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77. In che cosa differisce la giustificazione dalla santificazione?

Sebbene la santificazione sia inseparabilmente congiunta con la giustificazione [330], esse differiscono nel fatto che Dio, nella giustificazione, mette in conto [del peccatore] la giustizia di Cristo [331], mentre nella santificazione, il Suo Spirito infonde grazia ed abilita ad esercitarla [332]. Nella giustificazione il peccato è perdonato [333], nella santificazione è portato in soggezione [334]. Nella prima tutti i credenti vengono liberati dalla vendetta dell'ira di Dio e perfettamente in questa vita affinché mai essi cadano sotto condanna [335], la seconda non è mai uguale in tutti [336], né può essere perfetta in questa vita in nessuno [337], ma in via di crescita fino alla [futura] perfezione [338].

[330] 1 Corinzi 6:11; 1 Corinzi 1:30; [331] Romani 4:6-8; [332] Ezechiele 36:27; [333] Romani 3:24-25; [334] Romani 6:6,14; Ebrei 5:12-14; [335] Romani 8:33-34; [336] 1 Giovanni 2:12-14; Ebrei 5:12-14; [337] 1 Giovanni 1:8,10; [338] 2 Corinzi 7:1; Filippesi 3:12-14.


Riferimenti biblici

  • La giustificazione e la santificazione sono inseparabilmente congiunte"E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio ... Ed è grazie a lui che voi siete in Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione" (1 Corinzi 6:11; 1:30).
  • Nella giustificazione Dio mette in conto al peccatore la giustizia di Cristo"Così pure Davide proclama la beatitudine dell'uomo al quale Dio mette in conto la giustizia senza opere, dicendo ... Beato l'uomo al quale il Signore non addebita affatto il peccato" (Romani 4:6,8).
  • Nella santificazione Dio infonde grazia ed abilita il cristiano ad esercitarla"Metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni" (Ezechiele 36:27).
  • Nella giustificazione il peccato è perdonato"...ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato" (Romani 3:24-25).
  • Nella santificazione il peccato viene sottomesso"Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato e noi non serviamo più al peccato ... infatti il peccato non avrà più potere su di voi; perché non siete sotto la legge ma sotto la grazia" (Romani 6:6,14).
  • La giustificazione libera ugualmente tutti i credenti, e perfettamente già in questa vita, dall'ira di Dio"Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi" (Romani 8:33-34).
  • La santificazione non è uguale in tutti i cristiani, ma varia secondo il progresso che hanno fatto"Figlioli, vi scrivo perché i vostri peccati sono perdonati in virtù del suo nome. Padri, vi scrivo perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi scrivo perché avete vinto il maligno. Ragazzi, vi ho scritto perché avete conosciuto il Padre. Padri, vi ho scritto perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Giovani, vi ho scritto perché siete forti, e la parola di Dio rimane in voi, e avete vinto il maligno" (1 Giovanni 2:12-14); "Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido. Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell'uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male" (Ebrei 5:12-14).
  • La santificazione non è perfetta in questa vita per nessun cristiano"Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi" (1 Giovanni 1:8-10).
  • La santificazione è un processo graduale che si avvicina all'ideale della perfezione morale ma che di fatto in questa vita nessuno consegue"Poiché abbiamo queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito, compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio" (2 Corinzi 7:1); "Non che io abbia già ottenuto tutto questo o sia già arrivato alla perfezione; ma proseguo il cammino per cercare di afferrare ciò per cui sono anche stato afferrato da Cristo Gesù. Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù" (Filippesi 3:12-14).

Commento

La giustificazione e la santificazione, benché siano elementi inseparabili di quanto Dio compie per e in coloro che Dio salva, non sempre sono rettamente comprese, anzi, spesso sono confuse, e la cosa non è indifferente. E' necessario, infatti, quando ne parliamo, esprimerci con grande precisione per evitare di incorrere in equivoci ed errori.

