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Natura del culto

Capitolo primo: la natura del Culto

1. Dio ha creato l'uomo e la donna a Sua immagine per glorificarlo, servire i Suoi propositi e godere dei Suoi benefici. Nel Culto pubblico della Chiesa, il popolo di Dio, redento da Cristo, glorifica, serve e gode dei benefici del Dio trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, così come Egli rivela Sé stesso nella Sua Parola.

2. Lo scopo principale del Culto è quello dare al Dio trino la gloria che Gli è dovuta, particolarmente per la Sua opera di redenzione in Gesù Cristo. Dio, però, nella Sua benevolenza, pure invita e comanda il Suo popolo ad accostarsi a Lui per fare esperienza di tutti i benefici della Sua redenzione, per dichiarare la loro dipendenza da Lui, per godere dei mezzi di grazia che Egli ha stabilito, per incoraggiarsi vicendevolmente, per celebrare la loro unione con Gesù Cristo ed essere trasformati sempre di più a Sua immagine.

3. Nel Culto pubblico della Chiesa il Dio trino si incontra con il Suo popolo nei termini del Patto di Grazia. Nel Culto la Chiesa ricorda il Patto di Grazia stabilito da Dio e rinnova il suo impegno verso il suo Signore. Il Culto implica intima comunione fra Dio ed il Suo popolo redento. Nel Culto Dio inizia un dialogo con il popolo del Patto, nel quale Egli li chiama al Culto, dichiara loro i Suoi grandi atti nella Creazione e nella Redenzione, li assicura dell'efficacia delle Sue promesse e suggella loro le Sue promesse per mezzo dei Sacramenti. In risposta all'iniziativa di Dio, il popolo di Dio offre preghiere di confessione, richiesta e ringraziamento, canta i Salmi con la grazia nel cuore, riceve la Parola di Dio così com'è letta e predicata, Gli fa delle offerte, e suggella il suo impegno individuale e comunitario attraverso i Sacramenti.

4. In quanto il Culto implica accostarsi al Dio vivente e santo, il popolo di Dio vi si prepara debitamente, consapevole di accedere alla comunione con Lui. Inoltre, Pastori ed Anziani devono condurre la comunità nel Culto pubblico in maniera commisurata alla gioia, solennità, dignità e gloria di tale santa occasione. Tutto il popolo di Dio deve accedere alla Sua presenza con rispetto e timore.

5. Gesù Cristo è il solo Mediatore del Patto di Grazia e Mediatore unico fra Dio e uomo. Il Culto del popolo di Dio, quindi, è accettabile a Dio solo se offerto nel nome di Cristo ed in umile dipendenza dall'intercessione e servizio che Egli compie come Sommo Sacerdote.

6. Gesù Cristo, come nostro Profeta, Sacerdote e Re, ha rivelato al Suo popolo in che modo Gli si dovessere rendere culto in modo a Lui gradito. Quindi, "La luce della natura rende evidente come vi sia un Dio, che ha signoria e dominio assoluto su ogni cosa; che è buono e fa del bene a tutti; e che quindi deve essere temuto, amato, lodato, invocato, creduto e servito con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la forza. Il modo accettabile di rendere culto al vero Dio, però, è stato istituito da Lui stesso e tanto definito dalla Sua volontà rivelata, che non Gli si può rendere culto secondo le immaginazioni e le invenzioni umane, o i suggerimenti di Satana, sotto una qualsiasi rappresentazione visibile o in qualsiasi altro modo che non sia prescritto nelle Sacre Scritture" (CFW 21:1 [3]).

7. Nella Sua Parola, Dio ha specificatamente stabilito un giorno su sette, il giorno del Sabato, affinché il Suo popolo si radunasse per il Culto comunitario pubblico. Dalla Risurrezione del nostro Signore, è stato messo a parte come il Sabato cristiano, il primo giorno della settimana, la Domenica, affinché fosse preservato come giorno santo da dedicarsi al Culto nella Chiesa ed al riposo dalle occupazioni ordinarie

8. Data l'alta vocazione e privilegio del Culto pubblico, il popolo di Dio deve predisporne i cuori e venire al Culto con volontà buona e gioiosa, non assentandosene per indifferenza, o per anteporne attività familiari od altri tipi di incontro cristiano. In circostanze normali, né devozioni private né culti in famiglia potranno essere considerati validi sostituti del Culto pubblico. In aggiunta alla partecipazione ai servizi programmati di Culto pubblico, l'osservanza del Giorno del Signore potrà essere fruttuosamente praticata con attività come la lettura e lo studio personale della Bibbia, la meditazione e la preghiera, la discussione degli argomenti del Sermone, il godimento del riposo fisico, atti di misericordia, comunione spirituale, ospitalità, istruzione e catechesi dei bambini, visita ai malati.

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