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Quarantaseiesima domenica


D. 120. Perché Cristo ci ha comandato di rivolgerci a Dio chiamandolo «nostro Padre»?

Per risvegliare in noi, fin dall'inizio della nostra preghiera, il timore filiale e la fiducia in Dio che devono essere il fonda­mento della nostra preghiera. Infatti, Dio è diventato nostro Padre attraverso il Cristo e non vuole rifiutarci ciò che gli chie­diamo con fede ben più di quanto non vogliano rifiutarci le cose di questo mondo i nostri padri terreni[1].

D. 121. Perché si aggiunge «che sei nei cieli»?

Affinché non concepiamo in modo terreno la maestà cele­ste di Dio[2] e ci aspettiamo dalla sua onnipotenza ciò che è necessario per il corpo e per l'anima[3].

  • [1]"Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente? Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a quelli che gliele domandano!" (Mt. 7:9-11); "E chi è quel padre fra di voi che, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? O se gli chiede un pesce, gli dia invece un serpente? Oppure se gli chiede un uovo, gli dia uno scorpione? Se voi, dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!»" (Lu. 11:11-13).
  • [2]"Sono io soltanto un Dio da vicino», dice il SIGNORE, «e non un Dio da lontano? Potrebbe uno nascondersi in luogo occulto in modo che io non lo veda?» dice il SIGNORE. «Io non riempio forse il cielo e la terra?» dice il SIGNORE" (Gr. 23:23,24); "Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d'uomo; e non è servito dalle mani dell'uomo, come se avesse bisogno di qualcosa; lui, che dà a tutti la vita, il respiro e ogni cosa" (At. 17:24,25).
  • [3]Matteo 6:25-34; “Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?” (Ro. 8:31,32)
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