Introduzione al documento

Che cos’è l’Evangelo, e che cosa vuol dire “evangelizzare”? Purtroppo non tutti gli evangelici, pur portando questo nome che dovrebbe così precisare la loro identità, sono in grado di articolare esattamente in che cosa consista l’Evangelo. Magari sono stati istruiti ad “evangelizzare” imparando a memoria qualche semplice schemino del tipo “Le quattro leggi spirituali” (1) per portare le persone, dopo una breve preghiera (2), ad “accettare Cristo nel proprio cuore” (3), oppure sono stati istruiti a come “dare la propria testimonianza”. Quando però si tratta di spiegare in che modo Gesù salvi, la maggior parte sembra annaspare, si trova in difficoltà. Oltretutto, oggi tanti sono i raggruppamenti cristiani che sentono la necessità e l’urgenza di evangelizzare. Al di là delle buone intenzioni, ad un’analisi più attenta, però, non c’è molta chiarezza su cosa sia l’Evangelo; siamo di fatto di fronte a concezioni diverse su che cosa sia l’essenza dell’Evangelo (4).

Nel 1999 due teologi evangelici americani si sono chiesti se gli evangelici potessero giungere concretamente ad un vasto consenso ed unirsi in un’affermazione comune sulla sostanza dell’Evangelo. Hanno sentito il bisogno di un documento di riferimento per coloro che sono impegnati nel dialogo inter-ecclesiale, per gli studenti di teologia, per i pastori, per i ministeri para-ecclesiali, per gli evangelisti itineranti, ecc. Questi due teologi, così, hanno reclutato i maggiori leader e studiosi cristiani evangelici (5), assieme a rappresentanti della rivista Christianity Today. Il frutto della loro passione è il documento che qui presentiamo tradotto in italiano: “L’Evangelo di Gesù Cristo: una Celebrazione Evangelica”.

Perché un documento sull’Evangelo?


È vero che, in un certo qual senso, sembra che, nel Protestantesimo evangelico, non vi sia mai fine alla redazione di affermazioni su vari temi. Il Patto di Losanna (1974) è il più famoso ed influente, insieme alla Dichiarazione sull'inerranza (1978) stilata a Chicago.

Curiosamente, coloro che portano il nome di evangelici (termine che significa “in rapporto con l’Evangelo” o vangelo) non ha mai prodotto un documento che definisca su larga scala che cosa sia l’Evangelo. Perché? Questo è soprattutto perché l’Evangelo non è mai stato al centro delle dispute moderne. Le maggiori chiese ed opere evangeliche e la maggior parte dei Protestanti concordavano (almeno formalmente) su temi centrali come, per esempio quello Giustificazione, sebbene vi fossero fra di loro differenze su molti altri argomenti.

Fin ora ii leader evangelici si sono soprattutto concentrati a salvaguardare l’autorità della Bibbia e la natura proposizionale della verità per contrapporsi alle tendenze esistenzialiste, liberali e neo-ortodosse nel mondo teologico. Oggi, entrando in un mondo post-cristiano, sospinto dalla cultura del consumismo e dall’industria dell’intrattenimento, dobbiamo affrontare sfide ancora più basilari, come quella della svalutazione radicale della vita umana. In questo contesto, ci troviamo a stare assieme a credenti cattolici ed ortodossi per combattere contro nemici comuni su questioni sociali di base. Indubbiamente, attraverso la collaborazione con attivisti cattolici ed ortodossi nel movimento per la vita, molti evangelici hanno scoperto un genuino apprezzamento per un’amicizia sviluppata con loro.

Questa profonda amicizia ha fatto sì che i protestanti precisassero meglio in che cosa consiste la loro fede ed identità particolare, e lo stesso hanno fatto gli altri. La Provvidenza aveva dati ai primi evangelici un dono: al tempo della Riforma, il rinnovamento dell'erudizione classica aveva provveduto un'opportunità per ritornare alle fonti dell'Evangelo, affilare la comprensione della chiesa, e disseminare quella comprensione attraverso nuovi canali di trasporto, comunicazione e commercio. Oggi, con i costanti contatti e collaborazione con le chiese storiche, è tempo per noi di rivisitare, riaffermare e precisare che cosa sia l'Evangelo. La chiara comprensione della Buona Notizia è, infatti, la cosa più importante che noi si possa offrire agli amici di queste chiese ed è l'unica cosa in cui si possa trovare vera unità.

Gli esseri umani sembrano avere una capacità infinita per fraintendere e rovinare le cose e, sfortunatamente, si è spesso distorto l'Evangelo trovando modo di togliere a Cristo una parte dei meriti per la salvezza che per noi ha conseguito, pensando di averne qualcuno anche noi, oppure temendo che dando a Lui solo per essa la gloria, questo potesse privare i peccatori delle loro responsabilità.

È così che questa Affermazione non solo celebra ciò che Dio ha compiuto per “rimettere le cose a posto”, ma anche di prende lo spazio per menzionare e negare i modi in cui la chiesa e i suoi membri hanno equivocato o persino pervertito l'Evangelo. Queste affermazioni e negazioni continuano nel modello stabilito nel XX secolo dalla Dichiarazione di Barmen e dall'Affermazione sull'Inerranza biblica a Chicago. Il comitato di redazione ha lavorato a questa Affermazione avvalendosi di varie discipline come la storia, la teologia, la patristica e gli studi biblici.

Questa dichiarazione costituisce pure un rimedio. Viviamo infatti in un tempo in cui gli evangelici scelgono le loro chiesa sulla base degli stili musicali che vi trovano oppure su ministeri specializzati, piuttosto che la dottrina o il contenuto biblico. Se parte di questo documento sembra essere una ripresa di temi del XVI secolo è così non perché non siano rilevanti, ma perché oggi si è perduto di vista quanto siano essenziali alla retta comprensione dell'Evangelo.

