muri


                                                                                                MURI


Divisori

I muri divisori che suddividono la singola unità immobiliare in locali o più unità fra di loro appartengono ai soli condomini interessati, cui è permesso appoggiarvi mobili, tubi, contatori ecc.


Maestri

Per muri maestri non debbono intendersi soltanto quelli perimetrali o esterni, ma tutti i muri portanti, ossia quelli che hanno la funzione di sostenere i vari piani dell’edificio ed il tetto e che costituiscono l’ossatura o il telaio della costruzione. Non possono essere modificati dal singolo condomino quindi i muri portanti e quelli perimetrali con funzione architettonica nonché, negli edifici in cemento armato, pilastri e travi che formano lo scheletro della costruzione.
In caso di sopraelevazione effettuata dal proprietario dell’ultimo piano, i muri maestri costruiti sopra a quelli sottostanti, sono pure di proprietà, e le spese di manutenzione di tali muri devono essere sopportate da tutti i condomini in proporzione ai millesimi, e non soltanto dal condomino che ha sopraelevato.
Porte e finestre che si aprono nei muri comuni e che servono all’uso dei singoli appartamenti, appartengono ai rispettivi proprietari.
Essi hanno facoltà di aprirne di nuove o di spostare quelle esistenti, purché venga accertato maggior godimento di uno o più condomini e avuto riguardo alla stabilità dell’edificio e all’estetica dell'edificio.
In tema di condominio di edifici l'apertura su un muro comune di un varco che metta in comunicazione il terreno di proprietà esclusiva di un singolo condomino con quello comune non dà luogo alla costituzione di una servitù quando il terreno comune viene già usato come passaggio pedonale e carrabile, sempre che l'opera realizzata non pregiudichi l'eguale godimento della cosa comune da parte degli altri condomini, vertendosi in una ipotesi di uso della cosa comune a vantaggio della cosa propria che rientra nei poteri di godimento inerenti al dominio. (Cassazione sez. II, 11/08/99 n. 8591
La presunzione di comunione del muro divisorio stabilita dall'art.880 c.c., ha carattere operativo e spiega la sua piena operatività fino a rendere irrilevante, nel caso di muro di separazione fra due edifici, l'eventuale anteriorità di uno di questi rispetto all'altro soltanto in mancanza di prova contraria, non operando invece quando risulti altrimenti, che il muro rientra nel dominio esclusivo di uno dei due confinanti, in forza di uno qualunque dei modi di acquisto, originario o derivativo, della proprietà immobiliare. Pertanto, la presunzione anzidetta è vinta anche dall'ac-
certamento che il muro è stato costruito nella sua interezza su di una sola delle aree contigue, con conseguente acquisto per accessione (art. 934 c.c.), salvi gli effetti di un titolo pattizzio successivamente intervenuto ovvero dell'usucapione.
(Cassazione sez. II, 17/06/99 n. 6034).



Comments