Notizie, Annunci, Novità

In questa sezione il nostro Club raccoglie le notizie inerenti l'Annuario della Nobiltà Italiana ed anche notizie riguardanti il coordinamento e la redazione dell'opera ed altre notizie ritenute interessanti.

Inoltre in questa sezione il nostro Club riunisce le notizie riguardanti la propria attività.

La Segreteria del Club Annobit


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La Segreteria del Club Annobit

Indice della XXXIII edizione dell'Annuario della Nobiltà italiana (2015-2020)

pubblicato 19 mar 2021, 17:55 da Annuario della Nobiltà Italiana

Indice della XXXIII edizione dell'Annuario della Nobiltà italiana (2015-2020) ed indice generale cumulativo delle edizioni dalla XXXI (2007-2010) alla XXXIII (2015-2020)

Carissimi Lettori,
ecco un primo passo verso la nuova edizione dell'Annuario della Nobiltà Italiana che, a causa dei problemi legati alla pandemia, ha subito un ritardo di alcuni mesi.
Ritardo costruttivo perché ci ha comunque permesso di aggiungere approfondimenti e migliorie che non erano previste in origine.
Per questa ragione il direttore ha deciso di rendere disponibile questa ricca anticipazione sull'opera.
Si tratta dell'indice completo delle famiglie pubblicate e delle relative schede genealogiche.
Ecco il link diretto: Per aprire l'indice cliccare il link   
L'indice è un file in pdf cercabile, liberamente scaricabile o consultabile on line, composto da 1087 pagine in A4 per un totale di 379.539 parole.
Il file Vi permetterà, tra l'altro, di verificare la presenza della Vostra e farVi una rapida idea dei contenuti dell'edizione.
In questa edizione sono state pubblicate estesamente 11.556 famiglie sulle 5851 pagine totali di questa edizione, suddivisi in 3003 pagine del primo volume e 2848 pagine del secondo volume, più 138 tavole a colori.
A breve, davvero a breve, altre notizie importanti!
Buona consultazione!


la redazione dell'Annuario della Nobiltà italiana



Maggiori informazioni https://www.annuariodellanobilta.com/news/indice-della-xxxiii-edizione-dellannuario-della-nobilta-italiana-2015-2020/

Francesco (Franco) Palazzi Trivelli (Roma 19 nov. 1942 - Sondrio 5 agosto 2020). Genealogista

pubblicato 23 ago 2020, 07:36 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 3 set 2020, 12:52 ]

Francesco Abdelkarim Palazzi Trivelli (Roma 19 novembre 1942 - Sondrio 5 agosto 2020). Genealogista

    Francesco (FrancoPalazzi Trivelli nacque a Roma il 19 novembre 1942 da  Corrado Carlo Giovanni Battista  Maria, Patr. di Reggio (n. a Reggio  Emilia 17 nov. 1913 † a Bologna 16 mar. 1999) e da Giuliana Prina (n. 24 ag. 1913 † 3 giu. 1997). 
    Legato per parte della nonna materna, la Nob. Marcella Lavizzari (n. a Sondrio 10 ag. 1888 † a Grosotto (Sondrio) 12 lug. 1978) a tutta l’antica nobiltà valtellinese (Lavizzari, Paribelli, Guicciardi, Quadrio, Sertoli, Donegani di Monte Stelvio e molte altre). 
    Si era sposato nel 1975 con Lorenza Lumbroso, psicologa (n. a Livorno 6 dic. 1931 † a Sondrio 21 lug. 2008). 
    Prestò la sua opera come archivista prima presso l’Archivio di Stato di Milano e poi, per  molti anni, a Sondrio fino al pensionamento avvenuto una decina di anni fa.  
    Molti suoi studi sono usciti sui bollettini, o nelle collane, della Società Storica Valtellinese, del Centro Studi Storici Valchiavennaschi, del Centro di Studi Alta Valtellina" e del periodico "Altolariana".
    Fu per molto tempo socio e consigliere della Società storica Valtellinese.  
    E’ dal sottoscritto reputato essere stato il maggiore esperto di genealogia valtellinese. Specializzato in onomastica ed etimologia cognominale collaborò con Remo Bracchi, al mensile “Valchiavenna” con una rubrica intitolata “Un cognome alla volta”. 
    Personalità non di facile accesso, assai riservato, non lesinava nel suo privato giudizi trancianti verso alcuni studiosi, colleghi ed editori in ambito storico genealogico da lui conosciuti o frequentati. 
    Visse tutto concentrato nei suoi studi genealogici condotti, per lo più, su atti notarili, che prediligeva agli atti anagrafici.     
    Trasmise molti suoi appunti genealogici per arricchire le schede genealogiche delle famiglie della provincia di Sondrio perché venissero pubblicati nell‘Annuario della Nobiltà italiana da me diretto con la preghiera di non essere mai ringraziato, lui vivo, per via di certe difficoltà che sarebbero potute sorgere con taluni suoi conoscenti. 
    Negli ultimi anni si era avvicinato allo studio dell’Islam. 
    Fu il primo maestro di genealogia, a 16 anni, dello scrivente.                                 
    