Questo non è infatti tanto uno studio biblico sul tema della Salvezza, ma un richiamare pastoralmente alla memoria, un evidenziare da dove veniamo, una memoria di un passato rilevante. Ciononostante, mentre questo documento è provvidenziale, esso non è un ammonimento. Attraverso tutto il processo redazionale, gli estensori, da lungo tempo "esperti" di Evangelo, si sono ritrovati a celebrare nuovamente la verità della grazia. Sebbene gli evangelici abbiano pure le loro tensioni interne e stili conflittuali, noi crediamo che iniziano un nuovo millennio, questa affermazione non solo rappresenti la sintesi del ristabilimento fatto dalla Riforma della verità biblica, ma che questa verità sia la chiave della nostra identità cristiana e durevole efficacia nella missione che Dio ci affida. A differenza del Patto di Losanna e del Consiglio sull'Inerranza biblica il processo che ha portato alla nascita questo documento è stato molto informale. Non vi sono stati incontri pubblici e nessun congresso.

I nomi dei leader cristiani che hanno redatto quelli che l’hanno poi sottoscritta (qui compaiono solo i primi) appartengono ad un vasto raggio di evangelici di diversa tendenza.

Confidiamo che questo documento non sia l’ultima parola sull’argomento e che susciti una rinnovata discussione ed apprezzamenti fra gli evangelici per le meraviglie della grazia salvifica. Celebriamo, dunque. In ogni cosa lo sconfinato amore di Dio e condividiamo questo amore con il mondo.

Comitato redazionale: John N. Akers, John Ankerberg, John Armstrong, D.A. Carson, Keith Davy, Maxie Dunnam, Timothy George, Scott Hafemann, Erwin Lutzer, Harold Myra, David Neff, Thomas Oden, J.I. Packer, R.C. Sproul, John Woodbridge

Comitato di conferma e sostegno: Eric Alexander, C. Fitzsimmons Allison, Bill Anderson, J. Kerby Anderson, Don Argue, Kay Arthur, Myron S. Augsburger, Theodore Baehr, Joel Belz, Henri Blocher, Donald G. Bloesch, Scott Bolinder, John Bolt, Gerald Bray, Bill Bright, Harold O.J. Brown, Stephen Brown, George Brushaber, David Cerullo, Peter Cha, Daniel R. Chamberlain, Bryan Chapell, David K. Clark, Edmund Clowney, Robert Coleman, Chuck Colson, Clyde Cook, Lane T. Dennis, David S. Dockery, Stuart Epperson, James Erickson, Tony Evans, Jerry Falwell, Sinclair Ferguson, Dwight Gibson, Wayne Grudem, Stan N. Gundry, Brandt Gustavson, Corkie Haan, Mimi Haddad, Ben Haden, B. Sam Hart, Bob Hawkins, Jr., Wendell Hawley, Jack W. Hayford, Stephen A. Hayner, Jim Henry, Roberta Hestenes, Oswald Hoffman, R. Kent Hughes, Bill Hybels, Kay Cole James, David Jeremiah, Arthur P. Johnston, Howard Jones, Walter C. Kaiser, Jr., Kenneth Kantzer, D. James Kennedy, Jay Kesler, In Ho Koh, Woodrow Kroll, Beverly LaHaye, Tim LaHaye, Richard Land, Richard G. Lee, A. Duane Litfin, Crawford Loritts, Max Lucado, John MacArthur, Marlin Maddoux,, Bill McCartney, David Melvin, Jesse Miranda, Beth Moore, Peter C. Moore, T.M. Moore, Richard J. Mouw, Thomas J. Nettles, Roger Nicole, Luis Palau, Earl R. Palmer, Hee Min Park, Phillip Porter, Paul Pressler, Ray Pritchard, Robert Ricker, Pat Robertson, John Rodgers, Adrian Rogers, Doug Ross, Joseph F. Ryan, John Scott, David Short, Ronald J. Sider, Russell Spittler, James J. Stamoolis, Charles F. Stanley, Brian Stiller, John Stott, Joseph Stowell, Stephen Strang, Charles Swindoll, Joni Eareckson Tada, Thomas E. Trask, Augustin B. Vencer, Jr., Paul L. Walker, John F. Walvoord, Raleigh Washington, Greg Waybright, David F. Wells, Luder Whitlock, Bruce H. Wilkinson, David K. Winter, Ravi Zacharias.

 

Note

1 http://www.gotquestions.org/Italiano/quattro-leggi-spirituali.html Ce ne sono poi di diversa lunghezza, come “Come Accettare Gesù Come Salvatore: 11 Passaggi” (http://it.wikihow.com/Accettare-Ges%C3%B9-Come-Salvatore) oppure “Come accettare Cristo nella tua vita: tredici passaggi” [http://it.wikihow.com/Accettare-Ges%C3%B9-nella-tua-Vita]

2 La “preghiera del peccatore, dopo la quuale bisogna dire se si è diventati o no dei cristiani http://www.allaboutgod.com/italian/la-preghiera-del-peccatore.htm

4 Condizionato dalle tradizioni, enfasi e slogan di ciascun gruppo. Ad esempio, c’è il vangelo dei cattolici-romani, oppure quello delle chiese liberali, quello dei pentecostali. Altri dicono che non importi come si evangelizza, basta farlo, “darsi da fare”, sconfinando nel relativismo puro e semplice oppure confondendo evangelizzazione con proselitismo.

Comments