Documenti RPCNA‎ > ‎Testimonianza‎ > ‎

Testimonianza 01

Testimonianza della Chiesa riformata presbiteriana dell'America del Nord (RPCNA) adottata nell'agosto del 1980.

Capitolo primo: le Sacre Scritture

  • 1. Dio ha rivelato sé stesso nelle Sue opere (la Rivelazione naturale o generale) e nella Sua Parola (la Rivelazione speciale). Questa rivelazione di Sé stesso contiene tutto ciò che dobbiamo conoscere su Dio. La rivelazione di Dio nelle Sue opere è chiara, ma essa non rende noti quali siano i propositi che Egli ha dichiarato nell'ambito del Patto. Per questa ragione Dio ha cominciato, sin dalla creazione dell'Uomo, a rendere noto ciò che Egli ha disposto nel Patto al riguardo del Suo rapporto con l'Uomo. Queste questioni non sarebbero state conosciute se non attraverso una rivelazione speciale di tipo verbale (1 Corinzi 2:9; Genesi 1:28; Genesi 2:16-17; Romani 1:19-20).
  • 2. Queste due forme di rivelazione (le Sue opere e la Sua Parola) sono complementari. Qualsiasi cosa in esse ci appaia oscura oppure confusa o contraddittoria, sorge dalle naturali limitazioni dell'Uomo e specialmente dal suo peccaminoso stato di ribellione contro Dio e la risultante maledizione di Dio su di lui e sull'intero creato. La Scrittura ci rivela come sia le opere di Dio e la Parola scritta di Dio è stata espressa da Suo Figlio, Parola vivente di Dio, il Creatore che pure, come Mediatore incarnato e risorto Salvatore, continua a sostenere l'universo mediante la potente Sua Parola (Salmo 190; Giobbe 38-41; Salmo 139:6; Romani 1:19-32; Giovanni 1:1-3; Ebrei 1:1-3).
  • 3. La rivelazione delle opere di Dio può essere rettamente compresa solo alla luce della Parola Scritta ({{Passo biblico|1 Corinzi 1;21).
  • 4. La Parola vivente è diventata uomo, Gesù Cristo. Nella Sua vita, morte e risurrezione Egli ha adempiuto il Patto infranto dalla disubbidienza dell'uomo ed ha rivelato Dio ed i Suoi propositi per l'uomo nel modo più completo. Il Figlio ci rende noto il Padre, ma il Figlio non è reso noto se non attraverso lo Spirito nelle Scritture. Per questo motivo la Scrittura è la Parola finale che Dio rivolge all'uomo per la sua fede e vita (Matteo 11:27; Giovanni 1:18; Giovanni 14:24-26; 1 Corinzi 2:10-13).
  • 5. Dio ha trasmesso la Sua rivelazione scritta in modo progressivo a uomini da Lui scelti, ispirandoli ed infallibilmente guidandoli a scrivere in modo inerrante e completo la rivelazione della Sua volontà. Non dobbiamo accogliere alcun'altra presunta rivelazione. Gli autori umani, con capacità diversa, si sono espressi con le peculiari espressioni idiomatiche dei loro giorni ed in una varietà di forme letterarie. Essi hanno fatto uso di informazioni storiche ed hanno registrato quelle interpretazioni degli avvenimenti e quelle profezie al riguardo del futuro che Dio ha rivelato loro. In tutto ciò che hanno scritto, però, essi sono stati guidati dallo Spirito Sant sia per quanto riguarda l'argomento che il modo di esprimerlo, tanto da rendere i loro scritti veramente la Parola di Dio (Genesi 2:4; Genesi 5:1; Genesi 6:9; 1 Re 11:41; 1 Re 14:29; 2 Samuele 23:1-2; 2 Timoteo 3:16; 2 Pietro 1:21; Geremia 36:32).
  • 6. Noi respingiamo qualsiasi concezione delle Scritture che neghi la verità oggettiva della Bibbia facendo dipendere l'autorità del messaggio dalle circostanze in cui è stato scritto o dall'esperienza soggettiva del lettore.
  • 7. Respingiamo l'idea che la rivelazione sia stata un processo meccanico in cui gli scrittori fossero stati ridotti solo al ruolo di stenografi.
