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La preghiera pubblica prima del sermone

Dopo la lettura della Parola ed il canto dei Salmi, il ministro che dovrà predicare si adopererà a sensibilizzare il proprio e l’altrui cuore nella consapevolezza del peccato, affinché tutti se ne possano rammaricare davanti al Signore, ed aver fame e sete della grazia di Dio in Gesù Cristo, procedendo ad una più piena confessione di peccato, con vergogna e a confusione della faccia (1), ed invochino il Signore in termini simili ai seguenti.

Dobbiamo riconoscere la nostra grande peccaminosità, (1) in primo luogo a causa del peccato originale che (oltre alla colpevolezza che ci rende tutti passibili di eterna dannazione) sta alla radice di ogni altro peccato, ha corrotto e contaminato tutte le facoltà e poteri di anima e corpo, pregiudica la bontà anche delle nostre migliori azioni e (se non fosse frenata, o i nostri cuori non fossero rinnovati dalla grazia) si manifesterebbe in innumerevoli trasgressioni e nella più grande ribellione contro il Signore, più di quanto mai fosse commesso dal più vile fra i figli degli uomini. In secondo luogo (2) a causa dei peccati attuali, i nostri propri peccati, i peccati dei magistrati, dei ministri, e dell’intera nazione, dei quali siamo in molti modi corresponsabili. Questi nostri peccati comportano molte temibili aggravanti, perché abbiamo infranto tutti i comandamenti della santa, giusta, e buona legge di Dio, facendo ciò che è proibito, e lasciando incompiuto ciò che ci era stato comandato di fare, e non solo per ignoranza o debolezza, ma anche con presunzione, contro la luce della stessa nostra mente, gli stimoli della nostra coscienza e i movimenti del Suo stesso Spirito Santo che ci ammoniva dal commetterli, per questo non possiamo accampare scusante alcuna. Non solo questo, ma li abbiamo commessi disprezzando le ricchezze della bontà di Dio, della Sua pazienza e longanimità, contrapponendoci non solo ai molti inviti ed offerte di grazia nell’Evangelo, ma non sforzandoci, come avremmo dovuto di ricevere Cristo nel nostro cuore per fede, o di camminare in modo degno di Lui nella nostra vita.
Dobbiamo deplorare la cecità della nostra mente, la durezza del nostro cuore, la nostra incredulità, impenitenza, falsa sicurezza, tiepidezza, aridità. Dobbiamo deplorare il fatto che non ci siamo sforzati come avremmo dovuto a mortificare la nostra carne ed a novità di vita, né che ci siamo abbastanza esercitati nella pietà e nella sua potenza; che anche il migliore fra noi non ha camminato in modo abbastanza coerente con Dio, conservato immacolate le proprie vesti, né è stato abbastanza zelante a promuovere la Sua gloria ed il bene degli altri, come avrebbe dovuto. Dobbiamo far cordoglio pure di quegli altri peccati di cui la comunità è particolarmente colpevole, nonostante che abbia ricevuto grandi e molteplici misericordie del nostro Dio, l’amore di Cristo, la luce dell’Evangelo, e la Riforma della religione, i nostri propri propositi e promesse, voti, patti solenni, ed altri speciali obblighi che ci siamo assunti.
Dobbiamo riconoscere e confessare che, una volta persuasi delle nostre colpe e profondamente dispiaciuti d’esse, noi ci giudichiamo indegni persino del più piccolo beneficio, sommamente degni della più ardente ira di Dio e di tutte le maledizioni della legge, come pure dei più pesanti giudizi inflitti ai peccatori più ribelli; e che Egli potrebbe molto giustamente sottrarci il Suo regno ed il Suo Evangelo, piagarci con ogni sorta di giudizi spirituali e temporali in questa vita, e dopo di essa essere gettati nelle tenebre più buie, nel lago che brucia con fuoco e zolfo, dove vi sarà per sempre il pianto e lo stridor dei denti.
