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Ordinanze speciali

Capitolo 4: Ordinanze speciali

1. Nell'era neotestamentaria, la nostra, non vi è altro giorno da santificare se non il Giorno del Signore, il Sabato cristiano, vale a dire la Domenica. Può essere ciononostante appropriato mettere a parte uno o più giorni come giorno dedicato al Digiuno oppure al Ringraziamento da considerarsi dispensazioni straordinarie della Divina Provvidenza a seconda delle occasioni.

Digiuni

2. Sono particolarmente appropriati giorni di Digiuno, umiliazione e preghiera quando nel Paese sono particolarmente evidenti segni del giudizio di Dio, o quando il peccato collettivo della Chiesa o nazione provoca il Signore e attira su di sé il Suo giudizio. E' appropriato che siano osservate tali giornate in connessione con culti di preparazione alla celebrazione della Cena del Signore, oppure quando Sinodi, presbiteri o consigli di Chiesa ritengono che siano necessari.

3. Nel Digiuno cristiano, inteso come ordinanza di Dio, il credente si astiene volontariamente dal cibo o da qualche piacere ordinario per un tempo con lo scopo di comprendere meglio la volontà di Dio, acquisire nuove forze per il servizio cristiano o per acquisire una spiritualità più profonda. Esso dovrà essere accompagnato dalla meditazione, dall'esame di sé stessi, dall'umiliazione di fronte a Dio, confessione di peccato, ravvedimento e rinnovata consacrazione ad una vita di ubbidienza.

4. Una giornata di digiuno potrà essere segnata da un servizio di culto pubblico. In tali servizi, è appropriato che siano cantati Salmi di pentimento, insieme a preghiere di confessione di peccato e richieste di perdono.

5. Se le autorità civili decretano un tempo di digiuno e di preghiera che sia in armonia con le Scritture, i consigli di Chiesa potranno incoraggiare il popolo a rispondere a tali appelli con la loro osservanza. Oltre a tali occasioni generali, vi possono essere occasioni in cui famiglie ed individui, per le loro ragioni, si dedicano per un certo tempo alla preghiera ed al digiuno.

Ringraziamento

6. I cristiani dovrebbero sempre esprimere la loro riconoscenza verso Dio. ma ci sono occasioni in cui è particolarmente appropriato esprimerla insieme. Queste occasioni possono essere risposta ad una particolare benedizione di Dio nella vita della comunità, l'appello delle autorità civili ad un giorno dedicato al ringraziamento (se coerente con la Scrittura), o come riconoscenza per ciò che Dio ci ha materialmente provveduto.

7. In tali occasioni, il consiglio di chiesa può considerare se tenere un culto pubblico speciale adatto in cui il popolo possa celebrare la bontà del Signore, cantare le Sue lodi, ringraziarlo per la Sua misericordia verso singoli e la comunità, invocarlo in preghiera sia per la Chiesa che per la nazione e ricevere dalla Parola di Dio esortazioni sul tema della gratitudine. Potrà pure essere data l'opportunità per il popolo di esprimere quella gratitudine facendo una contribuzione per una qualche causa caritativa.

Promesse solenni, voti e patti

8. Fare promesse solenni davanti a Dio è un atto di culto in cui individui, chiese, o nazioni dichiarano la loro accettazione di Lui come loro Dio e giurano fedeltà ed ubbidienza a Lui. Le promesse solenni pubbliche sono una risposta appropriata al Patto di Grazia. Il "Patto dei Membri Comunicanti" deve essere accettato da coloro che professano fede in Cristo e si uniscono alla Chiesa. Normalmente, tali persone devono dare pubblico assenso a questo Patto in presenza della comunità. Quando le circostanze lo consentono, pure chiese e nazioni possono produrre affermazioni di responsabilità che sorgono dall'applicazione della Parola di Dio ai tempi in cui essi sono stipulati. Tali patti hanno validità permanente nella misura in cui danno vera espressione alla Parola di Dio per i tempi e le situazioni in cui vivono i credenti.

Per una discussione piena di voti e patti, vedasi la Testimonianza, cap. 22 [6], specialmente i paragrafi 8 e 9. Esempi di tali patti sono il Patto Nazionale Scozzese del 1638, e la Solenne Lega e Patto del 1643.

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