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Gesù Cristo

Articolo XII - La nostra elezione in Gesù Cristo

Noi crediamo che da questa generale corruzione e condanna in cui sono immersi tutti gli uomini Dio ritira coloro che egli, secondo il suo eterno e immutabile consiglio, ha eletto per sua sola bontà e misericordia nel nostro Signore Gesù Cristo, senza alcuna considerazione per le loro opere.

Noi crediamo che Egli lasci gli altri in questa stessa corruzione e condanna, per mostrare in essi la sua giustizia, come nei primi fa risplendere le ricchezze della sua misericordia. In effetti, gli uni non sono migliori degli altri finché Dio non li distingue secondo il suo immutabile disegno che egli ha stabilito in Gesù Cristo prima della creazione del mondo e nessuno.

D'altronde, nessuno potrebbe introdursi ad un tale bene con le sue proprie forze, visto che per natura noi non possiamo avere un solo buon movimento, sentimento o pensiero, fino a quando Dio non ci abbia anticipati e ci abbia a ciò disposti.

Esodo 33:19; Romani 8:29; 9:15.1 Samuele 12:22; Giovanni 15:16; Romani 2:11, 23; 11:5-6; Efesini 1:4-6; Salmi 5:5-7; Ezechiele 9:10; 18:4; Romani 1:18; Galati 6:7-8; Esodo 9:16; Romani 9:18, 22-23; Cf. art. 9; Geremia 10:23; Efesini 1:4-5.

Articolo XIII - La nostra salvezza in Cristo

Noi crediamo che tutto ciò che è necessario per la nostra salvezza ci è stato offerto e comunicato in Gesù Cristo, il quale, essendoci stato dato per la salvezza, è stato fatto al tempo stesso per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, cosicché allontanandosi da lui si rinuncia alla misericordia del Padre, nella quale dobbiamo trovare il nostro unico rifugio.

Matteo 1:21; Giovanni 14:16; Galati 1:19-20; 1 Timoteo 2:5-6; Giovanni 3:16; 1 Giovanni 1:2; 1 Corinzi 1:30; Efesini 1:7-8; Colossesi 1:13-14; 2:10; Tito 2:14; Atti 4:11; 1 Timoteo 2:5.

Articolo XIV - La divinità e l'umanità di Gesù Cristo

Noi crediamo che Gesù Cristo, essendo la sapienza di Dio e il suo eterno Figlio, ha rivestito la nostra carne, per essere Dio e uomo in una persona, uomo simile a noi, in grado di patire nel corpo e nello spirito, ma puro da ogni macchia.

E quanto alla sua umanità, che egli è stato vero seme di Abramo e di Davide, benché sia stato concepito con la forza segreta dello Spirito Santo. Al riguardo, noi detestiamo tutte le eresie che hanno turbato le chiese fin dai tempi antichi [e specialmente le diaboliche fantasie di Serveto, che attribuisce al Signore Gesù una divinità di sua invenzione, affermando che egli è l'idea e il modello di tutte le cose e chiamandolo il Figlio personale o figurativo di Dio e forgiandogli, infine, un corpo di tre elementi mercati, confondendo e distruggendo in tal modo le due nature].

Giovanni 1:14; Galati 4:4; Filippesi 2:6-7; Matteo 26:38; Luca 23:46; Giovanni 12:27; 19:30; Ebrei 2:17-18; 2 Corinzi 5:21; Ebrei 4:15; 1 Pietro 2:22; 1 Giovanni 3:5; Genesi 22:18; Salmi 132:11; Geremia 33:15; Matteo 1:1; Atti 2:30-31; Matteo 1:18; Luca 1:31, 34-35.

Articolo XV - Le due nature di Cristo

Noi crediamo che nell'unica persona, cioè Gesù Cristo, le due nature sono effettivamente e inseparabilmente congiunte e unite, pur conservando ogni natura le sue proprietà distintive, al punto che, come in questa congiunzione la natura divina, conservando le sue proprietà, è rimasta increata, infinita e tale da riempire ogni cosa, così la natura umana è rimasta finita, con la sua forma, misura e proprietà.

Inoltre, benché Gesù Cristo, risuscitando, abbia conferito l'immortalità al suo corpo, non gli ha tuttavia tolto la verità della sua natura.

Per cui noi lo consideriamo nella sua natura divina in modo tale da non spogliarlo della sua umanità.

Matteo 1:23; Luca 1:35; Giovanni 1:14; 1 Tm 2:5; 3:16; Cf. art. 7; Giovanni 3:31-34; 12:44-45; 14:9-10; Colossesi 1:19-20; Matteo 26:11; 27:50; Luca 23:46; 24:38-39; Atti 3:21; Romani 1:4; 1 Corinzi 15:12-24; Filippesi 2:6-11; 3:21; Giovanni 20:25, 27; Atti 1:2-3.
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