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26. LA COMUNIONE DEI SANTI

26:1

Tutti i santi, che sono uniti a Gesù Cristo, loro Capo, dal Suo Spirito e dalla fede, hanno comunione con Lui nelle Sue grazie, sofferenze, morte, risurrezione e gloria. Essendo, poi, strettamente uniti l'uno all'altro nell'amore, sono in comunione [nell'esercizio] dei loro rispettivi doni e grazie, come pure sono tenuti a compiere [tutti] quei doveri, pubblici e privati, che conducono [contribuiscono] al loro reciproco bene, sia nel'uomo interiore che in quello esteriore. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

26:2

I santi sono tenuti, secondo la professione della loro fede, a conservare fra di loro una santa società e comunione nel culto reso a Dio ed a prestare ogni altro servizio spirituale che contribuisca alla reciproca edificazione, come pure darsi l'un l'altro sollievo materiale, secondo le loro diverse capacità e necessità. Questa comunione, nella misura in cui Dio ne offre l'opportunità, deve essere estesa a tutti coloro che, in ogni luogo, invocano il nome del Signore Gesù. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

26:3

Questa comunione che i santi hanno con Cristo non li rende in alcun modo partecipi della sostanza della Sua divinità e non li fa in nessun senso Suoi uguali; affermare l'una o l'altra di queste due cose è empio e blasfemo. Così pure la comunione che hanno l'uno con l'altro, come santi, non toglie né sminuisce i titoli o diritti di proprietà che ognuno ha sui suoi beni e possedimenti. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

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