Terzo capitolo

Terzo capitolo: il Padre nostro

Padre nostro che sei nei cieli.

  • D. Che vuol dire?
  • R. Dio vuole con ciò incoraggiarci a credere che Egli è il vero Nostro Padre e noi i Suoi veri figliuoli; affinché senza timore e con piena confidenza Lo preghiamo come i buoni figli il loro buon Padre.

La prima domanda: Sia santificato il nome tuo

  • D. Che vuol dire?
  • R. È vero che il nome di Dio sia già Santo di per se stesso, ma noi chiediamo in questa preghiera che il Suo Nome divenga Santo anche fra noi.
  • D. Come avviene?
  • R. Quando la parola di Dio viene insegnata integralmente e fedelmente e noi ci conformiamo ad essa, santamente, come figliuoli di Dio. Aiutaci in questo buon Padre Celeste. Chiunque insegna e vive diversamente da quel che la parola di Dio insegna, profana in mezzo a noi il Nome di Dio. Da ciò difendici Tu, Padre Celeste.

La seconda domanda: Venga il regno tuo

  • D. Che vuol dire?
  • R. È vero che il Regno di Dio viene da sé, senza la nostra preghiera; ma noi domandiamo in questa preghiera che venga anche fino a noi.
  • D. Come avviene?
  • R. Quando il Padre Celeste ci dà il Suo Spirito Santo, si che mediante la Sua Grazia noi crediamo alla Sua santa parola e viviamo santamente, qui, nel tempo, e là nell’eternità.

La terza domanda: Sia fatta la volontà tua, come in cielo, cosi anche in terra

  • D. Che vuol dire?
  • R. È vero che la buona e misericordiosa volontà di Dio avvienne anche senza la nostra preghiera, ma domandiamo in questa preghiera che essa sia fatta anche fra noi.

D. Come avviene? R. Quando Dio rompe e impedisce ogni cattivo destino e volere che si oppongono alla santificazione del Suo Nome e alla venuta del Suo Regno, come, per esempio il volere del diavolo, del mondo e della nostra carne; ma ci fortifica e ci tiene fermi nella sua parola e nella fede fino al nostro termine. Questa è la Sua volontà clemente e buona.

La quarta domanda: Dacci oggi il nostro pane quotidiano

  • D. Che vuol dire?
  • R. È vero che Dio dà quotidianamente pane, anche senza la nostra preghiera, a tutti gli uomini anche se indegni, ma noi domandiamo in questa preghiera che Egli ci faccia comprendere questo e ricevere con gratitudine il nostro pane quotidiano.
  • D. Che vuol dire: «Pane quotidiano»?
  • R. Tutto ciò che appartiene al nutrimento, alle esigenze corporali, come: mangiare, bere, vestiti, scarpe, casa, podere, campi, bestiame, danaro, beni, marito, figliuoli, servitù, padroni timorati di Dio, buon governo, buon tempo, pace, salute, disciplina, onore, buoni amici, fedeli vicini e simili.

La quinta domanda: E rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori

  • D . Che vuol dire?
  • R. In questa preghiera chiediamo al Padre Celeste che si degni di non guardare il nostro peccato e non respinga la nostra domanda a causa di esso, sebbene noi non siamo degni di ciò che chiediamo e neppure l’abbiamo meritato. Ma Egli ci dia tutto per grazia, poiché quotidianamente pecchiamo molto non meritando altro che castighi. Cosi vogliamo anche noi perdonare di tutto cuore e fare del bene a quelli che peccano verso di noi.

La sesta domanda: E non ci indurre in tentazione

  • D. Che vuol dire?
  • R. È vero che Dio non tenta nessuno, ma noi domandiamo in questa preghiera che Dio voglia guardarci e conservarci affinché il diavolo, il mondo e la nostra carne, non ci ingannino, nè ci trascinino nella falsa fede, nella disperazione, nè in altra grande ignominia e vizio, e se anche siamo afflitti da questi peccati, superiamo la prova ed entriamo in possesso della vittoria.

La settima domanda: Ma liberaci dal male

  • D. Che vuol dire?
  • R. Noi domandiamo in questa preghiera, come riassumendo, che il Padre Celeste ci liberi da qualsiasi male del corpo e dell’anima, dei beni e dell’onore e, infine, quando verrà la nostra ultima ora, ci doni una fine beata, per essere con la grazia di Dio, assunti da questa valle di dolore, al Cielo.

Chiusura: Amen

  • D. Che vuol dire?
  • R. Che io devo essere certo che queste domande sono gradite al Padre Celeste ed esaudite, poiché Egli stesso ci ha comandato di pregare cosi ed Egli ci ha promesso di esaudirci. Amen. Amen: vuol dire: Si, si, cosi sia!

La dossologia «Poiché a Te appartengono il Regno, la Potenza e la Gloria in sempiterno», non fa parte della preghiera domenicale, ma può essere usata.

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