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Cfw20-1

20:1 La libertà che Cristo ha acquistato per i credenti sotto l'Evangelo consiste nella loro liberazione dalla colpa del peccato, dall'ira di Dio che li condannava e dalla maledizione della Legge morale (386); essi sono liberati dal presente secolo [mondo] malvagio, dalla dura servitù [schiavitù] di Satana e dal dominio del peccato (387), dalle afflizioni del male, dal dardo [aculeo] della morte, dalla vittoria del sepolcro e dalla dannazione eterna (388); essi hanno libero accesso a Dio (389) e diventano ubbidienti a Lui, non per timore servile, ma con amore filiale e con animo pronto [mente volenterosa] (390). Tutto ciò era dato anche ai credenti sotto la Legge (391), ma nel Nuovo Testamento la libertà dei cristiani è ulteriormente allargata alla libertà del giogo delle leggi cerimoniali cui la chiesa ebraica era soggetta (392), ad una maggior certezza [fiducia] d'accesso al trono della Grazia (393) e ad una maggiore e gratuita effusione dello Spirito di Dio rispetto a quanto potevano ordinariamente fruire i credenti sotto la Legge (394).

Testo originale

IngleseLatino
I. The liberty which Christ hath purchased for believers under the gospel consists in their freedom from the guilt of sin, the condemning wrath of God, the curse of the moral law; and in their being delivered from this present evil world, bondage to Satan, and dominion of sin, from the evil of afflictions, the sting of death, the victory of the grave, and everlasting damnation; as also in their free access to God, and their yielding obedience unto him, not out of slavish fear, but a childlike love and willing mind. All which were common also to believers under the law; but under the New Testament the liberty of Christians is further enlarged in heir freedom from the yoke of the ceremonial law, to which the Jewish Church was subjected; and in greater boldness of access to the throne of grace, and in fuller communications of the free Spirit of God, than believers under the law did ordinarily partake of.I. Libertas quam Christus acquisivit fidelibus sub Evangelio in eo sita est, quod a reatu peccati, ab ira Dei condemnante, a legis Moralis maledictione immunes fiant, quod a præsenti malo seculo, a dura Satanæ servitute, dominioque peccati: ab afflictionum malo, ab aculeo mortis, a sepulchri victoria ab æterna denique damnation liberentur; Quodque libere eis liceat ad Deum accedere: eique non e metu servile, verum e filiali dilectione, promtoque animo præbere valeant obedientiam. Atque hæc quidem omnia cum fidelibus sub lege habent communia. Verum sub Novo Testamento ulterius adhuc se extendit libertas Christiana; in quantum nempe Legis ceremonialis jugo, cui subjecta erat Ecclesia Judaica, eximuntur; majoremque confidentiam ad thronum gratiæ accedendi, sed et effusiorem gratuiti Spiritus Dei communicationem sunt consecuti, quam ordinarie sub Lege fideles participarunt.

