14. Che il credente pratichi

2. Che il credente pratichi le regole di pietà e di giustizia

La seconda cosa necessaria per dare evidenze di vera fede è che il credente si impegni a mettere in pratica le regole della pietà e della giustizia e cresca giorno per giorno nell'esercizio d'esse. L'apostolo Pietro afferma:

"Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la Virtù; alla Virtù la conoscenza; alla conoscenza l'autocontrollo; all'autocontrollo la Pazienza; alla Pazienza la pietà; alla pietà l'affetto fraterno; e all'affetto fraterno l'amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo" (2 Pietro 1:5-8).

In questo testo:

*L'Apostolo insegna ai credenti, per dare evidenze della preziosa fede che v'è in loro, ad impegnarsi ad aggiungere alla loro fede sette altre grazie sorelle. La prima è la Virtù, o l'attivo esercizio e pratica di tutti i doveri morali, affinché la fede non rimanga oziosa ma si ponga all'opera. La seconda è la Conoscenza, che serve a fornire alla fede le informazioni necessarie della verità da credersi, come pure a fornire alla Virtù delle indicazioni di quali siano i doveri da adempiere e come farlo con saggezza. La terza è l'Autocontrollo, che serve per moderare l'uso delle cose piacevoli, affinché non ne siamo ingombrati, né resi per esse inefficaci nei doveri ai quali siamo chiamati. La quarta è la Pazienza, che serve a moderare le pulsioni umane quando incontriamo difficoltà o cose spiacevoli, affinché non ci stanchiamo nel fare ciò che è bene nonostante i dolori che ci comporta, né desistiamo quando il Signore ci castiga; o mormoriamo quando Egli ci incrocia. La quinta è la pietà, quella che ci può sostenere in ogni nostro esercizio della religione, interiormente ed esteriormente, e questo affinché noi si sia pienamente forniti da Dio per tutti gli altri doveri ai quali dobbiamo adempiere. La sesta è l'affetto fraterno, che conserva la nostra stima ed affetto per tutti coloro che fan parte della famiglia della fede, ed all'immagine di Dio dovunque essa possa sia veduta. La settima è l'amore, che conserva pronto il cuore a fare il bene verso di tutti, chiunque siano, ogni qualvolta Dio ce ne presenti l'opportunità.

*Rimane vero, tuttavia, che anche nel pio c'è mota corruzione ed infermità. Ciononostante l'Apostolo desidera che tutti si diano da fare facendo del loro meglio a seconda delle loro capacità, ad aggiungere grazia su grazia ed a crescere nella misura in cui le si esercita. "Mettendoci da parte vostra ogni impegno", dice, "aggiungete alla vostra fede" ecc. Egli così assicura a tutti i credenti professanti, che nella misura in cui profitteranno di queste indicazioni, essi daranno prova in modo utile di ubbidienza al Signore e proveranno quanto la loro fede sia sana. Se in loro tutto questo mancasse, saranno trovati ciechi ingannatori di sé stessi (vers. 9).
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