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 "Quel crinale, da Grizzana alla Serra dello Zanchetto e al confine con la Toscana, ha rappresentato il punto di partenza per impostare le politiche culturali alla nascita del governo regionale in Emilia-Romagna ed un metodo di lavoro per la conoscenza e la tutela del paesaggio ed insieme del patrimonio artistico, culturale e naturale a tutto campo. 

Furono infatti le Campagne di Rilevamento promosse dalla Soprintendenza alle Gallerie e dalla 
Provincia di Bologna fin dal 1968 a fissare strumenti e obiettivi di quella "politica dei beni culturali" che divenne poi un vanto per questa Regione. Lo ricorda Andrea Emiliani nel recente volume "Via Belle Arti 56": la sede, appunto, dalla quale partì questa sperimentazione coinvolgendo istituzioni ed esperti di discipline diverse, ma, soprattutto, la sensibilità visiva esaltata dalle foto di Paolo Monti.
La seconda Campagna di rilevamento dei beni artistici e culturali dell'Appennino, nel 1969 affrontò il percorso di crinale fra Reno e Setta: Una strada nella storia. 
Le comunicazioni sul versante orientale della valle del Reno, con un Diario di lavoro pubblicato per i partecipanti, recante le principali fonti cartografiche, bibliografiche, normative a confronto con vari paesi, artistiche, storiche, archeologiche ed ampi spazi per appunti e osservazioni, dibattute sul posto, allo scopo di mettere a fuoco i diversi caratteri che definivano paesaggi ed aree culturali.
Spiccano i ritrovamenti pre-protostorici, evidenziati da Mansuelli, di Monteacuto Ragazza (resti di costruzioni sacre, stipe sacra con bronzetti, supellettile di carattere villanoviano), di Montovolo (tracce preistoriche presso il Santuario e un vaso fittile con monete consolari alle falde del monte), di Vimignano (Loc. Archetta e loc. Castellina resti etruschi e dell'età del ferro), di Monte Vigese (tracce di fuochi e frammenti fittili, probabilmente etruschi), di Burzanella - nel versante settentrionale del monte Fontanavidola- (statuetta etrusca femminile e deposito della tarda età del Bronzo).  Alle Mogne - nel versante meridionale del monte Fontanavidola (suppellettile funebre con monete romane).
Si osserva che lo stesso toponimo Fontanavidola e la presenza di numerose sorgenti ( quella in particolare del torrente Vezzano segnalata in cartografia come fonte) designano un sito al centro di luoghi di culto fin dall'antichità, poi chiese, numerose, dal medioevo, con opere di pregio. 
Di particolare rilievo l'edilizia rurale, con torri e case torri documentate dal XIV secolo (Vedi Territorio e conservazione. Proposta di rilevamento dei beni culturali immobili nell'Appennino bolognese, Bologna 1972)."
 
Prof.ssa Marina Foschi
           

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