Nonostante tutto questo, dobbiamo accostarci al trono della grazia, incoraggiando noi stessi con la speranza che le nostre preghiere saranno per grazia esaudite, nelle ricchezze e completa sufficienza di quell’unica oblazione, soddisfazione ed intercessione del Signore Gesù Cristo, che sta alla destra del Padre Suo e nostro, confidando nelle preziose e grandissime promesse di misericordia e grazia del nuovo patto, attraverso lo stesso Mediatore, per deprecare la pesante ira e maledizione di Dio, che noi non siamo in grado di evitare o sopportare. Dobbiamo umilmente e di tutto cuore implorare la Sua misericordia, nella libera e piena remissione di tutti i nostri peccati, e che solo per le amare sofferenze e meriti preziosi di quell’unico nostro Salvatore Gesù Cristo.
Dobbiamo implorare a che il Signore ci accordi che il Suo amore sia sparso nei nostri cuori attraverso lo Spirito Santo; che ci suggelli con lo stesso Spirito di adozione, la piena certezza del nostro perdono e riconciliazione; conforti tutti coloro che fanno lutto in Sion, parli di pace a coloro che hanno uno spirito ferito ed angustiato, e fasci i cuori infranti. Per quanto riguarda poi i peccatori presuntuosi e sicuri di sé stessi, che egli apra i loro occhi, convinca le loro coscienze, e li faccia volgere dalle tenebre alla luce, e dal potere di Satana a Dio, affinché anch’essi possano ricevere il perdono dei peccati ed un’eredità fra i santificati per fede in Cristo Gesù.
Dobbiamo, con la remissione dei peccati per il sangue di Cristo, pregare per la santificazione mediante il Suo Spirito, la mortificazione del peccato che dimora in noi e spesse volte ci tiranneggia; il risveglio dei nostri spiriti dormienti con la vita di Dio in Cristo; la grazia che ci mette in grado di adempiere ad ogni dovere e vocazione verso Dio e gli uomini; forza contro le tentazioni, l’uso santificato delle benedizioni e delle afflizioni, la perseveranza nella fede e l’ubbidienza fino alla fine.
Dobbiamo pregare per la propagazione dell’Evangelo e del regno di Cristo in tutte le nazioni; per la conversione degli israeliti, la pienezza dei gentili, la caduta dell’Anticristo (2) e il ritorno del nostro Signore. Dobbiamo pregare per la liberazione delle chiese perseguitate all’estero dalla tirannia delle fazioni anticristiane, e dalla crudele oppressione e bestemmie dei mussulmani (3); per la benedizione di Dio sulle chiese riformate, specialmente sulle chiese e regni di Scozia, Inghilterra ed Irlanda, ora più strettamente e religiosamente uniti nella solenne Lega nazionale ed Alleanza (4) come pure per le nostre colonie nelle più remote parti del mondo. Dobbiamo pregare in particolar modo per quella chiesa e regno di cui siamo membri, affinché Iddio vi stabilisca la pace e la verità, la purezza di tutte le Sue ordinanze, e la potenza della pietà. Che Egli prevenga e rimuova ogni eresia, scisma, profanità, superstizione, falsa sicurezza e sterilità sotto i mezzi della grazia; che Egli guarisca tutte le nostre scissioni e divisioni, e ci preservi dall’infrangere la nostra solenne Alleanza.
Dobbiamo pregare per tutti coloro che sono in autorità, specialmente per la maestà del Re, affinché Iddio lo colmi di benedizioni, sia nella sua persona che nel governo. Che Iddio stabilisca il suo trono nella religione e nella giustizia, lo salvi da ogni cattivo consiglio, e lo renda benedetto e glorioso strumento per la conservazione e propagazione dell’Evangelo, per l’incoraggiamento e protezione di coloro che fanno il bene, e terrore di tutti coloro che fanno il male, ed il grande bene dell’intera chiesa e di tutti i suoi regni. Dobbiamo pregare per la conversione della Regina, l’educazione religiosa del Principe, ed il resto della famiglia reale; per il conforto dell’afflitta Regina di Boemia, sorella del nostro Sovrano, e per la restituzione e stabilimento dell’illustre Principe Carlo, Elettore palatino del Reno, a tutti i suoi domini e dignità. Dobbiamo pregare per la benedizione dell’Alta corte del Parlamento (quando siede rispettivamente in questi regni), la nobiltà, i giudici subordinati ed i magistrati, i borghesi e tutto il popolo. Dobbiamo pregare per tutti i pastori ed insegnanti, affinché Iddio li riempia del Suo Spirito, li renda esemplarmente santi, sobri, giusti, pacifici e graziosi nella loro vita, sani, fedeli e