      Andrea Borella, direttore dell'Annuario della Nobiltà italiana

Studio sulla Famiglia Reale del Portogallo da pag. 23 pubblicato sulla prestigiosa rivista di studi araldici, genealogici, nobiliari e dinastici spagnola "Cuadernos de Ayala", n°80, ottobre - dicembre 2019

pubblicato 10 mag 2020, 06:28 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 10 mag 2020, 06:33 ]

Un importante studio sulla Famiglia Reale del Portogallo da pag. 23, pubblicato sulla prestigiosa rivista di studi araldici, genealogici, nobiliari e dinastici spagnola "Cuadernos de Ayala", n°80, ottobre - dicembre 2019.

Per leggere il testo (in spagnolo) cliccare sui link qui sotto:


decesso del Nobile Cavaliere Don Enrico Tola Grixoni

pubblicato 6 mag 2020, 19:03 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 7 mag 2020, 06:30 ]

Decesso del Cav. Nob. Don Enrico Tola Grixoni 
 
Il 7 Aprile 2020 ha raggiunto i suoi Avi il Nobile Cavaliere Don Enrico Tola Grixoni (n. a Sassari 25 ottobre 1937 † ivi 7 aprile 2020).
Cavaliere Gran Croce di Onore e Devozione, del Sovrano Militare Ordine di Malta, Croce al Merito Melitense, Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro, Fondatore del Raggruppamento CISOM della Sardegna, Avvocato, membro del comitato scientifico dell'Annuario della Nobiltà italiana, grande esperto di genealogie della Sardegna.

In occasione del suo trigesimo viene qui ricordato con gratitudine per i molti anni di proficua collaborazione genealogica a distanza e per la sua squisita gentilezza, degna di un gentiluomo di altri tempi, e per i preziosi dati genealogici trasmessi su carta con la sua grafia meravigliosa ed inconfondibile.

Atti del settimo convegno di Diritto Nobiliare "Sovrani tra ereditarietà ed elezione" a cura del Prof. Antonio Palma - Ordinario di Istituzioni di Diritto Romano alla Federico II di Napoli

pubblicato 1 mag 2020, 13:44 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 6 mag 2020, 18:56 ]

titolo:  Sovrani tra ereditarietà ed elezione; sottotitoloAtti del Settimo Convegno di Diritto nobiliare. Roma 14 novembre 2018curatore Antonio PalmaargomentoScienze giuridiche  Atti di Convegnoeditore  Pisa University Presspagine252pubblicazione:  04/2020ISBN978-883339-3490

Pubblicati gli Atti del settimo convegno di Diritto Nobiliare "Sovrani tra ereditarietà ed elezione" a cura del prof. Antonio Palma - Ordinario di Istituzioni di Diritto Romano alla Federico II di Napoli - editi dalla pisa university press

