scenari per crisi università

9 novembre 2008


 
i
il quesito postomi da un collega e la risposta da me data l'ho
inviato alla CRUI e alle Associazioni sindacali della docenza CIPUR, CNU, USPUR,  ai
Ministri Gelmini, Tremonti, Brunetta, Sacconi, alle Associazioni TREELLE e
MAGNA CARTA, a LAVOCEINFO, alla lista di discussione UNILEX. 


> Spett.le Prof Pagliarini, è la seconda volta che La disturbo in pochi
> mesi. Lei è certamente a conoscenza dei tagli insopportabili per le
> università delle leggi 126/2008 e 133/2008. In particolare si dice
> che numerose università entreranno in crisi a partire dall'anno
> 2010/2011 (710 milioni di euro) e che forse si arriverà a non pagare
> gli stipendi. Io maturerò i requisiti per la pensione al 29/7/2010
> (60 anni età anagrafica + 35 anni di contributi). Nel caso che la mia
> Università non fosse in grado di retribuirmi fino a quella data quali
> scenari si potrebbero prospettare: licenziamento, legge tampone del
> Governo? Sono prof Associato dal 1992 ed in precedenza ricercatore
> dal 1983. Giudichi Lei se la sua risposta pu0 essere di interesse
> generale o se vuole rispondermi privatamente. La ringrazio
> anticipatamente; cordiali saluti
> xxxxxxxxxxxxxxxxxx
>
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> caro collega
> lei, e non solo lei, è talmente sfiduciato e pessimista da arrivare a
> paventare scenari  drammatici quali il non pagamento degli stipendi e il licenziamento di
> docenti. Come ho scritto in una  mia recente nota inviata a UNILEX, ai
> Ministri Gelmini, Tremonti, Brunetta, Sacconi , alla CRUI, ai sindacati
> della docenza e a diverse associazioni, dal titolo "Analisi critica sui
> comportamenti del mondo universitario", la situazione delle università
> italiane è critica e richiede una contemporanea inversione di tendenza del
> Governo e delle università, per evitare il collasso del sistema. Chiudevo
> la  mia nota scrivendo che Il Governo deve necessariamente contenere i tagli
> legiferati, nei limiti consentiti dalla crisi mondiale in atto, dal
> disastrato bilancio dello Stato e dal mastodontico debito pubblico che
> continua a crescere; le università devono voltare pagina attuando
> autonomamente una riduzione delle spese e degli sprechi per cui molte sedi
> hanno un bilancio in rosso.  A distanza di due settimane, oggi, con
> soddisfazione, rilevo: 1)  il Governo ha iniziato a rivedere alcune
> posizioni  con un decreto legge, giustificato dall'urgenza di intervento
> mirato non  solo a dare una boccata di ossigeno alle università, in verità per ora
> limitato solo a quelle  cosiddette "virtuose", a garantire una borsa di studio a tutti i capaci e
> meritevoli e ad avviare una linea di crescita dei posti letto disponibili
> per studenti non residenti, disponibilità ferma, da anni, a circa 30.000
> posti, a fronte di circa 190.000 posti esistenti in Francia e di circa
> 220.000 posti in Germania ; ma anche mirato a portare dal 20 al 50% le
> possibili assunzioni rispetto ai  pensionamenti , ad eliminare il blocco
> per i ricercatori e i giovani, a modificare alcune norme concorsuali, anche per i concorsi in atto, per
> motivi di trasparenza; 2) le università cominciano a cambiar registro,
> riducendo il numero abnorme di corsi attivati e chiudendo sedi decentrate.
> In verità questo cambiamento di rotta delle università è ancora limitato
> ma  innegabilmente rappresenta un segnale positivo. Qualcosa si muove! Cito un
> caso, quello della Facoltà di Medicina di Bari. Questa Facoltà ha
> disattivato ben 16 corsi di laurea triennale. Per alcuni di questi resta
> attivato solo il terzo anno per l'anno accademico in corso, per altri si è
> operata la totale disattivazione. La stessa facoltà ha in animo di
> disattivare  altri 4 o 5 corsi dal prossimo anno accademico. Va dato atto
> alla Facoltà, e in particolare al suo Preside, di aver saputo superare gli
> inevitabili contrasti e le difficoltà interne per ottenere un siffatto
> risultato. Le economie fatte andranno in gran parte utilizzate per
> potenziare i corsi che restano attivati,  migliorandone la qualità. Questa
> iniziativa dovrebbe essere assunta da tutte le facoltà della sede di Bari
> e  attuata coraggiosamente  in tutti gli altri atenei,  come ha auspicato il
> Ministro Gelmini nella conferenza stampa tenuta dopo il Consiglio dei
> ministri che ha approvato il decreto legge.  Sono iniziative che  possono
> e  devono essere assunte nell'interesse dell'Istituzione e del Paese, senza
> remore e paura perché, come  diceva  Jhon Kennedy, uomo d'azione: "non si
> deve aver paura di agire, ma non si deve agire per paura". Ma occorre
> agire  anche su un altro fronte, quello della chiusura di sedi decentrate. Anche
> su  questa linea qualcosa si muove. Cito un caso, quello dell'Ateneo di
> Foggia.
> Questo Ateneo ha avviato la chiusura della sede decentrata di San Severo,
> sospendendo due corsi di laurea attivati in quella sede.  Va dato atto al
> nuovo Rettore di aver saputo superare non solo  gli inevitabili contrasti
> e le difficoltà interme, ma anche le pressioni  politiche legate agli
> interessi locali della sede decentrata. Se i casi
> citati si estenderanno sino a coinvolgere quasi tutte le sedi, la
> credibilità dell'Istituzione universitaria potrà essere pienamente
> recuperata, sia presso l'opinione pubblica sia presso  i politici di ogni
> schieramento. Si potrà, quindi, arrivare a riformare radicalmente
> l'università attraverso una ampia discussione sulle linee-guida
> predisposte  dal Ministro, per formulare  un disegno di legge che il
> Parlamento dovrà discutere e varare, come peraltro ha annunciato il
> Ministro  Gelmini, nella conferenza stampa predetta.  La discussione preliminare
> dovrà necessariamente coinvolgere: Governo, CRUI, CUN, mondo accademico,
> sindacati della docenza, studenti. In conclusione, caro collega, accantoni
> l'idea di pensionarsi, attenui il suo pessimismo e collabori, insieme a tutti, affinché l'azione avviata si  allarghi e si attui nella sua interezza. Quesito e risposta, essendo
> di evidente interesse generale, saranno da me pubblicati, con il  consueto
> rispetto della privacy. Cordialmente
> Alberto Pagliarini
>