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Testimonianza 24

Capitolo 24: Matrimonio e divorzio

1. Il matrimonio è un'ordinanza di Dio. Essere celibi o nubili, però, è pure una condizione onorevole e può essere la volontà di Dio per una persona rimanere single. A questo riguardo, è necessario fare ogni sforzo per sottomettersi alla guida di Dio ed a conservare uno stile di vita casto e ubbidiente. (1 Corinzi 7:7-8).

2. Rapporti sessuali prematrimoniali, pratiche sessuali promiscue, come pure l'omosessualità ed altre perversioni dell'ordine naturale, sono violazioni della Legge e dei propositi di Dio. Tutti hanno l'obbligo di disciplinare li loro desideri sessuali, mantenere purezza di pensieri e di pratica, come pure evitare situazioni che conducano a tentazioni d'ordine sessuale. (1 Corinzi 6:9,15-20; 5:1-5,9-11; 7:8-9; Romani 1:26-28; Filippesi 4:8; Proverbi 5).

3. Dio stabilisce che il matrimonio continui per tutta la vita dei partner. Il matrimonio non può essere contratto per alcun altro periodo. Dopo la morte del proprio consorte, ci si può legittimamente risposare. (Matteo 19:4-6; Romani 7:2-3; Genesi 2:24-25; 1 Corinzi 7:39).

4. Il matrimonio è un patto stabilito davanti a Dio fra un uomo ed una donna. (Proverbi 2:17; Malachia 2:14; Osea 2:16-23).

5. La validità del matrimonio dipende dall'accordo delle parti contraenti e non tanto dalla sua ufficializzazione. Tuttavia, per la gloria di Dio e la protezione dei coniugi, e così che la grandezza del privilegio e la serietà della responsabilità del matrimonio sia propriamente impressa sulle parti, il matrimonio dovrebbe essere contratto alla presenza di un ufficiale qualificato e testimoni competenti. (Matteo 19:6; 1 Corinzi 10:31; 1 Pietro 2:13).

6. Il matrimonio di cristiani deve essere ordinariamente solennizzato da un ministro ordinato dell'Evangelo. (1 Corinzi 13:33,40).

7. Il matrimonio di cristiani dovrà conformarsi alle leggi civili al riguardo del matrimonio fintanto che queste leggi non siano contrarie alla Scrittura. (1 Pietro 2:13).

8. Dio ha creato gli esseri umani maschi e femmine, ciascuno con specifiche responsabilità. (Genesi 2:18-25).

9. In quanto esseri sessuati, uomini e donne devono, in circostanze normali, sposarsi per l'espressione del loro amore, la soddisfazione dei loro bisogni e il reciproco godimento, come pure per la continuazione della razza. (1 Corinzi 7:3-5).

10. Dio ha stabilito un ordinamento naturale nell'ambito della famiglia: il marito serve come capofamiglia, rapportandosi a sua moglie in modo simile a quello in cui Cristo si rapporta alla Chiesa. Normalmente egli è quello che provvede il sostentamento economico della famiglia. Deve amare sua moglie come Cristo ama la Sua Chiesa e come il suo proprio corpo. Egli deve amare, disciplinare ed istruire i suoi figli, e condurre la famiglia a rendere culto a Dio. (1 Timoteo 5:8; Efesini 5:25-28; 1 Pietro 3:7; Proverbi 19:18; Proverbi 22:6; Efesini 6:4; Deuteronomio 6:4-9).

11. La moglie deve essere aiutante di suo marito. La Scrittura comanda sottomissione al marito nel Signore. Ella deve collaborare con il marito nell'uso saggio delle risorse familiari, nella cura ed istruzione dei figli e nell'amministrazione della loro casa come luogo d'amore, gioia ed ospitalità. (Genesi 2:18; Efesini 5:22-24; Proverbi 31:10-31; 1 Pietro 3:1,6).

12. Ai figli si comanda di ubbidire ed onorare i loro genitori nel Signore. (Esodo 20:12; Deuteronomio 5:16; Efesini 6:1-3).

13. L'amministrazione della famiglia implica corresponsabilità. Lo scambio e la confusione dei ruoli nella famiglia in circostanze ordinarie, risulta nel dispiacere di Dio e nella conseguente infelicità. (Efesini 5:22; 6:4; Salmo 128; Colossesi 3:18-21).

14. Noi neghiamo che la sottomissione nel Signore della moglie al marito contraddica l'uguaglianza, in valore e dignità, della persona di lei rispetto a quella di lui. (Genesi 1:27; Galati 3:28).

15. Sebbene noi aborriamo l'abuso peccaminoso dell'autorità del marito e l'abdicazione alle sue responsabilità nel matrimonio, comune sin dalla Caduta, noi neghiamo che il suo essere capo sia, di per sé stesso, risultato del peccato. (Genesi 2:18; 1 Corinzi 11:3-10; Efesini 5:23; 1 Timoteo 2:11-13).

16. Sebbene in certe circostanze nel servizio di Dio può non essere saggio per una persona sposarsi, neghiamo che la Scrittura proibisca agli ufficiali della Chiesa di sposarsi. (1 Corinzi 9:5; 1 Timoteo 2:3).

17. Neghiamo che il matrimonio sia una condizione più spirituale che la vita da single, o che sia necessario per la salvezza eterna. (1 Corinzi 7:7-8).

