APEA GUMIERA







Oggi questa area è occupata da un parco fotovoltaico di potenza 180KW ed in futuro da una zona industriale con 8 capannoni ed una centrale a biomasse a cippato che funzionerà 24 ore su 24 per produrre energia elettrica e per il riscaldamento di questi (senza pensare di usare l’energia del parco fotovoltaico – in effetti tutti i proventi della vendita dell’energia prodotta sono a vantaggio della ditta Teggiano S.r.L. del Gruppo Busi Impianti).


L’evoluzione di questa area produttiva presenta aspetti molto critici di sostenibilità ambientale e paesaggistica.

Si tratta di un’area agricola e in parte boschiva, acquistata dal Comune di Camugnano, destinata ad area artigianale e successivamente a polo tecnologico e/o area Apea (area produttiva ecologicamente attrezzata). L’area è stata poi ceduta ad una società partecipata del Comune : Camugnano Sviluppo e Servizi S.r.l. che ha effettuato gli interventi di urbanizzazione ed ha ceduto poi a sua volta una parte di quest’area ad una società privata al fine di installazione di impianto fotovoltaico ubicato a terra.

Dal 2008 abbiamo cercato di esporre all’attenzione degli organi istituzionali competenti : Comune, Comunità Montana, Provincia di Bologna e Regione Emilia-Romagna, gli aspetti negativi dell’opera nel suo complesso. Abbiamo evidenziato in un primo tempo e prima di tutto che la documentazione a corredo dello studio di impatto ambientale era carente in quanto mancante di elaborati grafici come rendering e fotosimulazioni per una adeguata analisi degli impatti visivi, nonché strumenti indispensabili per il controllo delle trasformazioni paesaggistiche del territorio a seguito di questi  interventi.

Gli interventi previsti in quest’area infatti ricadono in un’area di particolare pregio paesaggistico e sono in parte collocati in zona tutelata dal PRG comunale cioè vicino a edifici di interesse storico-culturale e comprendono anche una zona di tutela fluviale. Riguardo al pregio paesaggistico ricordiamo che quest’area è situata in Comune turistico del medio-alto Reno, a poca distanza vi è il Monte Vigese, ambito riconosciuto dalla Rete Natura 2000 come sito SIC/ZPS e pur non essendo l’area produttiva ricompresa in questo ambito, abbiamo evidenziato che l’art. 136 punto d del Codice dei Beni Culturali (D.L. 42/2004) individua come beni paesaggistici e aree di notevole interesse pubblico “le bellezze panoramiche considerate come quadri e così pure quei punti di vista o di belvedere accessibili al pubblico, dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze”.

Nonostante le rimostranze di singoli cittadini e di associazioni l’area è stata soggetta ad un intervento invasivo con una moltitudine di pannelli fotovoltaici sia fissi che mobili ubicati al suolo e che sarà ulteriormente soggetto a trasformazione con la prevista costruzione di una centrale a biomasse che dovrebbe alimentare il “NULLA” in quanto, allo stato attuale, non ci sono aziende o edifici da riscaldare. Evidentemente la centrale sarà fatta solo a scopo specultativo per ottenere gli incentivi statali e regionali e questo avviene dopo avere concesso a titolo quasi gratuito l’area a un privato su cui è sorto l’impianto fotovoltaico.

La trasformazione paesaggistica e la percezione visiva è drammaticamente cambiata in senso negativo e con l’avanzamento dei lotti di questo progetto le cose sono destinate a cambiare in maniera ancora più distruttiva.

Da aggiungere a tutto questo che, per avviare i primi interventi, è stato tagliato anche un pregiato bosco di querce per effettuare i rilievi topografici.

Le linee guida regionali, pur avendo fissato degli importanti vincoli dimensionali e di distanze relativamente agli impianti energetici, dovrebbero lasciare poco spazio ad eccezioni di vario genere e dovrebbero tutelare maggiormente gli ambiti montani e crinali appenninici, le bellezze paesaggistiche e storico-culturali.

Gli impianti non dovrebbero essere costruiti a solo scopo speculativo, per vendere l’energia prodotta e per guadagnare con gli incentivi a scapito sia dell’agricoltura e sia dell’ambiente e paesaggio circostanti.

Rileviamo con rammarico che le Apea non sono state ricomprese negli ambiti sottoposti alle nuove linee guida regionali forse perché si intende che queste siano aree già compromesse e quindi che non necessitino di tutele particolari; purtroppo per quanto riguarda Camugnano l’Apea è stata costituita ex novo e prima degli interventi relativi a questi impianti “energetici” era un’area agricola, boscata e bella sotto il profilo paesaggistico e culturale.

 Immagine tratta da "Il Camugnanese" - P.Guidotti
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