Strategia Gay

Il manuale di strategia della "rivoluzione gay"

di Giovanni Vassallo, 4 ottobre 2012

Negli ultimi anni si parla molto di matrimoni omosessuali, discriminazione, ecc . È interessante vedere dove affonda le radici questo tema ormai imprescindibile nel dibattito culturale di ogni paese .

Verso la fine degli anni '80 la rivoluzione omosessualista, che si ispirava alla lotta di classe di impronta marxista, conobbe un momento di crisi: gli atti omosessuali provocatori in luogo pubblico, la bizzarria dei travestimenti, il sadomasochismo esibiti in parate “dell'orgoglio gay” e la vicinanza con associazioni pedofile (Nambla), anziché migliorare l'accettazione sociale dell'omosessualità, avevano accresciuto nella società diffidenza e antipatia nei confronti dell'omosessualità e del movimento gay .

Nel 1989 due intellettuali gay, Marshall Kirk (ricercatore in neuropsichiatria) e Hunter Madsen (esperto di tattiche di persuasione pubblica e social marketing) furono incaricati di redigere un Manifesto gay per gli anni '90: il risultato è il libro “ After the ball ”, un vero e proprio manuale di strategia per combattere il “bigottismo antigay” .

Roberto Marchesini, psicologo, ha analizzato in un articolo i contenuti di questo testo:

«The gay revolution has failed», «La rivoluzione gay è fallita» (p . XV): secondo gli autori il movimento gay degli anni 1970 e 1980, ispirandosi al modello marxista, ha collezionato una serie di fallimenti che hanno reso la comunità gay ancor più isolata e mal vista dal resto della popolazione .

Gli anni ‘90 presentano una nuova possibilità per rilanciare la Rivoluzione gay . Cosa rende questi anni particolarmente adatti ? Gli autori lo spiegano: «Per quanto cinico possa sembrare, l'Aids ci dà una possibilità, benché piccola, di affermarci come una minoranza vittimizzata che merita legittimamente l'attenzione e la protezione dell'America» (p . XXVII) .
Kirk e Madsen intendono analizzare il fallimento e proporre strumenti concreti per sfruttare la nuova possibilità offerta dall'Aids al movimento gay: «Pensiamo a una strategia accurata e potente quanto quella che i gay sono accusati dai loro nemici di perseguire - o, se preferite, a un piano altrettanto manipolatorio quanto quello sviluppato dai nostri stessi nemici . [.. . ] I gay devono lanciare una campagna su larga scala - che noi abbiamo chiamato Waging Peace campaign - per raggiungere gli eterosessuali attraverso i media commerciali . Stiamo parlando di propaganda» (p . 160).

Gli errori del passato

Gli autori segnalano tre tecniche sbagliate utilizzate in passato, spiegando i limiti di ciascuna di esse:
1 . "La discussione, o l'aumento della consapevolezza" (p . 136). Questa tattica non ha funzionato, secondo Kirk e Madsen, perché fondata sul presupposto erroneo che il pregiudizio - tale sarebbe il "bigottismo antigay" - non è una credenza che si possa confutare argomentando, ma un sentimento da affrontare come tale .
2. "Il combattimento, o l'assalto alle barricate" (p. 140) . Questa tattica ha avuto, secondo gli autori, l'effetto di suscitare irritazione e fastidio negli eterosessuali; pertanto è da ritenersi dannosa .
3 . "Lo shock, o l'inversione di genere" (p. 144). Il riferimento in questo caso è alle marce dell'orgoglio gay, che in genere hanno lo scopo di affermare in modo provocatorio la cultura gay come "diversa" . Poiché l'obiettivo è quello di cambiare la mentalità della società, tali manifestazioni di affermazione della "diversità" sono controproducenti . Invece, si deve «[...] per prima cosa mettere un piede nella porta, rendendosi il più simile possibile a loro; dopo, e solamente dopo - quando l'unica tua piccola differenza è stata accettata - puoi iniziare a imporre altre tue caratteristiche, una alla volta» (p . 146).

