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cfw30-2

30:2 A questi funzionari sono affidate le chiavi del regno dei cieli, in virtù delle quali essi hanno il potere rispettivamente di ritenere e rimettere i peccati, di chiudere il regno agli impenitenti, sia attraverso la Parola che attraverso le censure, e, allo stesso modo, di aprirlo ai peccatori penitenti, attraverso il ministero dell'Evangelo e l'assoluzione dalle censure, a seconda dei casi (555).

Testo originale

ingleseLatino
II. To these officers the keys of the kingdom of heaven are committed, by virtue whereof they have power respectively to retain and remit sins, to shut that kingdom against the impenitent, both by the Word and censures; and to open it unto penitent sinners, by the ministry of the gospel, and by absolution from censures, as occasion shall require.II. Officiariis hisce claves regni cœlorum sunt commissæ, quarum virtute obtinent potestatem peccata vel retinendi vel remittendi pro varia peccantium conditione; impœnitentibus quidem regnum illud tam per verbum quam per censuras occludendi, peccatoribus vero pœnitentibus tam evangelii ministerio quam absolutione a censuris idem aperiendi, prout occasio postulaverit.

Riferimenti biblici

  • (555) "Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto
    ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli ... Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa; e, se rifiuta
    d'ascoltare anche la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. Io vi dico in verità che tutte le
    cose che legherete sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che scioglierete sulla terra,
    saranno sciolte nel cielo"
    (Matteo 16:19; 18:17-18); "Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a
    voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse:
    «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno
    ritenuti»"
    (Giovanni 20:21-23); "Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza;
    quindi ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e confortarlo, perché non abbia a rimanere
    oppresso da troppa tristezza. Perciò vi esorto a confermargli il vostro amore"
    (2 Corinzi 2:6-8).

Commento

In opposizione agli Erastiani, che attribuiscono il potere di amministrare le censure della Chiesa al magistrato civile, la Confessione qui afferma che le chiavi del regno dei cieli sono affidate ai funzionari (ufficiali) che Cristo ha stabilito nella sua Chiesa. Cristo a Pietro dice: "Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cieli" (Matteo 16:19). 

Per "chiavi del regno dei cieli" dobbiamo comprendere il potere e l'autorità di esercitare il governo e la disciplina nella Chiesa; in virtù dei quali coloro ai quali sono state affidate queste chiavi hanno il potere di "legare e di sciogliere" infliggendo e rimuovendo le censure; e queste procedure, quando sono svolte in maniera conforme alle Scritture, vengono ratificate in cielo. 

I Presbiteriani sostengono che queste chiavi sono state date a Pietro in quanto apostolo ed anziano, e che quindi questo dono si estende a tutti gli apostoli e, dopo di loro, a tutti i conduttori ordinari della Chiesa (gli anziani) fino alla fine dei tempi. 

Ciò che è espresso nel testo biblico precedente con il "legare e scioglie", è altrove espresso come rimettere e ritenere i peccati. Cristo, però, ha rivolto queste parole a tutti gli apostoli: "...Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi ... A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti" (Giovanni 20:21,23). È vero che questo potere è attribuito alla Chiesa: "...Se rifiuta d'ascoltarli, dillo alla chiesa, ecc." (Matteo 18:17), ma per Chiesa, in questo brano, si deve comprendere i responsabili o anziani della Chiesa

Questo testo conferma ulteriormente la dottrina della nostra Confessione, che il potere della disciplina è affidato solo ai conduttori della Chiesa

La Chiesa e lo Stato possono assumere gli stessi casi, ma sotto una diversa considerazione. È solo quando si tratta di un crimine contro la società civile che la cosa è affidata ai magistrati civili e che comporta sanzioni penali civili; se però si tratta di uno scandalo che riguarda solo la comunità cristiana, la cosa è affidata ai responsabili della Chiesa, e può solo essere trattata da censure ecclesiastiche.

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