discussione sulla ripartizione delle quote dei condomini morosi

Codice in materia di protezione dei dati personali
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(Provvedimento del Garante del 29 luglio 1998, Gazzetta Ufficiale 3 agosto 1998, n. 179)

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Spett.le condominio2012

Mi chiamo Enrico,ho questo quesito da domandarvi:
Può l’amministratore del nostro condominio, con delibera assembleare, obbligare tutti i condomini (compresi i dissidenti) a farsi carico delle quote scadute e future di un condomine moroso?
Quest' ultimo è stato invitato più volte ad onorare e suoi debiti con varie lettere raccomandate da parte dell'amministratore ed è stato evitato il ricorso alle azioni legali per evitare al condominio di accollarsi le relative ulteriori spese.

Saluti
Enrico

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Salve Sig.Enrico

Non è corretto addossare il debito dei condomini morosi sugli altri condomini.
L’art. 63 delle disposizioni di attuazione del cc dà all’amministratore il valido strumento per ottenere il pagamento dei contributi condominiali, consentendogli di ottenere decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, in base al quale iscrivere ipoteca giudiziale sull’immobile del condomino moroso.
Qualora egli non si avvalesse di questo strumento legale si esporebbe a gravi responsabilità.
I casi sono due:
  • il debito risulta essere inesigibile, perché prescritto o per altri motivi
  • è possibile recuperare i crediti per  via giudiziaria.
Nel primo caso il debito deve essere ripartito tra tutti i condomini in base alle quote millesimali di proprietà (tab. A).
Nel secondo caso la richiesta da parte dell’amministratore di versamenti integrativi da parte di altri condomini può avvenire solo in base ad una delibera assembleare dalla quale risulti ben chiaro che i versamenti richiesti sono deliberati solo “a titolo provvisorio e salvo conguaglio”, a pena di nullità della delibera.

Cordiali saluti
Mauro Miscione
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Bibiografia

Le azioni ordinate dall’amministratore

Si pensi, per ricorrere all’esempio più comune, all’azione di recupero del credito contro il condomino moroso. Si tratta di un’azione di competenza dell’amministratore che, salvo particolari disposizioni contenute nel regolamento di condominio, non necessita del placet dell’assemblea.
L’avvocato incaricato potrà inizialmente chiedere le somme con un formale atto di messa in mora per poi proseguire l’azione in sede giudiziaria. Sebbene sia prassi soprattutto per quanto riguarda la lettera di messa in mora addossare il costo della stessa al condomino moroso, nel caso di mancata corresponsione da parte di quest’ultimo delle spese legali, l’avvocato dovrà essere remunerato dal condominio. Il costo, salvo diversa disposizione del regolamento di origine contrattuale, dovrà essere ripartito tra tutti i condomini (ivi compreso il moroso) sulla base dei millesimi di proprietà, trattandosi, genericamente, di spesa “ per la prestazione dei servizi nell'interesse comune” (art. 1123, primo comma, c.c.). Nel caso di azione giudiziaria, fatto salvo il caso di condanna alle spese, il compenso del legale dovrà essere sostenuto dal condominio secondo i medesimi criteri indicati per le spese legali stragiudiziali; anche nell’ipotesi in cui si giunga alla condanna alle spese, le anticipazioni richieste dal legale dovranno essere ripartite nel modo sopraesposto.



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