L'evangelo e il popolo ebraico (2008)

L’evangelo e il popolo ebraico

Una dichiarazione evangelica (2008)


Anche se sintetica, questa dichiarazione esprime il largo consenso sul rapporto tra l’evangelo e il popolo ebraico. Essa va compresa come una messa a punto rispetto a numerose iniziative assunte da frange marginali del mondo evangelico nei confronti del popolo ebraico. In diversi casi, infatti, è sembrato che il termine «israele» dovesse esprimere un generico comune modo di sentire basato su indiscusse premesse sulla questione. Quasi che non fosse necessario distinguere l’israele biblico, quello etnico, quello religioso, quello storico, quello politico, quello culturale. II testo è stato pubblicato il 28 marzo 2008. L’ampia gamma dei responsa­bili evangelici che l’hanno sottoscritto attesta una convergenza significa­tiva. Tra i firmatari si trova anche l’Alleanza evangelica italiana, mentre il referente generale è stata l’Alleanza evangelica mondiale (WEA).


Come cristiani evangelici desideriamo esprimere la nostra sincera amicizia e affetto per il popolo ebraico. Dobbiamo tristemente ammettere che la storia della Chiesa è stata macchiata da pensieri e azioni di chiara ispirazione antisemita e, anche nei momenti di angoscia per gli ebrei, la Chiesa ha fatto molto meno di quello che avrebbe dovuto.

  • Affermiamo, in modo chiaro, il nostro impegno di amorevole amicizia verso il popolo ebraico e di forte contrasto all’antisemitismo attuale. Altrettanto chiaramente, crediamo che il modo migliore e attinente alle sacre Scritture per dimo­strare questa amicizia verso il popolo ebraico e verso tutti sia condividere, in modo inequivocabile, l’amore di Dio nella persona di Gesù Cristo.

  • Crediamo che solo tramite Gesù ogni persona possa ricevere vita eterna. Se Gesù non fosse il Messia promesso al popolo ebraico, allora non potrebbe nemmeno essere il Salva­tore del mondo (At 4,12).

  • Crediamo che sia giusto e buono che coloro che hanno una competenza particolare e delle abilità specifiche presen­tino ii Messia aile persone. Questo include anche le diverse attività o ministeri specificamente rivolti al popoio ebraico (1 Corinti 9:20-22).

  • Deploriamo l’uso dell’inganno e della coercizione nell'evangelizzazione; tuttavia, rigettiamo l’idea che i seguaci di Gesù Cristo nati ebrei debbano smettere di considerarsi giudei (Romani 11,1).

  • Vogliamo altresì chiarire che, come cristiani evangelici, non intendiamo in alcun modo offendere j nostri amici ebrei con queste affermazioni. Ci sentiamo obbligati dalla nostra fede e dalla coerenza con le sacre Scritture ad attenerci a quanto fin qui detto. Fermo restando il nostro profondo rispetto per il popolo ebraico, cerchiamo di condividere la buona notizia di Gesù Cristo con loro, incoraggiando anche altri a fare lo stesso, perché crediamo che la salvezza si trovi solo in Gesù il Messia d’Israele e il Salvatore del mondo.


Da "Dichiarazioni evangeliche II" Il movimento evangelicale 1997-2017, a cura di Pietro Bolognesi, EDB, Bologna, 2017.
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