La nuova strategia

Gli autori propongono tre tattiche nuove, che si possono riassumere in questo modo:
1 . La “desensibilizzazione”: come tutti i meccanismi di difesa psico-fisiologici, anche il pregiudizio antigay può diminuire con l'esposizione prolungata all'oggetto percepito come minaccioso . Bisogna quindi “inondare” la società di messaggi omosessuali per “desensibilizzare” la società nei confronti della minaccia omosessuale;
2 . È necessario presentare messaggi che creino una dissonanza interna nei “bigotti antigay” . Ad esempio, a soggetti che rifiutano l'omosessualità per motivi religiosi, occorre mostrare come l'odio e la discriminazione non siano “cristiani” . Allo stesso modo, vanno enfatizzate le sofferenze provocate agli omosessuali dalla crudeltà omofobica .
3. La “conversione”: suscitare sentimenti uguali e contrari rispetto a quelli del “bigottismo antigay” . Bisogna infondere nella popolazione dei sentimenti positivi nei confronti degli omosessuali e negativi nei confronti dei “bigotti antigay”, paragonandoli, ad esempio, ai nazisti, o istillando il dubbio che il loro atteggiamento sia la conseguenza di paure irrazionali e insane (la cosiddetta “omofobia”) .

Le pagine riguardanti questa stategia si possono leggere in lingua originale qui .
Kirk e Madsen declinano queste tre tattiche in una serie di strategie e principi pratici .

  • Si individuano tre gruppi di persone, distinti in base al loro atteggiamento nei confronti del movimento gay: gli “intransigenti”, stimati in circa il 30-35% della popolazione; gli “amici” (25-30%) e gli “scettici ambivalenti” (35-45%) . Questi ultimi rappresentano il target designato: a loro bisogna dedicare gli sforzi applicando le tecniche di desensibilizzazione (con quelli meno favorevoli) e di dissonanza e conversione (con i più favorevoli) . Le altre due categorie, gli intransigenti e gli amici, vanno rispettivamente “silenziati” e “mobilitati”, con ogni mezzo .
  • Un'altra indicazione che gli autori suggeriscono è quella di "intorbidare le acque della religione", cioè dare spazio ai teologi del dissenso perché forniscano argomenti religiosi alla campagna contro il “bigottismo antigay” .
  • È opportuno non chiedere appoggio "per l'omosessualità", ma "contro la discriminazione" . I gay devono essere presentati come vittime:
    • vittime delle circostanze: per questo motivo, dicono gli autori, "sebbene l'orientamento sessuale sia il prodotto di complesse interazioni tra predisposizioni innate e fattori ambientali nel corso dell'infanzia e della prima adolescenza", l'omosessualità deve essere presentata come innata;
    • vittime del pregiudizio, che deve essere presentato come la causa di ogni loro sofferenza .
  • Bisogna individuare una serie di personaggi storici famosi, noti per il loro contributo all'umanità, come gay: chi mai potrebbe discriminare Leonardo da Vinci ?
  • Gli autori diedero indicazioni precise anche alle associazioni omosessuali e lesbiche in conflitto tra loro: è bene che ci sia una sola associazione portavoce del mondo omosessuale, e che sia gay .
  • Un'altra strategia consiste nel richiedere unioni, matrimoni e adozioni gay, non per la necessità di ottenere questi diritti quanto piuttosto perché, agli occhi dell'opinione pubblica, parlare di “famiglia” e “figli” rende il tema più rassicurante .

Appendice

Kirk e Madsen alla fine del volume affrontano la questione dello stile di vita gay che descrivono come “amorale”, “narcisistico” e “patologico” e che rischia di rendere gli attivisti testimonial poco credibili per il messaggio normalizzante e rassicurante che si vuole trasmettere . Perciò allegano un "Codice di autocontrollo sociale" che comprende "regole" per le relazioni con gli eterosessuali, con altri gay e con sé stessi . In questo "codice", che proibisce una serie di condotte, si legge «Non farò sesso in pubblico», «Se sono un pedofilo o un masochista lo terrò nascosto e starò lontano dalle parate del Gay Pride», «Non tradirò il mio compagno», «Smetterò di tentare di essere perennemente un diciottenne e mi comporterò secondo la mia età; non mi punirò perché non sono ciò che vorrei», «Non berrò più di due drink alcolici al giorno; non farò assolutamente uso di droghe», ecc .
Il saggio di Kirk e Madsen si conclude con queste parole: «Come vedi, la baldoria è finita . Domani inizia la vera rivoluzione gay».

Le citazioni sono del libro di Marshall Kirk, Hunter Madsen,  “ After the ball, How America will conquear its fear & hatred of Gays in the 90's ”, Plume, New York 1989

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