Documenti RPCNA‎ > ‎Culto pubblico‎ > ‎

Matrimoni

Capitolo 5: Matrimoni e funerali

Matrimoni

1. Il Matrimonio è istituito da Dio per il benessere e felicità dell'umanità. Dio ha stabilito che il Matrimonio sia fra un uomo ed una donna, per la loro gioia e santificazione, per l'educazione dei figli, e per la più certa continuità della Chiesa. Nel Matrimonio, marito e moglie lasciano i loro rispettivi genitori e si uniscono l'uno all'altra fedelmente, e non si separano se non con la morte.

2. Dato che Dio creò il Matrimonio sin dall'inizio della creazione dell'umanità, esso non è peculiare alla Chiesa, né è un Sacramento, ma è parte integrante di ogni società e nazione. Esso è quindi riconosciuto sia dalla Chiesa come dallo Stato. Lo Stato, quindi, dovrebbe riconoscere il ruolo della Chiesa nel solennizzare i matrimoni, e la Chiesa deve rispettare ed attenersi ad ogni ragionevole e sana legge civile che lo riguardi che non violi la Scrittura. In particolare il Pastore deve assicurarsi che le leggi sane dello Stato siano osservate ed al tempo stesso curare il registro dei matrimoni proprio della chiesa.

3. Come Dio stesso ha comandato, i cristiani devono sposarsi "nel Signore". La Parola di Dio stessa contiene istruzioni su come il marito e la moglie debbano vivere insieme ed ha pure usato il Matrimonio come analogia dell'amore fra Gesù Cristo e la Sua Chiesa. E' quindi giusto ed appropriato che i matrimoni siano solennizzati dalla chiesa e di fronte a testimoni credibili.

4. I matrimoni ordinariamente non dovranno tenersi nel Giorno del Signore. Se le circostanze lo permettono, sarà necessario aver cura che la cerimonia di matrimonio non interferisca con il culto pubblico della chiesa.

5. Si suggerisce il seguente ordine e fraseologia:

a. Quando la sposa e lo sposo sono di fronte al Pastore, egli potrà dire:
Siamo convenuti alla presenza di Dio e di questa compagnia per unire quest'uomo e questa donna nella santa condizione del matrimonio. Dio ha istituito il matrimonio sin da principio, ed attraverso di esso Egli significa l'unione mistica di Gesù Cristo con la Sua Chiesa. Gesù onorò il Matrimonio operando il Suo primo segno miracoloso ad una festa di nozze, ed Egli dichiarò: "Ciò che Dio ha unito, l'uomo non separi". Il Matrimonio è quindi una condizione da non intraprendersi alla leggera, ma in modo rispettoso e sobrio, nel timore di Dio.
b. Il Pastore dovrà così pregare affinché Dio benedica l'unione che si sta per realizzare.
c. Potranno essere letti testi biblici e predicato un Sermone appropriato. Genesi 2:18-25; Ruth 1:16-17; Efesini 5:22-33; e Colossesi 3:12-15 sono alcuni fra i testi biblici più appropriati per l'occasione.
d. Il Pastore poi chiederà alla coppia di unire le loro mani e chiederà allo sposo di ripetere dopo di lui queste o simili parole.
Io, N. prendo te, N. come mia legittima moglie, e prometto solennemente di fronte a Dio ed a questi testimoni, di essere il tuo amorevole e fedele marito: nella buona come nella cattiva sorte, in salute come nella malattia, per amarti e prendermi cura di te, fintanto che la morte non ci separi.
E la sposa risponderà con queste o simili parole:
Io, N. prendo te, N. come mio legittimo marito, e prometto davanti a Dio ed a questi testimoni, di essere la tua fedele ed amorevole moglie nella buona come nella cattiva sorte, in salute come nella malattia, per amarti e prendermi cura di te, fintanto che la morte non ci separi.
e. Se si usano gli anelli, il Pastore potrà chiedere: "Quale segno date l'un l'altra per suggellare le vostre promesse nuziali?". Quando l'anello di ciascuno è presentato al suo ricettore, il Pastore potrà dire:
Date e ricevete questo anello come suggello delle vostre promesse nuziali. Possa esso essere simbolo del valore, costanza e purezza del vostro amore di sposi, e suggello delle promesse solenni che avete fatto l'uno all'altra di fronte a Dio.
f. Il Pastore potrà poi dire:
In virtù dell'autorità conferitami come ministro dell'Evangelo, e secondo le leggi di Dio e di questa nazione, io vi pronunzio marito e moglie. Ciò che Dio ha congiunto nessuno separi.
g. La cerimonia si potrà concludere con un'invocazione della benedizione di Dio.

6. Dove applicabile, se il matrimonio, secondo le usanze locali, richiede pubblicazioni di matrimonio, la formula potrebbe essere come segue: Con la presente io notifico la Pubblicazione di Matrimonio fra la s.ra N di [città, provincia], e il sig. N. di [città, provincia] che desiderano celebrare matrimonio il giorno N del mese N dell'anno N in [città, provincia]. Se qualcuno conosce causa o giusto impedimento, per cui queste due persone non dovessero essere unite in santo matrimonio, dovrete dichiararlo agli Anziani di questa comunità: Questa è la [prima, seconda, o terza] volta in cui è notificata questa Pubblicazione.

Comments