Introduzione

INTRODUZIONE

L'istituzione del catechismo per l'istruzione dei giovani, come noi oggi l'intendiamo, ci viene direttamente dalla Riforma. Anche la chiesa antica aveva adoperato catechismi, specialmente per i pagani che chiedevano il battesimo, ma poi s'incominciò a trascurare questa istruzione, che nel medioevo fu sostituita da una semplice confessione di fede. Rimase ancora l'impegno dei padrini di istruire il battezzando insegnandogli il simbolo apostolico, il Padre Nostro e il decalogo. Ma all'infuori di ciò, prima della Riforma, non si ebbero quasi né catechismi, né istruzione catechistica. I primi tentativi in questo senso furono: Las interrogacions menors dei Valdesi, alla fine del XV secolo, e «un'istruzione nella fede cristiana per i piccoli fanciulli» dell'Unità dei Fratelli boemì (hussiti radicali), nel 1522. Seguirono i catechismi classici della Riforma, di Lutero, di Calvino e di Heidelberg.

Il riformatore ginevrino senti subito la gravità di questa lacuna nella chiesa, che lasciava la porta aperta a ogni errore e a ogni eresia. Egli scriveva: «La chiesa non sì conserverà mai senza catechismo, poich'esso è come la semenza per far sì che il buon grano non perisca, ma si moltiplichi d'età in età. E perciò se desiderate costruire un edificio di lunga durata e che non rovini in breve tempo, fate sì che i fanciulli siano istruiti con un buon catechismo, che mostrì brevemente ed in modo loro comprensibile ov'è il vero cristianesimo». E questo, egli osserva, non si è «mai tralasciato di fare, se non quando la chiesa è stata completamente corrotta»'.

Ora il rinascere della chiesa di Cristo ìn Ginevra per opera della Riforma non poteva non rendere dì nuovo viva la questione dei l'istruzione cristiana delle giovani generazioni. Ed è appunto per risolvere questo grave problema che Calvino compose il presente catechismo. Esso è in realtà un compendio della sua Istituzione della religione cristiana del 1536. Comparve in francese nel 1537, anonimo, col titolo: Istruzione e confessione di fede usate nella chiesa di Ginevra. L'anno seguente Calvino lo pubblicò in latino con una prefazione per scagionare se stesso e i pastori di Ginevra dall'accusa d'arianesimo, mossa loro dal pastore Caroli di Losanna. Così esso assunse anche il significato di confessione di fede.

Il riformatore dichiara: «Noi ci siamo adoperati non già a presentare delle nostre opinioni personali, ma a servire con semplicità e fedeltà alla pura parola di Dio». In realtà fu uno strumento potente per la Riforma. Si poté così compiere quel che esigevano gli «articoli» della chiesa di Ginevra, «che i fanciulli sin dalla loro tenera età vengano in tal modo istruiti, che possano rendere ragione della fede, onde non si lasci decadere la dottrina evangelica, ma essa venga diligentemente ritenuta e trasmessa dall'uno all'altro, di padre in figlio».

Per quel che riguarda la forma di questo catechismo, essa non è forse sempre abbastanza piana per dei «fanciulli». E Calvino lo sentì, tanto che scrisse il suo secondo catechismo, nel 1541, in forma molto più elementare, dialogata.

Ma comunque è giusto il giudizio che il Rilliet dà su questo testo classico della Riforma, affermando che in esso si trova «qualcosa di commosso, come un soffio di spiritualità che si fa sentire nell'aridità delle forme didattiche e si manifesta mediante espressioni piene di potenza e d'elevazione».

Al catechismo stesso poi toccò una strana vicenda bibliografica. Dapprima disparve del tutto, tanto che nel 1866 si scriveva: «Non esiste più un esemplare di questo catechismo francese in nessuna biblioteca. Tutti sono stati stracciati dalle mani dei fanciulli, come suol avvenire dei libri di scuola … ». Ma nel 1877 ne fu ritrovato per caso un esemplare nella Biblioteca Nazionale di Parigi e quindi, per opera di Rilliet e Dufour, ripubblicato l'anno seguente, cioè 341 anni dopo la prima edizione. Ed a oltre quattro secoli di distanza noi presentiamo la prima traduzione italiana, affinché ancora oggi e tra noi possa giovare per conservare pura la dottrina nella chiesa e «servire da freno a certa gente che non vuole che strane dottrine».

Osserviamo ancora che il testo francese non ha alcuna divisione; i capitoli e il commento sono stati qui introdotti per rendere più agevole la lettura. La traduzione è stata condotta sul testo dell'edizione delle Opere scelte di Calvino (Calvini Opera selecta) pubblicata da Kaiser Verlag, Monaco.

L' Istituzione della religione cristiana di Calvino citata nelle note è quella dell'anno 1536, per completare l'esposizione del pensiero del Riformatore di quel tempo, e l'edizione del 1559 per mostrare lo sviluppo della sua teologia nei due decenni successivi. Citiamo sempre l'edizione di Monaco per l'Institutio del 1536, vol. 1(1926) e per quella del 1559, voli. III-V.

VALDO VINAY
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