Riferimenti biblici

  • (386) "Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone" (Tito 2:14); "...e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall'ira imminente" (1 Tessalonicesi 1:10); "Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»)" (Galati 3:13).
  • (387) "...che ha dato se stesso per i nostri peccati, per sottrarci al presente secolo malvagio, secondo la volontà del nostro Dio e Padre" (Galati 1:4); "Dio ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio" (Colossesi 1:13); "...per aprire loro gli occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dal potere di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, il perdono dei peccati e la loro parte di eredità tra i santificati" (Atti 26:18); "...infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia" (Romani 6:14).
  • (388) "Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno" (­Romani 8:28); "È stata un bene per me l'afflizione subita, perché imparassi i tuoi statuti" (Salmi 119:71); "Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». «O morte, dov'è la tua vittoria? O morte, dov'è il tuo dardo?». Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo" (1 Corinzi 15:54‑57); "Non c'è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù" (Romani 8:1).
  • (389) "Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l'accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio" (Romani 5:1-2).
  • (390) "... infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: «Abbà! Padre!»" (Romani 8:14-15); "Nell'amore non c'è paura; anzi, l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore" (1 Giovanni 4:18).
  • (391) "In tal modo, coloro che hanno la fede sono benedetti con il credente Abraamo ... affinché la benedizione di Abraamo venisse sugli stranieri in Cristo Gesù, e ricevessimo, per mezzo della fede, lo Spirito promesso" (Galati 3:9,14).
  • (392) "Io dico: finché l'erede è minorenne, non differisce in nulla dal servo, benché sia padrone di tutto ... Così anche noi, quando eravamo bambini, eravamo tenuti in schiavitù dagli elementi del mondo ... E, perché siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei nostri cuori, che grida: «Abbà, Padre». Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio ... Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù" (Galati 4:1‑3,6-7; 5:1); "Or dunque perché tentate Dio mettendo sul collo dei discepoli un giogo che né i padri nostri né noi siamo stati in grado di portare? Ma noi crediamo che siamo salvati mediante la grazia del Signore Gesù allo stesso modo di loro»" (Atti 15:10-11).
  • (3­93) "Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo ... Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno ... Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù ... avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell'aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura" (Ebrei 4:14,16; 10:19‑22).
  • (394) " Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato" (­Giovanni 7:38-39); "... e non facciamo come Mosè, che si metteva un velo sul volto, perché i figli d'Israele non fissassero lo sguardo sulla fine di ciò che era transitorio ... ora, il Signore è lo Spirito; e dove c'è lo Spirito del Signore, lì c'è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l'azione del Signore, che è lo Spirito" (2 Corinzi 3:13,17-18).

Commento

La libertà che Cristo ha acquistato per i credenti sotto l'Evangelo [la dispensazione neotestamentaria] consiste: ­nella liberazione [nell'immunità] dalla colpa [colpevolezza] del peccato, dall'ira e dalla condanna di Dio, dal rigore e dalla maledizione della legge morale (383), dal presente secolo [mondo] malvagio, dal potere di Satana, dal dominio del peccato, dai mali causate dalle afflizioni, dalla paura e dal dardo della morte, dalla vittoria della tomba e dalla dannazione eterna. Questa libertà si esprime anche nel libero e fiducioso accesso a Dio e nella capacità di obbedire a Dio non per paura servile, ma con un amore filiale e [spontanea] prontezza [disponibilità]. Tutte queste libertà erano comuni pure a tutti i credenti che vivevano sotto la legge, ma sotto il Nuovo Patto la libertà dei cristiani si è ulterior­mente estesa perché essi sono stati liberati dal giogo della legge cerimoniale alla quale era soggetta la chiesa ebraica. Inoltre i cristiani hanno una maggiore libertà di accesso al trono della grazia ed un'esperienza più ampia dell'azione dello Spirito di Dio rispetto a quello che era ordi­nariamente goduto [partecipato] dai credenti vissuti sotto la Legge.

Le libertà di cui i cristiani godono includono:

  • dalla colpa del peccato - ma non ancora dalla sua forza
  • dall'ira di Dio - ma non dalla Sua disciplina paterna
  • dalla maledizione della legge - ma non dai suoi effetti
  • dal presente mondo malvagio - ma non dalle sue tentazioni
  • dalla servitù a Satana - ma non dalla sua capacità di ostacolare e danneggiare
  • dal dominio del peccato - ma non dalle afflizioni stesse
  • dalla vittoria del sepolcro - ma non dal sepolcro stesso
  • dal dardo della morte - ma non dalla morte stessa
  • dalla dannazione eterna - ma non dalla disciplina temporale

I cristiani sono pure liberi di amare e di ubbidire volentieri a Dio senza timore servile. Le nostre libertà nel Nuovo Patto includono: libertà dalla legge cerimoniale, un maggiore ardore di accostarsi a Dio, una più profonda intimità con Dio lo Spirito Santo.

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