18. Neghiamo che il matrimonio sia necessario per gli ufficiali della Chiesa. (1 Corinzi 7:7).

19. I bambini che non sono ancora venuti alla luce sono creature umane fatte ad immagine di Dio. Dal momento del concepimento fino alla nascita essi sono oggetto della provvidenza di Dio in quanto sono esseri preparati da Lui per le responsabilità ed i privilegi della vita post-natale. I bambini che non sono ancora venuti alla luce devono essere trattati come persone umane in tutte le decisioni ed azioni che li coinvolgono. L'aborto indotto deliberatamente, eccetto possibilmente per salvare la vita della madre, è un omicidio. (Esodo 20:13; 21:22-23; Salmi 139:13-16).

20. I cristiani non dovrebbero sposare coloro che fanno solo professione formale di aderire alla fede cristiana. (1 Corinzi 7:39; 2 Corinzi 6:14).

21. Respingiamo l'ultima frase del paragrafo 24:4 della Confessione di fede.

22. La proibizione del matrimonio con la sorella della moglie defunta o con il fratello del marito defunto, non è supportata dalla Scrittura. (Levitico 18:18; Deuteronomio 25:5-10).

23. Prima di chiedere un divorzio è responsabilità della parte innocente di cercare la riconciliazione con la parte colpevole in modo simile a quanto si deve fare con qualsiasi altro peccato, prima di tutto mediante il proprio appello e poi, se necessario, coinvolgendone gli anziani della chiesa. (Matteo 18:15-17).

24. In qualsiasi matrimonio minacciato di dissoluzione, o anche quando sia avvenuto un divorzio, entrambe le parti devono perseguire la riconciliazione sulla base del ravvedimento per il peccato e la disponibilità a perdonare. (Efesini 5:22-33; 4:31-32; 1 Corinzi 7:10-14).

25. I membri della famiglia della fede dovrebbero guardarsi dal cercare consulenza matrimoniale da non-credenti o da coloro che non integrano la loro fede con la loro opera professionale. (Matteo 18:15-17; 2 Corinzi 6:14-17).

26. La diserzione può essere base di divorzio solo quando la persona che abbandona sia un non credente. (1 Corinzi 7:15; Matteo 18:17).

27. Se la parte colpevole impenitente in un divorzio sposa un altro, essa commette adulterio. (Matteo 19:9).

28. Laddove la parte colpevole si ravvede del peccato di avere infranto un matrimonio, la Chiesa potrà riceverla o ristabilirla come membro di chiesa a tutti gli effetti. (Galati 6:1).

Educazione dei bambini

29. Dio è la fonte di ogni verità. La conoscenza che l'uomo può conseguire riflette semplicemente parte del creato, e non può essere correttamente conosciuta indipendentemente da Dio. Non vi può essere, quindi, alcuna vera educazione senza la conoscenza di Dio e dei Suoi rapporti con l'uomo così come sono rivelati nella Bibbia. Egli illumina la mente umana nella comprensione del mondo fisico e culturale. I cristiani devono chiedere l'assistenza dello Spirito Santo nei loro compiti educativi. (Salmo 24:1; 111:10; Proverbi 2:6; 9:10; Esodo 31:3-6).

30. L'educazione dei bambini è responsabilità prima di tutto dei loro genitori, sebbene essi possano delegare parte di questa responsabilità alla Chiesa o ad altre agenzie. La prima e più importante istituzione educativa è la famiglia, laddove ai bambini si insegna, con il precetto e l'esempio, i principi di base di una vita gradita a Dio. I genitori devono educare i loro figli a seconda delle loro risorse e capacità del bambino, cercando di sviluppare i talenti che Dio ha loro dato affinché possano servire Dio in modo pieno ed efficace. Al fine di promuovere il benessere generale, lo stato può prescrivere modelli educativi e deve provvedere opportunità educative, entrambe in armonia con la Legge di Dio. (Deuteronomio 6:6-9; Salmi 34:11; 78:2-7; Proverbi 22:6).

31. Nella provvidenza di Dio le scuole pubbliche hanno fornito grandi benefici sociali. Nel servire, però, una società altamente pluralista, esse hanno cercato di essere religiosamente e moralmente "neutrali", il che è peccaminoso. In larga parte l'istruzione è fondata, infatti, su una filosofia secolare ed umanistica che ignora Dio e considera il benessere umano come il più alto suo fine. Le scuole locali variano largamente, però, secondo gli standard della comunità e la qualità degli insegnanti. Tutti i cristiani, specialmente quelli che sono insegnanti, amministratori scolastici o membri di consigli scolastici, devono rendere testimonianza all'intera verità di Dio che concerne l'educazione. (Matteo 12:30: 2 Samuele 23:3.4).

32. Dove necessario e possibile, i genitori cristiani devono cooperare nel sostenere o stabilire scuole, il cui curriculum presenti una concezione del mondo e della vita distintamente biblica, e vi pongano i loro figli. Questo esige il mantenimento della più alta qualità accademica accanto ad un orientamento cristiano in ogni materia ed attività.

33. Respingiamo qualsiasi tentativo da parte dello stato di imporre alle scuole cristiane una filosofia umanistica secolare.

34. I genitori devono aver cura di contrastare qualsiasi insegnamento non biblico dato ai loro figli, sia nelle scuole pubbliche che cristiane. Aumentando nella gioventù conoscenza e discernimento, la famiglia e la Chiesa devono aiutarli ad esaminare ciò che è presentato nelle scuole, a distinguere fra verità date da Dio e teorie umane, come pure ad integrare i fatti appresi con una concezione cristiana dell'uomo e dell'universo. (Isaia 8:20).

Articoli relativi a:

  • Confessione di fede: 24.
  • Catechismo maggiore: 137 fino al 139.
  • Catechismo minore: 63 fino al 66; 70
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