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cfw19-5

19:5 La Legge morale vincola alla sua osservanza [ubbidienza] perpetua tutti, sia le persone giustificate che le altre (371), e questo non solo a causa del suo contenuto [materia], ma anche in virtù dell'autorità di Dio, il Creatore, che l'ha data (372). Del resto, nemmeno Cristo, nell'Evangelo, non ci ha in alcun modo [ragione] sciolti da quest'obbligo, anzi, lo ha [ulteriormente] rafforzato [confermato] (373).

Testo originale

IngleseLatino
V. The moral law doth forever bind all, as well justified persons as others, to the obedience thereof; and that not only in regard of the matter contained in it, but also in respect of the authority of God the Creator who gave it. Neither doth Christ in the gospel any way dissolve, but much strengthen, this obligation.V. Lex moralis omnes tam justificatos quam alios quosvis perpetuo ligat ad obedientiam illi exhibendam; neque id quidem solummodo vi materiæ quæ in illa continetur, verum etiam virtute authoritatis eandem constituentis creatoris Dei; neque sane hoc ejus vinculum in evangelio ulla ratione dissolvit Christus, verum idem plurimum confirmavit.

Riferimenti biblici

  • (371) "Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso. L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore" (Romani 13:8-10); "Onora tuo padre e tua madre: è questo il primo comandamento associato a una promessa" (Efesini 6:2); "Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato. Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto fin da principio. Il comandamento antico è la parola che avete udito. E tuttavia è un comandamento nuovo quello di cui vi scrivo, il che è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e la vera luce già risplende" (1 Giovanni 2:3-8).
  • (372) "Poiché chiunque osservi tutta la legge, ma la trasgredisca anche in un punto solo, diventa colpevole di tutto; 11 infatti colui che ha detto: Non commettere adulterio, ha detto anche: Non uccidere. Ora se tu non commetti adulterio, ma uccidi, ti rendi trasgressore della legge" (Giacomo 2:10-11).
  • (373) "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli" (Matteo 5:17‑19); "Certo, se adempite il più importante dei comandamenti secondo la Scrittura: amerai il prossimo tuo come te stesso, fate bene" (Giacomo 2:8); "Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge" (Romani 3:31).

Commento

La legge morale è vincolante per tutti, giustificati o no (sia cristiani che non cristiani, sia le persone rigenerate spiritualmente che le altre), e non soltanto in considerazione del suo contenuto, ma anche in virtù dell'autorità di Dio creatore (il Legislatore) che l'ha data. Cristo, nell'Evangelo, non annulla in nessun modo questa legge (non ci esime dall'osservarla), ma anzi, rafforza notevolmente il nostro obbligo verso di essa. Responsabili verso la Legge di Dio sono anche gli increduli. Come creature umane, la Legge morale di Dio è scritta nel loro cuore. Essi saranno giustamente giudicati colpevoli e condannati per non esservi conformati.

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