Contributi di: Andrea Borella, Enrico Spagnesi, Raffaello Cecchetti, Demetrio Baffa Trasci Amalfitani di Crucoli, Filippo Sallusto, Francesco Cerea ed Emilio Petrini Mansi della Fontanazza

Questo volume raccoglie gli Atti del Settimo Conve­gno di studi di Diritto nobiliare che si è tenuto nel 2018 nella prestigiosa sede della Camera dei deputati, Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari.
Come già avvenuto per il Sesto Convegno, si è ritenuto op­portuno approfondire le tematiche legate alle Dinastie, re­gnanti o già regnanti, con il collegato tema delle nobiltà ad esse connesse. 
Si è però voluto ampliare il raggio della ricerca superando lo stretto orizzonte europeo allargandosi così a quello mondiale, e si è cercato di approfondire un argomento particolare che si è sovente presentato nella storia costituzio­nale delle Dinastie e cioè la problematica della successione al trono per ereditarietà ovvero per elezione.
Sono state esposte le poco note vicende delle sette Famiglie reali degli Emirati Arabi Uniti e delle altre Case reali del Gol­fo, degli Asburgo-Lorena di Toscana, del trono del Sacro Ro­mano Impero, degli Hohenzollern e delle monarchie “giova­ni” della Balcania.


decesso di Fra’ Giacomo Dalla Torre, Gran maestro del Sovrano Ordine di Malta

pubblicato 28 apr 2020, 06:43 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 1 mag 2020, 13:54 ]

E' deceduto a Roma nella notte del 29 aprile 2020 Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran maestro del Sovrano Ordine di Malta.
Esperto di archeologia e storia dell’arte, discendente da nobile famiglia, era alla guida dell’ordine religioso cavalleresco da due anni. 
Nato a Roma 75 anni fa era appartenente a una casata legata alla Santa Sede ed aveva assunto la guida dell’Ordine religioso cavalleresco nel maggio del 2018.
Secondo l’articolo 17 della Costituzione del Sovrano Ordine di Malta l’Ordine affidato temporaneamente a un Luogotenente: il Gran Commendatore, Fra’ Ruy Gonçalo do Valle Peixoto de Villas Boas, ha assunto le funzioni di Luogotenente interinale e rimarrà a capo del SMOM fino alla elezione del nuovo Gran Maestro.   


Gli ordini cavallereschi non nazionali, di Maurizio Reina de Jancour

pubblicato 27 apr 2020, 05:38 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 23 giu 2020, 05:52 ]

E' stato appena pubblicato il corposo saggio:

 "Gli ordini cavallereschi non nazionali" di Maurizio Reina de Jancour 
casa editrice: Jouvence
Via Monfalcone 17/19
20099 Sesto San Giovanni (Milano)  tel.02 2486 1657 
br., pp. 440.
ISBN: 88-7801-734-5 - EAN: 9788878017344 
aprile 2020 

    Si tratta di un volume che resterà nella storia dello studio degli ordini cavallereschi conferiti dalle dinastie preunitarie italiane. 

    In questo volume, per la prima volta, la materia cavalleresca viene esaminata dal punto di vista giuridico dei lavori delle Commissioni ministeriali preposte allo studio per la concessione delle autorizzazioni al porto degli Ordini cavallereschi ed onorificenze per i cittadini italiani, rilevandone il modus operandi e l'evoluzione della materia inerente la giurisprudenza a sostegno dell'autorizzabilità degli Ordini, o del suo diniego.   

    Estremamente documentato, corredato da una vastissima, ed inedita, profusione di citazioni giurisprudenziali, sentenze, precedenti di scuola, l'Autore, che si palesa acuto giurista conoscitore di queste materie, non tralasciando la segnalazione  delle piccole sviste, gli errori compiuti, delle incongruenze, delle  incertezze nelle scelte metodologiche, giunge non solo ad identificare le ingenuità di talune scelte di tale commissione ma, spingendosi anche oltre, effettua una radicale critica  all'interpretazione giurisprudenziale posta a fondamento dell'edificio sostenente i principi ispiratori degli stessi lavori di tali commissioni. 
    
