordine, e politia, che il nostro Signor Gesù Cristo ha stabilita: cioè, che ci siano Ministri, Seniori e Diaconi, accioché la purità della dottrina habbia il suo corso, che i vitij siano ripresi, e castigati, che i poveri siano aiutati nelle loro necessità, e che si facciano le congregazioni nel nome di Dio, nelle quali e grandi e piccoli siano edificati.

30. G. Christo sol capo della Chiesa

Noi crediamo, che tutti i veri Ministri dovunque si siano, habbiano una medesima autorità intorno all'esercitare l'ufficio loro, ciascuno nel suo luogo: e che tutti abbiano una possanza uguale sotto un capo Giesu Christo, il quale solo è principale et universal Vescovo. Et perciò, che nessuna Chiesa debba pretendere alcun dominio, o Signoria sopra l'altre: ma che si debba servar tal ordine, che sia conveniente e proprio per conservare la concordia, e fraternità l'un verso l'altro.

31. Elettione de' Pastori

Noi crediamo, che nessuno si debbia ingerire per governare la Chiesa di sua propria autorità: ma che questo habbia da farsi per elettione, per quanto far si può, e che Iddio lo permette. La quale excettione noi aggiungiamo espressamente: percioche è stato qualche volta bisogno, e particolarmente al nostro tempo, nel quale lo stato della Chiesa era interrotto, che Iddio habbia suscitate alcune persone che in modo estraordinario, per edificar di nuovo le Chiese, le quali erano distrutte, e rovinate. Ma comunque si sia, noi crediamo che altri debba sempre conformarsi a questa regola: cioè, che tutti i Ministri, Seniori, e Diaconi habbiano questo testimonio di essere stati chiamati a i loro ufficij.

32. Governo della Chiesa

Noi crediamo oltre a ciò, che sia bene ed utile, che quelli, li quali sono eletti per sopraintendenti, considerino tra di loro il modo, che dovranno tenere, per lo governo di tutto il corpo: non declinando però in conto nostro da quello, che ci è stato ordinato dal Signor nostro Giesu Christo. Il che tuttavolta non impedisce, che in ciascun luogo non si facciano alcune ordinationi particolari, secondo che la commodità lo richiede.

33. Inventione humana. Scomunica

Noi escludiamo nondimeno tutte le inventioni humane, e tutte le leggi, che vorrebbero introdursi sott'ombra del servitio di Dio, per le quali si vorrebbero legare, e mettere in servitù le conscientie: e riceviamo solamente quello, che si appartiene, et è proprio per conservare la concordia, e tenere ciascuno dal primo all'ultimo nell'ubbidienza. Nel che abbiamo da seguire quello, che il nostro Signore ha dichiarato intorno alla scommunica: la qual noi approviamo, e confessiamo essere necessaria con tutte le sue dipendenze.

Matteo 15; 1 Corinzi 5; 1 Timoteo 1.

34. Sacramenti

Noi crediamo, che i Sacramenti siano congiunti con la parola per maggior confermatione, accioché ci siano come pegni e sigilli della gratia di Dio per sollevare et aiutare la nostra fede con questo mezo, per cagion della nostra infermità e rozzezza: e crediamo, che siano talmente segni esteriori, che per essi Iddio opera con la virtù del suo Spirito, in modo, che in essi non ci figura nulla in vano. Ma con tutto ciò teniamo, che la loro sustanza e virtù sia affatto in Giesu Christo: dal quale quando alcuno gli separasse, non sarebbero altro che un'ombra e vanità.

35. Due sacramenti. Il Battesimo

Noi confessiamo solamente due, li quali sono communi a tutta la Chiesa: il primo de' quali, ch'è il Battesimo, ci è dato per un testimonio della nostra adottione. Percioche in esso noi siamo innestati nel corpo di Christo, per essere lavati, e mondati col suo sangue: et poi con lo Spirito Suo rinovati in santità di vita. Noi teniamo similmente, che quantunque noi non siamo battezzati, se non una volta sola, che il frutto di quello, che ci è nel Battesimo significato, si estenda per tutto il tempo della nostra vita, et anchora nella morte; acciocché noi abbiamo un sigillo stabile, che Giesu Christo ci sarà sempre giustizia e santificatione. E quantunque Egli sia un Sacramento di fede, e di penitenza: nondimeno, poi chè Dio riceve nella chiesa i fanciullli insieme co i lor padri, che per l'autorità di Giesu Christo i fanciulli de' fedeli si debbano battezare.

