10. Accorata richiesta

2. La Sua accorata richiesta ad essere riconciliati

La seconda conferma e speciale motivazione per abbracciare Cristo e credere in Lui è la sincera richiesta che Dio ci fa di essere riconciliati con Lui in Cristo, come evidenziata da 2 Corinzi 5:19-21.

"19Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della Riconciliazione. 20Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. 21Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo Giustizia di Dio in lui".

In questo testo l'Apostolo ci insegna le seguenti nove dottrine:

  • (1) Che il mondo degli eletti, o il mondo delle anime redente, sono per natura in condizione di inimicizia contro Dio: questo è presupposto dal termine "Riconciliazione". Riconciliazione, infatti, o rinnovo dell'amicizia, non potrebbe essere se non fra coloro che sono stati in inimicizia.

  • (2) Che per tutto il tempo passato, dalla caduta di Adamo, Cristo Gesù, l'eterno Figlio di Dio, come Mediatore, e il Padre in Lui, si è proposto di fare amicizia (attraverso la Sua Parola e Spirito) fra Sé stesso e il mondo degli eletti. Dice infatti: "Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo".

  • (3) Che la via che porta alla Riconciliazione era, in ogni epoca, la stessa in quanto sostanza, vale a dire attraverso il perdono dei peccati di coloro che riconoscono [di fatto] i loro peccati e la loro inimicizia contro Dio, e cercano Riconciliazione e remissione dei peccati in Cristo. Dice infatti: "Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando [agli uomini] le loro colpe".

  • (4) Che il fine e scopo dell'Evangelo, come pure dell'intera Parola di Dio, è triplice:

    • (a) Serve per far prendere coscienza dei propri peccati e della loro inimicizia contro Dio, come pure del pericolo che corrono se dovessero continuare a rimanervi fuori e non temessero il dispiacere di Dio.

    • (b) La Parola di Dio serve per familiarizzarci con la procedura che Dio ha preparato per far con loro amicizia attraverso Cristo, vale a dire, se essi riconoscono l'esistenza di questa inimicizia e acconsentono ad entrare in un patto di amicizia con Dio in Cristo, allora Dio acconsentirà ad essere riconciliato con loro gratuitamente.

    • (c) La Parola di Dio serve ad insegnarci come comportarci verso Dio in quanto amici, dopo che siamo riconciliati con Lui, vale a dire a detestare di peccare contro di Lui e ad impegnarci ad ubbidire ai Suoi comandamenti. Per questo la Parola di Dio qui è chiamata "la parola della Riconciliazione", in quanto insegna quale bisogno noi si abbia di Riconciliazione, come realizzarla e come conservare la Riconciliazione e l'amicizia, essendo fatta con Dio tramite Gesù Cristo.

  • (5) Che per quanto l'udire, il credere e l'ubbidire a questa parola, appartenga a tutti coloro a cui giunge questo Evangelo, l'ufficio della sua predicazione con autorità appartiene soltanto a coloro che Dio ha chiamato al Suo ministero e che invia con il preciso mandato a svolgere quest'opera. Questo l'Apostolo afferma nel versetto 19: "ha messo in noi la parola della Riconciliazione".

  • (6) Che i ministri dell'Evangelo debbano comportarsi essi stessi come messaggeri di Cristo ed eseguire fedelmente il mandato loro affidato nella Parola (Matteo 28:19-20). Quando lo fanno, essi dovrebbero essere accolti dal popolo come ambasciatori di Dio. Qui, infatti, l'Apostolo, a loro nome, dice: "Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro".

  • (7) Che i ministri, con sincera e viva cordialità, dovrebbero portare la gente a riconoscere i loro peccati e la naturale loro inimicizia contro Dio, e questo in modo sempre più serio. Che coloro che ricevono il messaggio accolgano il Patto di grazia e l'ambasciata di Cristo di tutto cuore e che diano prova in modo sempre più chiaro dell'effettiva loro Riconciliazione comportandosi in modo santo davanti a Dio. Questo l'Apostolo afferma quando dice: "vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio".

  • (8) Che quando i ministri interagiscono con amore con il popolo, il popolo stesso dovrebbe considerare come essi abbiano a che fare con Dio e Cristo, richiedendo, attraverso i ministri, di essere riconciliati con Dio. Non vi può essere, infatti, maggiore stimolo ad infrangere il duro cuore di un peccatore che Dio stesso lo implori affinché sia riconciliato con Lui. E' infatti stupefacente come, nonostante noi si abbia fatto a Dio così tanti torti, che ancora Egli cerchi la nostra amicizia tanto da esortarci a ristabilirla ad ogni costo e a volerci mettere in guardia contro l'inevitabilità della Sua temibile e giusta ira verso di noi dovessimo considerare alla leggera questa richiesta, anzi, ignorare del tutto quando l'udiamo dai Suoi ministri che ci dicono: "Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio".

  • (9) Per farci vedere come avviene che il Patto della Riconciliazione possa essere così facilmente fatto fra Dio e un umile peccatore che si rifugia in Cristo, l'Apostolo ci conduce alla sua causa, proposta nel Patto di redenzione, riassunto in quanto segue: "E' stato concordato fra Dio e il Mediatore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, Garanzia dei redenti, come parti contraenti, che i peccati dei redenti siano imputati all'innocente Cristo e che Lui stesso sia condannato e messo a morte per loro. Su questa condizione: che chiunque accoglie di tutto cuore il Patto di Riconciliazione offerto attraverso Cristo, sarà, attraverso l'imputazione a loro della Sua ubbidienza, giustificato e considerato giusto di fronte a Dio. Dio, infatti, ha reso Cristo, che non aveva conosciuto peccato, essere peccato per noi - dice l'Apostolo - affinché noi diventassimo Giustizia di Dio in Lui.

E' così che un credente debole potrà rafforzare la sua fede, ragionando, sui detti presupposti, in questa maniera:

"Colui che, sulla base dell'amorevole richiesta di Dio in Cristo, fattagli attraverso la bocca dei Suoi ministri che, a questo riguardo, ne hanno ricevuto il mandato, abbraccia l'offerta di Riconciliazione perpetua attraverso Cristo e si propone, per la grazia di Dio, come persona riconciliata, di combattere il peccato e di servire Dio costantemente con tutta la sua forza, può essere sicuro che gli sarà data Giustizia e vita eterna, a causa dell'ubbidienza di Cristo che gli è imputata, in modo altrettanto sicuro di quanto Cristo sia stato condannato e messo a morte per i peccati che Gli sono imputati dei redenti.

Io, così - potrebbe dire il credente debole - sulla base dell'amorevole richiesta di Dio e Cristo, fattami per bocca dei Suoi ministri, ho accolto l'offerta di Riconciliazione perpetua attraverso Cristo, e mi propongo, per la grazia di Dio, come persona riconciliata, di combattere contro il peccato e di servire Dio costantemente con ogni mia forza.

Quindi, io posso essere tanto sicuro di avere ottenuto Giustizia e vita eterna per l'ubbidienza di Cristo che mi è stata imputata, quanto è sicuro che Cristo sia stato condannato e messo a morte per i peccati dei redenti che Gli sono stati imputati.

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