La giustificazione è l'atto, il pronunciamento giudiziario, per il quale Dio dichiara giusti (e quindi meritevoli dell'eterna salvezza) quei peccatori che ripongono la loro fede in Cristo, e questo non perché abbiano meriti propri di alcun genere da vantare, ma perché Dio attribuisce loro i meriti conseguiti da Cristo. Noi, infatti, non possiamo vantare nulla davanti a Dio, ma, per essere salvati, possiamo solo fare appello a ciò che Cristo ha compiuto per noi, ciò che generosamente Egli ci ha donato e che abbiamo fatto nostro per fede. Classica è l'immagine di colui che bussa alla porta del paradiso e chiede di entrare. Una voce dall'interno gli dice: "Su quale base, a che titolo, io dovrei farti entrare?". Vano sarebbe se il peccatore dicesse: "Merito di entrare in paradiso perché ho fatto questo, quello e quell'altro ancora...": tutto ciò non sarebbe in alcun modo accettabile da parte di Dio. Le porte nemmeno gli si aprirebbero se egli solo ammettesse di non avere titolo alcuno alla salvezza e si limitasse a chiedere la clemenza di Dio. Entreranno, però, coloro che dichiarano: "Riconosco di non avere titolo alcuno alla salvezza e che sono un miserabile peccatore condannato e perduto. Un giorno, però, mi è stato annunciato l'Evangelo di Cristo. Esso mi dichiarava che ero stato scelto da Dio e che, per la mia salvezza, mi sarebbero stati attribuiti i meriti conseguiti da Cristo. Tutto ciò mi ha aperto gli occhi portandomi a riconoscere il mio stato di perdizione e che nulla che io potessi fare avrebbe potuto guadagnarmi il Tuo favore. Sono stato così attratto a Cristo, mi sono ravveduto dai miei peccati ed ho riposto la mia fede in Cristo. Ora porto come base e titolo della mia accoglienza presso di Te, la giustizia di Cristo che mi è stata attribuita". A quelle persone le porte si aprirebbero loro e sarebbero accolte con gioia presso Dio.

La santificazione, però, è qualcosa di diverso. Essa è l'opera di Dio per la quale Egli, dopo essersi fatto carico di coloro che Egli sovranamente ha eletto a salvezza e che si sono affidati a Cristo, li impegna in un graduale processo di purificazione della loro vita dal peccato, tanto che essi vengono trasformati e resi sempre più simili a Cristo. Mentre la giustificazione è un atto compiuto da Dio in un preciso momento del tempo, la santificazione è l'opera costante di Dio nei credenti in Cristo e che è finalizzata a eliminare il peccato dalla loro vita. Essa culminerà quando essi, lasciando questo mondo, entreranno nella gloria della presenza di Dio: allora sarà eliminata da loro ogni traccia residua di peccato. Il processo di santificazione nella vita del credente in Cristo è effettivo, ma varia da persona a persona, in dipendenza dall'uso più o meno diligente che fa dei mezzi della grazia, e non sarà mai completamente realizzato nella sua vita.

La D/R 77 del nostro catechismo spiega, così, in che modo differiscano fra di loro la giustificazione e la santificazione del credente in Cristo.

La prima affermazione che il catechismo fa in questa risposta, riguarda così l'unità inscindibile di giustificazione e santificazione. L'autentica giustificazione, vale a dire l'attribuzione al credente della giustizia di Cristo, innesca sempre in lui un processo di tangibile trasformazione morale e spirituale, questi due aspetti dell'esperienza di salvezza sono intimamente legati: "Cristo Gesù, che da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione" (1 Corinzi 1:30); "Ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna" (Romani 6:22).

