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Articolo 1

AFFERMIAMO che l'autorità normativa della Sacra Scrittura è l'autorità di Dio stesso attestata da Gesù Cristo, Signore della Chiesa.

RESPINGIAMO in quanto illegittima ogni separazione tra l'autorità di Cristo e quella della Scrittura, o una contrapposizione fra l'una o l'altra.

Il primo articolo afferma che l'autorità della Scrittura non possa essere separata dall'autorità di Dio. Tutto ciò che la Bibbia afferma è pure ciò che Dio afferma. Inoltre, ciò che la Bibbia afferma (o nega), lo afferma (o nega) con l'autorità stessa di Dio. Tale autorità è normativa per ogni credente; è il canone o regola di Dio.

La divina autorità dell'Antico Testamento è stata confermata da Cristo stesso in numerose occasioni (cfr. Matteo 5:17-18; Luca 24:44; Giovanni 10:34-35). Inoltre, ciò che il Signore ha confermato per quanto riguarda la divina autorità dell'Antico Testamento, Egli pure ha promesso per il Nuovo Testamento (Giovani 14:16; 16:13).

La negazione rileva come non si possa respingere l'autorità della Scrittura senza al tempo stesso contestare l'autorità di Cristo, il quale ha reso testimonianza all'autorità divina della Scrittura. E' sbagliato, quindi, pretendere di accettare la piena autorità di Cristo senza altresì riconoscere l'autorità completa della Scrittura.

Quanto sappiamo sulla Persona, il pensiero e l'opera di Gesù Cristo è inestricabilmente congiunto con le Sacre Scritture. Il tentativo di "districare" Gesù da come viene presentato e interpretato dalle Sacre Scritture, di "distillarne" il "vero" Gesù, è impresa futile che necessariamente risulterà in un'immagine di Gesù inevitabilmente condizionata dai presupposti moderni dell'interprete ed al servizio di intenzioni estranee.
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