  • 8. Noi pure respingiamo tutte le teorie sulla composizione che rendano gli scrittori semplici redattori o collezionisti di tradizioni umane e liturgie, tanto da rendere i loro scritti solo resoconti umani o interpretazioni dello sviluppo del pensiero religioso al riguardo di Dio.
  • 9. Noi respingiamo l'insegnamento che la profezia sia storia scritta dopo il compimento di quell'evento.
  • 10. L'Antico Testamento è la parola di Cristo ed è da considerarsi altrettanto autorevole del Nuovo Testamento. Nemmeno devono essere considerate le parole di Cristo citate nelle Scritture di maggiore importanza per la Chiesa che il resto della Parola di Dio. E' il Dio trino che parla con autorità uguale ed assoluta in ed attraverso ogni parte della Scrittura.
  • 11. La veracità di Dio e non la ragionevolezza di qualsiasi dottrina, sta alla base della nostra fede. E' opera dell'Evangelo quella di abbattere ogni ragionamento che si opponga alla conoscenza di Dio, e di rendere prigioniero ogni pensiero riducendolo all'ubbidienza verso Cristo (1 Corinzi 2:15; 2 Corinzi 10:5).
  • 12. Respingiamo l'idea che la Bibbia presenti la verità in forma di miti.
  • 13. Respingiamo l'idea che la Bibbia sia solo ispirata parzialmente, che l'ispirazione sia limitata solo a questioni "rivelazionali" o "verità salvifiche", o che la Bibbia, com'è stata scritta originalmente, contenga un qualsiasi errore sui fatti o sulla storia.
  • 14. Respingiamo l'idea che lo Spirito santo impartisca rivelazioni personali o che Egli conduca gli uomini indipendentemente dai principi generali della Parola o in modo contrario ai suoi insegnamenti.
  • 15. Respingiamo il concetto che vi possa essere rivelazione continua di Dio nelle azioni, decisioni o decreti della Chiesa.
  • 16. Vi sono nella Scrittura dottrine che la ragione non assistita non avrebbe mai potuto scoprire; eppure, quando esse sono rivelate, sono perfettamente intellegibili alla mente umana. Altre dottrine insegnate dalla Scrittura che la mente umana non riesce a comprendere pienamente, devono essere accolte sulla base dell'autorità di Dio (Isaia 40:13; 1 Corinzi 1:20; Salmo 119:130; 1 Corinzi 2:6-16).
  • 17. Respingiamo qualsiasi suggerimento che affermi che Dio, per rivelare la Sua verità, faccia uso della ragione umana sullo stesso livello delle Scritture.
  • 18. Le traduzioni bibliche devono combinare fedeltà al testo originale con gli idiomi della lingua nativa, e questo sarà sempre imperfetto. La Chiesa è responsabile di esaminare i documenti disponibili per determinare per quanto possibile che cosa sia stato originalmente trasmesso, ed esaminare l'accuratezza delle traduzioni a trasmettere il significato del testo originale, come pure a consigliare il pubblico a questo riguardo. Le parafrasi, che interpretano più che tradurre, devono essere usate con grande cautela.
  • 19. Tutti hanno il diritto di leggere la Bibbia, di investigarne il significato e di adottare le dottrine che insegna. Nello studio della Bibbia è necessario dipendere dall'illuminazione dello Spirito Santo. E' necessario fare uso delle facoltà che Dio ci ha dato e ricercare onestamente la verità, in sottomissione all'autorità delle Scritture. Nell'interpretare la Bibbia bisogna considerare la situazione storica in cui un particolare brano è stato scritto, la sua struttura grammaticale e forma letteraria. Considerazione debita deve essere data all'istruzione ed il consiglio di fratelli e sorelle nella fede, di insegnanti della Parola e di credi e confessioni della Chiesa. Quando si comprende il messaggio della Bibbia, si dovrà cercare di ubbidire diligentemente a quel messaggio in tutto ciò che pensiamo e facciamo.

Articoli relativi a:

  • Confessione di fede: 1.
  • Catechismo maggiore: 2 f
Comments