Vi sono oggi coloro che sostengono come la giustificazione non sia necessariamente accompagnata e seguita dalla santificazione. Essi tendono a dividere i cristiani in due categorie: (1) quelli che sono stati giustificati; (2) quelli che sono stati sia giustificati che santificati. Coloro che sostengono questo, tendono a considerare la santificazione come qualcosa che possa essere di fatto completato in questa vita. La stessa tendenza generale è evidenziata da coloro che classificano i cristiani come (1) coloro che hanno ricevuto lo Spirito Santo; e (2) coloro che sono "salvati" ma che non hanno ricevuto lo Spirito Santo. Romani 8:9, però, afferma: "Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui". Allo stesso modo vi è chi afferma una salvezza più o meno universale (persino a prescindere dalla fede), che non concepisce la necessità che la persona giustificata di fatto sia incamminata in un processo di effettiva purificazione da tutto ciò che Dio considera peccato ed implichi un impegno. Vi è pure, poi, chi vede la religione come un impegno virtuoso senza premettere tutto ciò che comporta la giustificazione del credente in Cristo. E' l'errore del moralismo.

Vi è poi chi, confondendo le categorie, afferma che la giustizia di Cristo venga "infusa" nel credente, mentre di fatto, la giustificazione è un termine legale indicante "attribuzione", non "infusione". La "infusione" può essere solo riferita alla grazia della santificazione, laddove il credente, in diverso grado, riceve da Dio la grazia di una vita progressivamente trasformata ad immagine di Cristo.

La persona che pensa che la giustificazione includa tutta la santificazione di cui abbia bisogno tanto da non sentire il bisogno di perseguire santità nel suo carattere e vita, si trova in pericolo perché dimostra di non essere veramente giustificata. D'altro canto, la persona che pensa che la santificazione includa tutta la giustificazione di cui ha bisogno, si trova in pericolo perché sta cercando di salvarsi da solo attraverso le buone opere.

La distinzione, quindi, fra giustificazione e santificazione è estremamente importante per evitare i due estremi dell'antinomismo e del legalismo. Il vero credente eviterà questi due estremi e si renderà conto come la giustificazione sia il fondamento della sua salvezza, mentre la santificazione è il frutto della sua salvezza. Noi dobbiamo quindi insegnare l'intera verità biblica su entrambe queste grandi dottrine, notando con attenzione sia le loro somiglianze come le loro differenze, come pure il rapporto che esiste fra le due. Non si tratta di "sottigliezze", ma una questione di vitale importanza per la vita pratica di ogni cristiano. Nessun cristiano sincero considererà queste questioni come semplici teorie o astrazioni. Ogni vero cristiano si renderà conto come questa distinzione è di importanza vitale e che sia giustificazione che santificazione sono di fatto necessarie alla salvezza della sua anima, tanto quanto l'aria, il cibo e l'acqua sono necessarie per la vita e la salute del suo corpo.

Schemi[modifica]

Punti nei quali la giustificazione e la santificazione sono le stesse

  1. Esse sono inseparabilmente congiunte. Non c'è giustificazione senza santificazione e non c'è santificazione senza giustificazione. La persona che possiede la prima pure possiede l'altra.

  2. Dio è l'autore e la fonte sia della giustificazione che della santificazione.

  3. Sia la giustificazione che la santificazione procedono dalla grazia di Dio, vale a dire dallo speciale amore e favore di Dio per dei peccatori,

Punti nei quali la giustificazione e la santificazione differiscono

La giustificazione é:

  1. Un atto della libera grazia di Dio.

  2. Un atto attraverso il quale Dio accredita la giustizia di Cristo.

  3. Un atto per il quale Dio perdona il peccato.

  4. Totale ed uguale in tutti i casi.

  5. Completo e perfetto in questa vita.

  6. Un verdetto giudiziale che libera dalla condanna e accorda la vita eterna.

La santificazione è:

  1. Un'opera della libera grazia di Dio.

  2. Un'opera attraverso la quale Dio infonde grazia e potenza.

  3. Un'opera per la quale Dio sottomette il peccato.

  4. Differente per gradi in persone differenti.

  5. Incompleta ed imperfetta in questa vita.

  6. Una crescita spirituale impiantata e coltivata del carattere cristiano.

 

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