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APPENDICE
al riguardi dei Giorni e dei Luoghi per il Culto pubblico

Non vi è comando alcuno nelle Scritture che, sotto l'Evangelo, si debbano osservare giorni santi se non il Giorno del Signore, che è il Sabato cristiano.

I giorni di feste religiose, comunemente considerati Giorni Santi, non avendo [esplicito] mandato nella parola di Dio, non dovranno essere continuati.

Ciononostante, è legittimo e necessario, quando emergano delle occasioni speciali, separare un giorno o dei giorni per il pubblico digiuno o rendimento di grazie, quando eminenti e straordinarie dispensazioni della provvidenza di Dio ne richiedano causa al suo popolo.

Dato che non vi è luogo specifico da considerarsi particolarmente santo con la pretesa di una qualunque dedicazione o consacrazione; così neanche può essere soggetto a quelle contaminazioni superstiziose in uso un tempo. [È quindi indifferente] che sia ora lasciato da parte in quanto possa rendere illegittimo o inconveniente per i cristiani incontrarvisi per il culto pubblico di Dio. Consideriamo quindi possibile che i luoghi di pubblica assemblea per il culto fra di noi debbano continuare ad essere utilizzati a quell'uso.


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