Associazione


CicloNatura è nata nel 1997, costituita per la voglia di creare qualcosa che aggregasse chi non voleva solo dedicarsi all'agonismo, ma anche chi volesse scoprire nuovi sentieri e trovare persone simpatiche con cui parlare mentre si pedala e non correre dietro al gruppo con la lingua di fuori.

Ciclonatura è qualcosa di più di un'associazione: è un'idea!

Qualsiasi entità fisica o astratta è associata dagli uomini a un'idea; Ciclonatura non è da meno.

Quando nel 1997 i futuri soci fondatori dell'associazione si riunirono per la prima volta avevano tutti la stessa aspirazione: liberarsi da quel vortice che in Italia stava snaturando lo spirito della MTB. Quel vortice era l'agonismo inteso come corsa alla prestazione a tutti i costi per segnare il tempo "migliore"...Nelle parole di tutti non si disconosceva l'agonismo in se, ma solo una visione che ha portato ai guasti che oggi sono ben evidenti nel settore amatoriale. L'agonismo come scontro-incontro tra atleti non è ripudiato, anzi. Quindi? Qual'era l'idea che avrebbe dato forma ed anima a Ciclonatura? Già nel 1997 si sentiva parlare di una nuova tendenza, un modo nuovo di andare in MTB, ma se ne parlava in modo quasi astratto come di un "sentito dire" di un articolo su una qualche rivista straniera. Si diceva che gli adepti di questa nuova filosofia portassero larghi pantaloni e maglie colorate, senza sponsor, anch'esse molto comode; niente a che spartire con le divise super aderenti. Chi scrive queste righe è molto curioso e per questo cominciò a documentarsi. Con somma sorpresa mi accorsi che questi nuovi ciclisti non facevano altro che divertirsi con la MTB cercando passaggi impegnativi da fare in sella o, semplicemente, nuovi percorsi. Dopo un primo momento di fascino e dopo averne parlato con il mio amico Adrio, ci accorgemmo che non era nulla di nuovo per noi: era quello che si era sempre fatto con la MTB! Andare alla scoperta di nuovi sentieri in bici. Solo che da allora si chiamava Freeride. Ma in quel momento, almeno da noi, non esisteva nessun gruppo che si occupasse di proporre attività con il preciso obiettivo di utilizzare la bici per conoscere la natura e la storia dell'Appennino. Gli MTB club locali si stavano sfaldando al calare della "moda MTB" e dell'interesse dei meno appassionati e fantasiosi; oppure, salvo rare eccezioni, erano "racing oriented".

Allora? Perché no! Nell'autunno del 1997 si costituisce L'Associazione Ciclonatura senza fini di lucro con lo scopo di promuovere la conoscenza della natura e della storia dell'Appennino con un mezzo ecologico come la MTB". Questa era l'idea! Oggi sono in molti a credere nel cicloturismo, ma allora era il fiorire delle Gran Fondo a far muovere l'ambiente ciclistico. Gli inizi sono sempre difficili soprattutto se, in un certo senso, si precorrono i tempi; fare escursionismo con quello che oggi qualcuno chiama "spirito freeride". Nel '97 molti non concepivano nemmeno cosa poteva essere il freeride: esisteva solo l'elogio alla fatica del Cross Country e l'elogio alla tecnologia e alla tecnica di guida del Down Hill.

Tra iniziative di successo e qualcuna meno fortunata, ma sempre con poche risorse, siamo giunti ai giorni nostri dove enti, riviste e altri operatori si stanno accorgendo che esistiamo. Quante ore passate in sella e quante di più passate a preparare itinerari; a discutere tra noi e con gli enti per far crescere l'escursionismo in bici nel modenese. Molti ci dicevano che non ne valeva la pena, ma un' idea è più forte delle difficoltà; più forte del fatto di non avere risorse e di doversi sacrificare anche personalmente per far crescere quello che, secondo noi, è un modo per far rifiorire il nostro Appennino senza snaturarlo!
Oggi il nostro ambiente sta vivendo a una nuova fase evolutiva in cui, sotto la legittima spinta delle aziende, lo spirito pionieristico della Mountain Bike sta per lasciare anche il freeride: non sono le Bici pseudo DH o l'abbigliamento stile motocross che fanno il freeride... Caso mai possono fare Down Hill, appunto... Il freeride sta andando verso la discesa. Poco male: noi continueremo per la nostra strada proponendo un escursionismo di scoperta a contatto con la natura. Nel nostro Appennino come in altri luoghi di quel tesoro che è la natura dell'Italia.

Se nel nostro cammino i ciclisti su strada ci guardano con sufficienza, noi tendiamo loro una mano con le nostre proposte ciclo-turistiche. Se i freerider e gli amanti del cross country si snobbano a vicenda, noi li prenderemo per mano e dai primi impareremo la tecnica di guida e dai secondi come migliorare la pedalata in salita. In fondo non importa come si intende il ciclismo ma lo spirito con cui si va in bicicletta: lo sport inteso come attività ricreativa e, perché no, culturale deve avvicinare e far crescere i rapporti umani così come il rispetto per l'ambiente.


CORRADO TESTI


Nel 2010 la MTB non agonistica è ormai una realtà, sempre più persone si avvicinano a questo sport solo per divertirsi, stare in compagnia e conoscere posti nuovi, segno che l'IDEA iniziale del nostro amico Corrado Testi è stata una grande intuizione!
Purtroppo nel 2012 l'ideatore di Ciclonatura è venuto a mancare in un terribile incidente, e senza capitano la strada si è fatta più dura...ma Ciclonatura deve continuare il suo viaggio per portare avanti questa idea e farla evolvere piano piano come ha fatto fino a questi anni.
Evoluzione...questa parola è la più indicata a descrivere i cambiamenti di Ciclonatura in questi ultimi anni. L'idea di base è sempre quella del nostro amico Corrado, promozione del territorio, divertimento ed aggregazione; proprio queste due ultime caratteristiche si sono modificate in maniera sostanziale: da semplice gruppo di persone che vanno in MTB, stiamo man mano passando ad un gruppo di AMICI che va in MTB, rafforzando ulteriormente lo spirito di aggregazione e contagiando in maniera positiva sempre nuove persone con lo spirito di stare insieme indipendentemente da quale tipo di giro in MTB si affronti...il bello è divertirsi insieme!! Anche la promozione del territorio ha subito un importante evoluzione (non nascondiamo che con la perdita di Corrado gran parte della conoscenza storico naturalistica dell'appennino se ne sia andata con lui) traslando gli interessi verso il lato del territorio più enogastronomico, ma senza dimenticarci troppo lato storico-naturalistico.
Anche le nostre attività si sono evolute in tal senso, organizzando eventi e corsi insieme ad altre associazione ed enti locali che come noi concorrono agli stessi obbiettivi, cercando di far conoscere divertendo, questo splendido sport che è la MTB, ed il nostro territorio tramite la sua parte culinaria.
La nostra strada degli ultimi anni è quella del "slow bike & food"...andare piano, andare insieme, divertirsi e se possibile fare un qualche assaggino di gastronomia locale.