Matteo 3; Marco 1; Luca 3; Atti 13,19; Matteo 19; 1 Corinzi 1

36. La S. Cena

Noi confessiamo, che la Santa Cena ci è un testimonio dell'unione, che noi habbiamo con Giesu Christo: inquanto ch'egli non è già solamente morto una volta e risuscitato per noi, ma di più ci pasce veramente, e nudrisce della sua carne, del suo sangue: accioché noi siamo una medesima cosa con lui, e che la sua vita ci sia commune. Et benché egli sia in Cielo fino a tanto, che verrà a giudicare il mondo: noi crediamo tuttavolta, che per virtù secreta et incomprensibile dello Spirito suo, ci nudrisce, e vivifica della sostanza del suo corpo e del suo sangue. Noi teniamo bene, che questo si faccia spiritualmente, né parliamo già così, perché vogliamo mettere in luogo dello effetto e verità una imaginatione solamente, o un pensiero: ma perché questo misterio nella sua altezza trapassa la misura del nostro intelletto, et ogni ordine di natura: et brievemente perché, essendo un mistero celeste, non si può comprendere se non per fede.

Giovanni 6; Giovanni 4; Atti 1 e 3; Giovanni 6.

37.

Noi crediamo, che, e nel Battesimo, e nella Cena Iddio ci dà realmente, et adempie con effetto tutto ciò , che in essi ci figura: e però co i segni noi congiungiamo la vera possessione, e godimento di ciò, che in essi ci è presentato. Per la qual cosa diciamo, che tutti quelli, li quali portano alla Santa tavola di Giesu Christo una pura fede, come un vaso, ricevono veramente quello, che i segni testificano: cioè, che il corpo e sangue di Giesu Christo non meno servono per cibo e bevanda delle anime nostre di quello, che faccia il pane et il vino a i corpi.

38.

Noi teniamo similmente, che, quantunque l'acqua sia uno elemento corruttibile, ella non lascia però di testificarci in verità il lavamento interiore delle animw nostre per il sangue di Giesu Christo: e che 'l pane e 'l vino, che ci sono dati nella S. Cena, ci servano veramente per nutrimento spirituale, in quanto che ci mettono come dinanzi a gli occhi, la carne di Giesu Christo essere nostro cibo, et il suo sangue nostra bevanda. Rigettiamo parimente tutti i fantastichi, li quali non vogliono ricevere tali segni: poiché Giesu Christo dice: Questo è il mio corpo, e questo calice è il mio sangue.

39. Magistrato

Noi crediamo, che Iddio voglia, che 'l Mondo sia governato con leggi e Politia: accioché ci siano come tante briglie, per raffrenare gli appetiti nostri disordinati. Et perciò egli ha ordinato i Regni, le Republiche, et ogni altra sorta di Signoria, o siano hereditarie, o altramente, e tutto ciò, che si appartiene all'ordine della giustitia, e ne vuol' essere riconosciuto per Autore: per questa cagione egli ha posto il coltello in mano al Magistrato, onde punisca non solamente i peccati commessi contra la seconda Tavola de' suoi comandamenti, ma quelli anchora, che si commettono contro la prima. Fa adunque di mestiero, che per amor di lui non solamente sopportiamo, che i Signori signoreggino: ma che gli honoriamo, et habbiamo in ogni riverentia, tenendoli per suoi luogotenenti et ufficiali, li quali egli ha ordinati, per amministrare uno officio legittimo e santo.

Romani 13; 1 Pietro 2.

40.

Noi teniamo adunque, che sia necessario ubidire alle loro leggi e statuti, pagar loro i tributi, le taglie et altre cose simili: et avvenga che fossero infedeli, portare il giogo di soggetione di buona e libera voglia: purché il supremo imperio di Dio resti sempre nella sua intiera preeminenza. La onde detestiamo tutti quelli, che volessero rigettare le Signorie, costituir communità e confusioni di beni e mettere sotto sopra l'ordine di giustizia.

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