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Libero arbitrio

Il tema del libero arbitrio è "un classico" della controversia del Protestantesimo contro gli argomenti del Cattolicesimo e dell'umanesimo, il primo essendo una variante religiosa del secondo... E' argomento complesso. Per l'essere umano nella condizione in cui attualmente si trova, si dovrebbe parlare piuttosto di libertà relativa, perché spesso, a ben guardare, anche indipendentemente dalla religione, quel che siamo e facciamo è condizionato da innumerevoli fattori. Si consideri solo in che modo la psicologia e la psicanalisi studiano il comportamento umano. Quando esaminano situazioni problematiche e cercano di sanarle, individuano accuratamente le cause che hanno portato una persona a fare determinate scelte e ...a mettersi nei pasticci. Tutto dipende dal livello in cui si considerano le nostre scelte. Una cosa è la libertà di scegliere ...la pizza margherita o quella pugliese, un'altra è l'effettiva capacità per una persona di "scegliere Dio" quando si trova di fatto così legata al peccato che senza l'intervento sovrano di Dio che "la slega" da questo condizionamento, la cosa è di fatto impossibile.

Godiamo del libero arbitrio?

La Bibbia non insegna da nessuna parte che l'essere umano, "l'uomo naturale", l'essere umano così come ora si trova, goda di libero arbitrio, di una volontà libera, ma, al contrario, che la sua volontà sia asservita al peccato.


"...in modo che, rientrati in sé stessi, escano dal laccio del diavolo, che li aveva presi prigionieri perché facessero la sua volontà" (2 Timoteo 2:26); "Ma sia ringraziato Dio perché eravate schiavi del peccato ma avete ubbidito di cuore a quella forma d'insegnamento che vi è stata trasmessa (...) Perché quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi riguardo alla giustizia" (Romani 6:17,20); "...Ma l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché esse sono pazzia per lui; e non le può conoscere, perché devono essere giudicate spiritualmente" (1 Corinzi 2:14).


Se le parole significano quel che significano, una volontà prigioniera, schiava, asservita, non è libera.  Di fatto, lasciato a sé stesso, senza un intervento speciale dello Spirito Santo, ogni essere umano è moralmente impotente di venire a Cristo, non è in grado di farlo, è incapace di scegliere Cristo, di accoglierlo come proprio Signore e Salvatore. Può certo fare altre scelte apparentemente libere e volontarie a livello terreno, ma necessariamente pecca: di fronte all'Evangelo è ostile o indifferente. Nessuno lo forza, ma egli volontariamente sceglie di peccare e non può fare altrimenti fintanto che Cristo non lo liberi.


"Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi" (Giovanni 8:36).


Fintanto che lo Spirito Santo non ci mette in comunione con Cristo, noi SEMPRE sistematicamente respingeremmo l'Evangelo perché va contro l'orgoglio umano. Questo è esattamente ciò che insegna Cristo quando ci dice che nessuno può credere all'Evangelo senza che Dio glielo conceda.


"E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è dato dal Padre»" (Giovanni 6:65).


In secondo luogo, è necessario considerare come Dio ci comandi di osservare perfettamente i dieci comandamenti. Abbiamo la capacità di osservare perfettamente i Dieci Comandamenti? Certo, posso non aver fatto questo o quello, ma la Parola di Dio esige che, ai fini della salvezza, devo averli osservati perfettamente.


"Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti" (Giacomo 2:10).


Nessuno è in grado di farlo, ecco perché abbiamo bisogno di un Salvatore che consegua per noi, in nostro favore, questa giustizia e ce ne faccia dono, l'accrediti sul nostro conto. Gesù, infatti, avendo  ubbidito a tutti i comandamenti, era privo di peccato. Egli compie per coloro che Dio ha predestinato alla grazia della salvezza ciò che essi da sé non potevano fare.


Allo stesso modo, il comando di credere all'Evangelo non può essere ubbidito indipendentemente dall'opera abilitante dello Spirito Santo in noi. La salvezza che Dio provvede in Cristo, include liberare la nostra volontà dall'asservimento al peccato. Noi non possiamo fare altro che peccare. Il nostro cuore non è in grado di generare da solo amore per Cristo e fede in Lui. Egli solo può rigenerare le facoltà spirituali degli eletti affinché credano; Egli apre loro "gli occhi" affinché vedano la desiderabilità di Cristo; Egli apre "le loro orecchie" affinché accolgano volentieri il messaggio dell'Evangelo. Se Egli non lo facesse, nessuno giungerebbe da solo alla fede salvifica. La Scrittura ci dice che nessuno può dire "Gesù è il Signore" indipendentemente dallo Spirito Santo.


"Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema!» e nessuno può dire: «Gesù è il Signore!» se non per lo Spirito Santo" (1 Corinzi 12:3).


Se hai un grosso debito in denaro da restituire a qualcuno e non hai soldi per farlo, questo non ti libera dall'obbligo di pagarlo. Continui ad averne la responsabilità. Chi sostiene che siamo liberi di scegliere se accogliere Cristo oppure no, in realtà presuppone dei concetti sull'essere umano che non trovano riscontro alcuno nella Bibbia. Dobbiamo, infatti, essere in grado di sostenere le nostre affermazioni con la Bibbia, non basta la nostra logica non assistita. Allora avremo un punto di partenza secondo il quale ragionare.


Riflettiamo: se molti fra noi odono l'Evangelo ed alcuni giungono a credervi ed altri no, che cos'è che li rende diversi? Forse che alcuni sono più inclini di altri a credere all'Evangelo? Sono forse più intelligenti? No. E' Dio che fa sì che gli uni differiscano dagli altri. La salvezza è per grazia di Dio in Gesù Cristo soltanto. Se crediamo all'Evangelo, allora è  per grazia di Dio che siamo giunti a credere: Egli ce l'ha concesso. Solo un cuore trasformato dalla grazia di Dio può amare Gesù e confidare in Lui. La fede non può venire da un cuore irrigenerato.


"Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio»" (Giovanni 3:3).


Non abbiamo generato la fede da noi stessi, altrimenti potremo vantarcene e ringraziare noi stessi per non essere come gli altri che non hanno fatto una tale buona scelta. La nostra scelta è autentica, ma essa esige la grazia rigenerante che la renda possibile, altrimenti tutti periremmo.


"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo" (Efesini 2:8-10).

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