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22. I GIURAMENTI E I VOTI LEGGITTIMI

22:1

Il giuramento lecito è una componente del culto religioso, per il quale (in una giusta occasione) la persona che presta giuramento invoca solennemente Dio di essere testimone di ciò che asserisce o promette, nonché di essere giudicata secondo la verità o falsità di ciò che ha giurato. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:2

Gli uomini devono giurare soltanto per il Nome di Dio e questo con il massimo timore e rispetto. Giurare quindi invano o precipitosamente, facendo uso di quel Nome glorioso e terribile, o giurare per una qualsiasi altra cosa, è cosa scellerata ed esecrabile. Tuttavia, in materie importanti o in certe occasioni, il giuramento è giustificato dalla Parola di Dio, sia sotto l'Antico quanto sotto il Nuovo Testamento, cosicché, in queste materie, bisogna prestare il giuramento legale richiesto dall'autorità legittima. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:3

Chiunque presta giuramento deve debitamente considerare il peso di un atto così solenne e non dichiarare altro se non ciò che è perfettamente persuaso essere la verità. Nessuno può obbligarsi a un giuramento se non a ciò che è buono e giusto, a ciò che egli crede essere tale e ciò che è capace e risoluto a compiere. Tuttavia è peccato rifiutarsi di prestare giuramento riguardo ad una qualsiasi cosa buona e giusta, quando esso venga richiesto da una legittima autorità. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:4

Il giuramento deve essere prestato nel senso naturale e più evidente delle parole, senza equivoci o riserve mentali. Esso non può obbligare a peccare ma, in ogni cosa non peccaminosa, una volta prestato, esso dev'essere adempiuto, anche a proprio danno; né esso può essere violato con il pretesto di essere stato prestato ad eretici o infedeli. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:5

Il voto è della stessa natura del giuramento promissorio e deve essere fatto con la stessa serietà religiosa e osservato con la stessa fedeltà. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:6

Il voto non deve essere fatto a una qualunque creatura, ma unicamente a Dio (452), e perché venga accettato, esso deve essere fatto volontariamente, con fede e (piena) consapevolezza del dovere (che impone), in segno di riconoscenza per la misericordia ricevuta e per ottenere ciò di cui abbiamo bisogno. Così (attraverso il voto) noi ci vincoliamo più strettamente a (assolvere) doveri necessari o ad altre cose, nella misura in cui e per tutto il tempo in cui essi possano condurci convenientemente (ai fini previsti). (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

22:7

Nessuno può fare un voto di compiere una qualsiasi cosa proibita dalla Parola di Dio o ciò che impedirebbe un qualunque dovere in essa comandato o ciò che non è in suo potere di fare e per l'adempimento della quale non abbia promessa o abilitazione da parte di Dio). A questo riguardo, i voti monastici papisti di celibato perpetuo, di povertà professata e di ubbidienza a una determinata regola, sono molto lontani dal costituire gradi di una più alta perfezione e sono piuttosto trappole superstiziose e peccaminose nelle quali nessun cristiano deve lasciarsi prendere. (Originale inglese e latino con riferimenti biblici)

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  • Testimonianza: 22.
  • Catechismo maggiore: 108113.
  • Catechismo minore: 5555.
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