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Quarta domenica


9. D. Dio non è quindi ingiusto nei riguardi dell’uomo esigendola lui nella sua legge ciò che egli non può fare?

R. No, perché Dio lo ha creato in modo che egli potesse farlo[1]. Ma l’uomo, per istigazione del diavolo[2], si è privato di questi doni, lui e tutti i suoi discendenti[3], mediante una disubbidienza[4]proveniente dalla sua propria volontà.

10. D. Dio vuole lasciare impunite una tale disubbidienza e una tale caduta (apostasia)?

R. Assolutamente No. Al contrario, Egli è terribilmente dispiaciuto dei peccati, sia originale, che attuali, e vuole punirli, a causa del suo giusto giudizio, nel tempo e nell’eternità[5], come ha affermato lui stesso: “Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!” (Galati 3:10).

11. D. Dio non è dunque anche misericordioso?

R. Dio è certamente misericordioso[6], ma è anche giusto[7], ragion per cui la Sua giustizia esige che il peccato commesso contro la suprema maestà di Dio sia anche punito con la massima pena, cioè la pena eterna, nel corpo e nell’anima[8].



[1] “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno” (Ge. 1:31)
[2] "Dio il SIGNORE disse alla donna: «Perché hai fatto questo?» La donna rispose: «Il serpente mi ha ingannata e io ne ho mangiato»" (Ge. 3:13); "Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna"(Gv. 8:44); "Infatti Adamo fu formato per primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione" (1 Ti. 2:13,14).
[3] "Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato... Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti" (Ro. 5:12,18,19).
[4] “La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò” (Ge. 3:6).
[5] "…che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!»" (Es. 34:7); "poiché tu non sei un Dio che prenda piacere nell'empietà; presso di te il male non trova dimora. Quelli che si vantano non resisteranno davanti agli occhi tuoi; tu detesti tutti gli operatori d'iniquità. Tu farai perire i bugiardi; il SIGNORE disprezza l'uomo sanguinario e disonesto" (Sl. 5:4-6).
[6] "...e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. ... Il SIGNORE passò davanti a lui, e gridò: «Il SIGNORE! il SIGNORE! il Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira, ricco in bontà e fedeltà, che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!»" (Es. 20:6; 34:6,7); "Il SIGNORE è pietoso e clemente, lento all'ira e ricco di bontà. Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre" (Sl. 103:8,9).
[7] "Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano ... che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l'iniquità, la trasgressione e il peccato ma non terrà il colpevole per innocente; che punisce l'iniquità dei padri sopra i figli e sopra i figli dei figli, fino alla terza e alla quarta generazione!»" (Es. 20:5; 34:7); "Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti, ma a quelli che lo odiano rende immediatamente ciò che si meritano, e li distrugge; non rinvia, ma rende immediatamente a chi lo odia ciò che si merita. Osserva dunque i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che oggi ti do, mettendoli in pratica" (De. 7:9-11); "poiché tu non sei un Dio che prenda piacere nell'empietà; presso di te il male non trova dimora. Quelli che si vantano non resisteranno davanti agli occhi tuoi;u detesti tutti gli operatori d'iniquità. Tu farai perire i bugiardi; il SIGNORE disprezza l'uomo sanguinario e disonesto" (Sl. 5:4-6); "Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!». E ancora: «Il Signore giudicherà il suo popolo». È terribile cadere nelle mani del Dio vivente" (Eb. 10:30,31).
[8] “Allora risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto non l'avete fatto a uno di questi minimi, non l'avete fatto neppure a me". Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna»” (Mt. 25:45,46).
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