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23. L'AUTORITÀ CIVILE

23:1

Dio, supremo Signore e Re di tutto il mondo, ha stabilito per la Sua gloria e per il bene comune [pubblico], dei magistrati civili perché avessero autorità, sotto di Lui, sul popolo. A tale scopo li ha armati con il potere della spada, per la difesa e l'incoraggiamento di coloro che fanno il bene e per la punizione di coloro che fanno il male. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

23:2

E' legittimo per i cristiani accettare di assolvere l'ufficio di magistrati quando vi siano chiamati. Nella gestione di questo ufficio [compito], poiché devono in special modo mantenere la pietà, la giustizia e la pace, secondo le salutari leggi di ogni stato [repubblica], attualmente, sotto il Nuovo Testamento, per conseguire tale fine, possono muovere legittimamente guerra, quando le circostanze la rendono necessaria e secondo giusta causa. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

23:3

Non è lecito che il magistrato civile assuma per sé stesso l'amministrazione della Parola e dei Sacramenti o [abbia] il potere delle chiavi del regno dei cieli. Tuttavia, egli ha l'autorità ed è suo dovere [gli incombe] di prendere tutte le misure necessarie per preservare unità e tranquillità nella Chiesa, mantenere [custodire] pura ed integra la verità di Dio, sopprimere ogni sorta di bestemmia e di eresie, prevenire e riformare ogni corruzione ed abuso nel Culto e nella disciplina, far si che siano debitamente stabilite, amministrate e rispettate (464) tutti le ordinanze di Dio. Per la migliore realizzazione di tutto questo, egli ha il potere di convocare sinodi, di parteciparvi e far sì che tutto ciò che essi emanano [trattano] corrisponda alla mente di Dio. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

[Versione americana] I magistrati civili non potranno assumere da sé stessi [il compito] di amministrare la Parola ed i Sacramenti (1 Cronache 26:18), o il potere delle chiavi del regno dei cieli (Matteo 16:19; 1 Corinzi 4:1-2), né tanto meno interferire in questioni di fede (Giovanni 18:36; Malachia 2:7; Atti 5:29). In quanto padri tutelari è dovere dei magistrati civili proteggere la Chiesa del nostro comune Signore, senza dare preferenza ad alcuna denominazione di cristiani rispetto alle altre, in tal modo che tutte le persone senza distinzione [che appartengono] alla Chiesa godano di libertà piena, libera e indiscutibile di assolvere ad ogni parte delle loro sacre funzioni, senza violenza o pericolo (Isaia 49:23). Inoltre, in quanto Gesù Cristo ha stabilito nella Sua Chiesa un regolare governo ed una disciplina, nessuna legge dello stato dovrà interferire, controllare o ostacolare il suo debito esercizio, fra i membri volontari di ogni denominazione di cristiani, secondo la loro rispettiva professione [di fede] e credenze (Salmo 105:15; Atti 18:4-16). E' dovere dei magistrati civili proteggere le persone ed il buon nome di tutto il loro popolo, in modo tanto efficace che non si tolleri alcuno, né sotto il pretesto della religione o dell'incredulità, di parlare in modo indegno, usare violenza, perpetrare abusi o ingiuria di qualsiasi altra persona; come pure fare in modo che tutte le assemblee religiose ed ecclesiastiche siano tenute senza essere molestate o disturbate (2 Samuele 23:3; 1 Timoteo 2:1; Romani 13:4).

23:4

Il popolo ha il dovere di pregare per i magistrati [le autorità civili], di onorare le loro persone, di pagare loro i tributi e tutto ciò che sia loro dovuto, di ubbidire ai loro legittimi comandi e di essere sottomessi alla loro autorità per motivo di coscienza. La loro incredulità o diversa religione non invalida la giusta e legittima autorità del magistrato e non libera il popolo dall'ubbidienza a lui dovuta (470). Da ciò non sono esentati gli ecclesiastici e lo stesso Papa di Roma non ha alcun potere o giurisdizione su di loro nei loro domini o su un qualsiasi membro del loro popolo, e men che meno ha potere o la giurisdizione di privarli dei loro domini o delle loro vite, nel caso che giudicasse che sono eretici o per qualsiasi altro pretesto. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

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