15. Ubbidienza alla legge

3. Che l'ubbidienza alla Legge scorre nel giusto canale della fede in Cristo

La terza cosa necessaria a fornire evidenze della vera fede è che l'ubbidienza alla Legge scorra lungo il giusto canale, vale a dire per fede in Cristo, come esposto da 1 Timoteo 1:5.

"Ora il fine del comandamento è l'amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta" (ND).

In questo testo l'Apostolo insegna le seguenti sette dottrine:

  1. L'ubbidienza alla Legge deve fluire dall'amore, e l'amore da un cuore puro, ed un cuore puro da una buona coscienza, ed una buona coscienza da una fede non finta. E' questo l'unico canale giusto per il quale le buone opere possono essere prodotte: "il fine del comandamento è l'amore" ecc.

  2. Il fine, la finalità della Legge non è che gli uomini siano giustificati attraverso la loro ubbidienza ad essa (come insegnano i maestri israeliti): il fine della Legge è l'amore che procede da un cuore puro, ecc.

  3. Il vero fine della Legge, predicata al popolo, è che ciascuno, attraverso la Legge, prenda coscienza della sua meritata condanna e corra autenticamente ("in modo non finto") a trovare rifugio in Cristo per fede. Il testo dice che l'amore fluisce così dalla fede in Cristo.

  4. Nessuno può proporsi di ubbidire alla Legge con amore fintanto che la sua coscienza non si sia quietata (trovi la sua tranquillità) per fede, sia quietata in Cristo, perché "il fine del comandamento è l'amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta".

  5. La fede finta è quella che va a Cristo senza fare i conti con la Legge, quella che privandosi della mediazione della Legge non coglie il senso ultimo di andare a Cristo. La fede non finta, però, fa prima i conti con la Legge e su quella base è costretta a trovare il proprio rifugio in Cristo. Essa, infatti, ritrovandosi colpevole d'aver infranto la Legge, comprende come il fine della Legge sia trovare la giustizia in Cristo e quella con gioia accoglie. Il fine della Legge è una fede non finta.

  6. Affinché scaturiscano fattivamente i frutti dell'amore, è necessario, in particolare, che il suo cuore sia portato ad odiare ogni peccato e impurità e, in generale, avere un proposito costante di perseguire la santità in ogni cosa, perché "il fine del comandamento è l'amore che viene da un cuore puro"

  7. Una fede non finta è in grado di rendere buona la coscienza, puro il cuore, ed un uomo amorevolmente ubbidiente alla Legge. Quando, infatti, il sangue di Cristo è visto per fede a quietare la giustizia, allora anche la coscienza diventa quieta e non permetterà al cuore di intrattenere amore per il peccato. Anzi, essa mobilita l'uomo a temere Dio per la Sua misericordia, ad ubbidire a tutti i Suoi comandamenti per amore verso Dio, per il dono che gli ha fatto della giustificazione, e per la grazia che gli è stata impartita. Questo, indubbiamente, è il fine della Legge, quello di far sì che un uomo, diventi più ubbidiente, e non c'è mezzo migliore di questo per ottenerlo.

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