potenti nel loro ministero, e vedano il loro lavoro coronato di successo e di benedizione. Che Dio accordi al Suo popolo dei pastori secondo il Suo cuore, università, scuole e istituzioni educative cristiane e laiche fiorenti sempre di più di sapienza e pietà. Dobbiamo pregare per la particolare comunità e città, che Dio riversi su di lei la benedizione del ministero della Parola, dei sacramenti e della disciplina, come pure sul governo civile e tutte le diverse famiglie e persone che lo compongono. Dobbiamo pregare affinché gli afflitti esteriormente ed interiormente abbiamo misericordia. Dobbiamo pregare per stagioni propizie affinché la campagna dia il suo frutto. Dobbiamo pregare affinché i giudizi che temiamo o di cui soffriamo, o dei quali siamo meritevoli, siano allontanati da noi, come la carestia, la guerra e cose simili.
Inoltre, con fiducia nella Sua misericordia verso l’intera Sua chiesa, e l’accettazione della nostra persona, per i meriti e mediazione del nostro Sommo Sacerdote, il Signore Gesù, dobbiamo professare essere desiderio della nostra anima avere comunione con Dio nell’uso riverente e consapevole delle Sue sante ordinanze e, a questo proposito, dobbiamo pregare di tutto cuore per la Sua grazia ed assistenza efficace nella santificazione dei Suoi santi Sabati, il Giorno del Signore, la Domenica, in tutti i doveri che in esso si devono adempiere, sia per quanto riguarda noi stessi che per tutte le altre comunità del Suo popolo, secondo le ricchezze ed eccellenza dell’Evangelo, affinché questo giorno sia celebrato e goduto.
Siccome poi siamo stati nel passato uditori non proficui, ed ora non possiamo da noi stessi ricevere, come dovremmo, le cose profonde di Dio e i misteri di Gesù Cristo, i quali richiedono discernimento spirituale, dobbiamo pregare a che il Signore, che insegna a trarre profitto, si compiaccia di riversare su di noi il Suo Spirito di grazia, insieme ai relativi mezzi esteriori, e che così noi si possa raggiungere misura dell’eccellenza della conoscenza di Gesù Cristo, nostro Signore e, in Lui, delle cose che appartengono alla nostra pace, affinché noi si possa considerare ogni altra cosa una perdita, rispetto a questo. Dobbiamo pregare a che noi, gustando le primizie della gloria che dovrà essere rivelata possiamo in modo sempre più pieno e perfetto avere comunione con Lui, affinché dove Lui sia, noi pure possiamo essere, e di godere la pienezza di quelle gioie e piaceri che sono alla Sua destra per sempre.
Più in particolare, dobbiamo pregare affinché Iddio voglia, in modo speciale, dotare il Suo servo (ora chiamato a dispensare il pane della vita alla sua famiglia) di sapienza, fedeltà, zelo e favella, affinché possa dispensare la Parola nel modo più giusto, a ciascuno una giusta porzione, in evidenza e dimostrazione di spirito e potenza. Che il Signore voglia circoncidere le orecchie ed i cuori dei suoi uditori, per ascoltare, amare e ricevere con mansuetudine la parola che viene innestata in loro, che è in grado di salvare le loro anime. Che li renda terreno buono per ricevere il buon seme della Parola, e che li rafforzi contro le tentazioni di Satana, le preoccupazioni mondane, la durezza dei loro propri cuori e da tutto ciò che possa ostacolare il loro udire e non renderlo loro utile e salvifico. Dobbiamo pregare a che Cristo sia tanto formato in loro a che tutti i loro pensieri siano fatti prigionieri dell’ubbidienza a Cristo, ed i loro cuori stabiliti in ogni buona parola ed opera per sempre.

Giudichiamo che tutto questo sia in ordine conveniente, nella preghiera pubblica ordinaria. Il ministro potrà però, differire (secondo che riterrà opportuno nelle sua sapienza) alcune parti di queste richieste fino a dopo il sermone, oppure offrire a Dio qui alcune preghiere già previste per dopo, nella sua preghiera prima del sermone.

Note

  • (1) Da. 9:7,8.
  • (2) Identificato nel papa di Roma.
  • (3) Orig. “Turchi”.
  • (4) orig. “Solemn National League and Covenant”.
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