    Tali principi vennero elaborati, sin dagli anni '60 - tra gli altri  ma principalmente -  da Aldo Pezzana Capranica del Grillo, le cui tesi, ed impostazione metodologica e di approccio a questa peculiare sfaccettatura del diritto al porto delle onorificenze ed agli ordini cavallereschi conferiti dalle dinastie preunitarie italiane, vengono esaminate a lume del diritto e dello spirito delle leggi di riferimento e, dal Reina, puntualmente smontate e rigettate. 

    Il Reina non tralascia, giustamente e compiutamente, di segnalare le sviste più clamorose nelle quali incorsero tali commissioni i cui effetti sono ancora in parte in essere, come, ad esempio, il parere favorevole espresso per la concessione delle autorizzazioni al porto dell'Ordine della Corona di Ferro o degli Ordini cavallereschi, e delle onorificenze, conferite dagli Asburgo Lorena come eredi dei Granduchi di Toscana, il cui ramo è definito, senza giri di parole "dinasticamente estinto" (pag. 348). 

    Ed, ancora, particolare rilevanza assumono le coraggiose affermazioni dell'Autore espresse nelle righe seguenti, che sono - del resto - la logica conseguenza di quanto già accennato dallo scrivente direttore dell'Annuario della Nobiltà italiana nella XXXII edizione del 2014: "... dalla conclamata estinzione della Casa di Toscana consegue comunque che il Ministero degli Affari Esteri sta autorizzando il porto delle insegne di due ordini cavallereschi in ogni caso del tutto illegittimi la qual cosa, di tutta evidenza, nel futuro non potrà che generare uno scandalo molto maggiore rispetto a quello - già assai imbarazzante per lo Stato - dell'Ordine della Corona di Ferro, anche in considerazione del fatto che le pretese dinastiche dei sedicenti granduchi di Toscana hanno incontrato il favore incondizionato di quasi tutta la nobiltà italiana organizzata e degli studiosi ad essa contigui" (pag. 348).  

    E' una vera pietra miliare nell'ambito di queste peculiari discipline, volume che non può mancare nella biblioteca degli studiosi che si interessino di queste materie, volume che, a parere dello scrivente,  non mancherà altresì di suscitare il più grande interesse nell'ambito delle Istituzioni e degli Enti  pubblici che si occupano di questi argomenti.

    Dalla presentazione dell'editore: "Il volume ripercorre la genesi e l'evoluzione del concetto di "ordini cavallereschi non nazionali" espresso nella legge 3 marzo 1951 n. 178. Muovendo dai provvedimenti in materia cavalleresca del Regno d'Italia, l'autore ricostruisce con l'ausilio di documenti spesso inediti l'enorme incremento degli ordini cavallereschi "indipendenti" successivo alla proclamazione della Repubblica, e il tentativo del governo De Gasperi di contenere tale fenomeno con la legge in oggetto. La dottrina e la giurisprudenza degli anni successivi, entrambe ampiamente citate nel volume, videro tuttavia affermarsi un orientamento interpretativo eversivo del monopolio statale delle onorificenze voluto dal legislatore. Ancora oggi il Ministero degli Affari Esteri autorizza il porto delle insegne di taluni ordini cavallereschi "dinastici" conferiti dai discendenti di famiglie ex regnanti italiane in base a una nozione di "sovranità affievolita" che, attentamente ricostruita, si dimostra non avere riscontro alcuno nel diritto internazionale e nel diritto degli altri Paesi europei."

