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cfw24-6

24:6 Benché la corruzione umana sia tale da renderci proclivi ad escogitare argomenti per separare indebitamente coloro che Dio ha unito mediante il matrimonio, nulla, eccetto l'adulterio o un abbandono [diserzione] volontario [ostinata], al quale né la chiesa né il magistrato civile possono in alcun modo porre rimedio, costituisce una causa sufficiente per dissolvere [sciogliere] il vincolo matrimoniale (486). In questo caso si deve seguire una procedura pubblica e ordinata e le persone coinvolte non devono essere abbandonate alla loro arbitrio e giudizio [discrezione] (487).

Testo originale

IngleseLatino
VI. Although the corruption of man be such as is apt to study arguments, unduly to put asunder those whom God hath joined together in marriage; yet nothing but adultery, or such willful desertion as can no way be remedied by the Church or civil magistrate, is cause sufficient of dissolving the bond of marriage; wherein a public and orderly course of proceeding is to be observed; and the persons concerned in it, not left to their own wills and discretion in their own case.VI. Quamvis ea sit hominis corruptio ut proclivis sit ad excogitandum argumenta, indebite illos quos Deus connubio junxit dissociandi; nihilominus tamen extra adulterium ac desertionem ita obstinatam, ut cui nullo remedio, nec ab Ecclesia nec a Magistratu civili subveniri possit, sufficiens causa nulla esse potest conjugii vinculum dissolvendi. Atque hac quidem in re procedendi ordo publicus et regularis est observandus, nec personæ illæ, quarum jus agitur, sunt suo arbitrio judiciove in causa propria permittendæ.

Riferimenti biblico

  • (486) "Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandare via le vostre mogli; ma da principio non era così. Ma io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per motivo di fornicazione, e ne sposa un'altra, commette adulterio»" (Matteo 19:8-9); "Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace" (1 Corinzi 7:15); "Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l'uomo non lo separi" (Matteo 19:6).
  • (487) "Quando un uomo sposa una donna che poi non vuole più, perché ha scoperto qualcosa di indecente a suo riguardo, le scriva un atto di ripudio, glielo metta in mano e la mandi via ... il primo marito, che l'aveva mandata via, non potrà riprenderla in moglie, dopo che lei è stata contaminata, poiché sarebbe cosa abominevole agli occhi del SIGNORE. Tu non macchierai di peccato il paese che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità" (Deuteronomio 24:1‑4).

Commento

Anche se la corruzione dell'uomo è tale che tende a trovare motivi per separare ingiustamente quelli che Dio ha unito in matrimonio, tuttavia nessun motivo, tranne l'adulterio o l'abbandono volontario tale che non possa essere riparato né dalla Chiesa né dall'autorità civile, è una causa sufficiente per la dissoluzione del legame matrimoniale. Nel fare ciò bisogna seguire un procedimento pubblico ed ordinato e far si che le persone coinvolte non siano abbandonate alla propria volontà o discrezione per quanto riguarda il loro caso.

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