assemblea


Soggetti legittimati a partecipare

Tutti i condomini hanno titolo per partecipare all'assemblea, e pertanto vanno avvisati nelle forme dell'art. 66 disp. att.del codice civile

L'assemblea non può deliberare, se non risulta che tutti i condomini sono stati invitati a parteciparvi. In proposito, l'art. 10 della legge. 392 del1978 sancisce che il conduttore ha diritto di voto (in luogo del proprietario dell'appartamento) nelle delibere dell'assemblea condominiale relative alle spese e alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento dell'aria (cfr.sentenza di cassazione III sez. civ.03/04/1990, n. 2762).

Convocazione

Per i motivi di cui prima, è ottima cosa invitare i condomini con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. La convocazione deve contenere l'ordine del giorno. Tra la ricezione dell'avviso e la data dell'assemblea devono intercorrere non meno di 5 giorni liberi (cioè non si contano né il primo giorno né l'ultimo).

L'assemblea deve essere convocato in sede ordinaria almeno una volta l'anno, per approvare il bilancio e confermare o meno l'amministratore.

Può essere convocata in sede straordinaria ogni volta che sia necessario, dall'amministratore o da almeno due condomini, per discutere di argomenti urgenti.

Una cosa che non tutti sanno è che le assemble straordinarie, secondo la Cassazione, non devono essere retribuite a parte: esse sono già comprese nell'onorario dell'amministratore.

La delega del condomino

Ogni condomino può intervenire in assemblea in proprio oppure a mezzo di un rappresentante. Laddove il regolamento di condominio non preveda particolari regole, chiunque (condomino o estraneo o anche l'amministratore può essere delegato.

Il delegato però non può delegare a sua volta ad altri, a meno che non sia autorizzato da chi ha dato la delega. Il condomino è rappresentato in toto dal delegato, a meno che la delega non contenga, insieme alle istruzioni, anche dei limiti. Ad ogni effetto di legge, il condomino rappresentato è come se fosse presente.

La maggioranza

Ai fini della validità della delibera, è sufficiente raggiungere la maggioranza dei millesimi (ossia la maggioranza dei condomini). La validità delle delibere si estende a tutti i condomini, anche quelli assenti o in disaccordo (ferma restando la facoltà di impugnare la delibera). Le norme relative alla validità della costituzione dell'assemblea e alla validità delle delibere sono inderogabili (art. 1138 codice civile). Ogni condomino, assente o dissenziente, può impugnare la delibera entro 30 giorni, ex art. 1137 c.c. I 30 giorni decorrono dalla data dell'assemblea, per i presenti e dissenzienti, e dalla data della ricezione del verbale per gli assenti. Tale termine di decadenza non si applica alle assemblee non annullabili ma nulle.


In allegato troverete uno schema riassuntivo dell'argomento

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Mauro Miscione,
11 set 2010, 23:20
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