Andrea Borella 

trigesimo della N.D. Maria Francesca Tiepolo, Contessa dell'Impero Austriaco, Patrizia Veneta

pubblicato 12 apr 2020, 09:34 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 12 apr 2020, 09:47 ]

 
   
Si spegneva, un mese or sono, nella sua amata Venezia, la N.D. Maria Francesca Tiepolo, Contessa dell'Impero Austriaco, Patrizia Veneta, per tanti anni direttore dell'Archivio di Stato di Venezia (n.  a Venezia 31 maggio 1925 + ivi 
13 marzo 2020), membro onorario del comitato scientifico dell'Annuario della Nobiltà italiana dal 2007 alla morte.
    Oggi, in adempimento delle espresse volontà ed in occasione del trigesimo della "sua nascita al cielo" dedico a Lei questo ricordo, pubblicando le patenti di riconoscimento degli aviti suoi titoli nobiliari rilasciate ad un suo antenato da me restaurate e da Lei conservate come testimone di ciò che fu. 
    Ella, minuta e discreta Signora nell'aspetto fu, per mente, acuta, intelligente e forbita gran dama veneziana: non dedita alla mondanità ma, bensì, alla costante ricerca storico scientifica e genealogica, specie nella parte inerente la storia della gloriosa Repubblica di Venezia, storia nella quale la sua Casata ebbe parte fondamentale per quasi un millennio e circa lo studio della quale ella, ultima rappresentante di questa dinastia dogale carica di secoli e di onori, contribuì personalmente ad illuminare grazie a 70 anni di studi appassionati ed instancabili.  
    Vero tipo di Nobil Donna esponente di un Patriziato Veneto non immemore dei lustri e del contributo enorme dato alla storia e alla storia del pensiero umano a livello planetario che purtroppo sta svanendo ma che io ebbi la fortuna di conoscere. 

    
    
    Mi piace qui ripetere il ricordo dei suoi antichi colleghi dell'Archivio di Stato di Venezia:  

"Si è spenta Maria Francesca Tiepolo
Direttore dell’Archivio di Stato di Venezia dal 1977 al 1990


    Si è spenta stamane Maria Francesca Tiepolo, personalità culturale molto conosciuta a Venezia, soprattutto per essere stata direttore dell’Archivio di Stato dal 1977 al 1990.
    All’amatissimo Archivio dei Frari la dottoressa Tiepolo ha dedicato l’intera esistenza, anticipando, con la sua politica di apertura dell’Istituto alla città e a un pubblico non necessariamente limitato agli specialisti, le più avanzate tendenze di oggi.     Generazioni di archivisti e studiosi italiani e stranieri hanno potuto sperimentare la sua inarrivabile generosità scientifica soprattutto nei colloqui che con costante disponibilità intratteneva con quanti ricorrevano a lei per consiglio e aiuto nel corso della sua presenza quotidiana ai Frari, che si protrasse – in seno a quella che per lei era la grande famiglia dell’Archivio – ben oltre il momento del pensionamento, sino a che l’età e la salute gliel’hanno consentito.
    Maria Francesca Tiepolo era nata a Venezia il 31 maggio 1925 da antichissima casata del patriziato veneziano, una delle dodici “apostoliche”. Dopo la laurea in lettere, conseguita con Roberto Cessi all’Università di Padova, fece ingresso in Archivio nel 1952 in qualità di volontaria; due anni dopo sostenne la prova per entrare nei ruoli come funzionario e fu assegnata alla stessa sede, dove conseguì il diploma di archivistica, paleografia e diplomatica. Successivamente, superato il concorso da dirigente, visse la stagione in cui l’amministrazione archivistica italiana transitava dal Ministero dell’Interno a quello per i Beni Culturali e Ambientali: dal 1974 fu soprintendente archivistico per il Veneto, per assumere infine la direzione dell’Archivio di Stato di Venezia, che mantenne fino al 31 maggio 1990, giorno della pensione. In Archivio accolse rilevanti figure italiane ed estere, ministri e presidenti del Consiglio: anche il presidente della Repubblica Francesco Cossiga nel 1985 fece visita all’Istituto veneziano.
    La figura della dottoressa Tiepolo era assai apprezzata in città; profonda conoscitrice della storia veneziana, sapeva trasmettere la sua passione in innumerevoli incontri e conferenze, che risultavano sempre di alto spessore pur nell’affabile chiarezza dell’esposizione. La preziosa documentazione dell’antica Repubblica Serenissima, conservata in Archivio di Stato, veniva così presentata ai tanti appassionati in modo semplice ma rigoroso e inappuntabile. A questo si accompagnava anche l’attività espositiva, promossa tramite l’allestimento – col concorso degli archivisti e di tutto il personale – di importanti mostre documentarie negli ambienti monumentali dei Frari, che in questo modo si proponevano ai numerosi visitatori. Tra le tante, si ricordano quella su Antonio Vivaldi e l’ambiente musicale veneziano (1978), sulla sanità (1979), sulla diplomazia veneta (1982), sulla cartografia storica (1984) e sui boschi (1987). Per il merito di tali iniziative, Maria Francesca Tiepolo fu anche riconosciuta nel 1983 quale “Veneziano dell'anno”. Nel 1989 fu inoltre creata cavaliere di gran croce al merito della Repubblica Italiana.
    La vita di ricerca di Maria Francesca Tiepolo, qualificata da un’amplissima bibliografia – si cita qui solo la fondamentale Guida dell’Archivio di Stato di Venezia da lei curata (1994), che descrive dettagliatamente tutte le magistrature e gli archivi dell’antica Serenissima – si svolse anche nelle molte Accademie di cui fece parte, dall’Istituto Veneto di scienze, lettere ed arti all’Ateneo Veneto, dalla Deputazione di storia patria per le Venezie alla Società Europea di Cultura, dall’Accademia dei Concordi di Rovigo all’Ateneo di Brescia.
    L’Archivio di Stato di Venezia ricorda oggi con profondo dolore la dottoressa Maria Francesca Tiepolo, unitamente ai tanti amici che negli anni ne hanno apprezzato e stimato le doti scientifiche e umane."    
Venezia, 13 marzo 2020"  

    Andrea Borella

                                                                                               
 
 

Festività Pasquali 2020

pubblicato 5 apr 2020, 12:05 da Annuario della Nobiltà Italiana   [ aggiornato in data 6 apr 2020, 16:28 ]

 Carissimi Lettori dell’Annuario della Nobiltà Italiana, Membri del Comitato Scientifico, Amici e Amiche;


siamo ormai alla vigila delle Festività Pasquali. Un momento funestato dalla crisi del Covid-19 che, ancora ma si spera per poco, sta condizionando così dolorosamente e le nostre giornate e le nostre vite.


La Storia è maestra di vita e ci insegna che dopo ogni momento difficile si presentano nuove sfide, nuove speranze e nuovi sogni da realizzare.


E la Santa Pasqua è, per i cattolici, proprio il momento in cui si celebra la resurrezione, la rinascita, la promessa del ritorno alla vita. Pare quasi provvidenziale, dunque, il significato dei giorni santi che si avvicinano.


A modo loro essi siano un invito, anzi uno stimolo, a coltivare nei nostri cuori il desiderio e l’entusiasmo necessari a ripartire, prestissimo, verso nuovi orizzonti di libertà e serenità.


Nel frattempo noi tutti proseguiremo con il nostro lavoro di ricerca, studio e catalogazione per offrirvi, passata l’emergenza, l’attesa XXXIII edizione del nostro Annuario. Due poderosi volumi ricchi di documenti, studi inediti, immagini e notizie. Un’opera colossale che ci accompagnerà nei mesi che seguiranno questa stagione crepuscolare.


Animati, quindi, dall’ottimismo di chi ha solide e salde radici, desideriamo augurare e tutti e tutte Voi di passare comunque una serena Santa Pasqua cogliendone appieno il profondo significato.


Auguri ed a presto! Torneremo ad abbracciarci ed a sorridere!


Il direttore, la redazione ed il Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà italiana

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