CENACOLO ITALIANO DI AUDIOVESTIBOLOGIA

CENACOLO ITALIANO DI AUDIOVESTIBOLOGIA

La vestibologia è passione e curiosità, ricerca e approfondimento, multidisciplinarietà e condivisione, intuito e applicazione, studio e divertimento. Chiunque si sia avvicinato a questa materia è rimasto coinvolto appassionatamente: perchè?.... Perchè nella vestibologia la diagnosi è ancora legata alla speculazione intellettiva e non solo alla semplice pratica clinica. Questo cenacolo è dedicato a chi si interessa di orecchio e di equilibrio con l'umiltà del neofita e con la determinazione dell'esperto.

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PROGRAMMA

Ore 9.00 aspetti della vascolarizzazione arteriosa e disturbi vestibolari Prof Giampiero Neri

Ore 09.45 aspetti della circolazione venosa e disturbi vestibolari Dott. Luigi Califano

0re 10.30 Il sistema arterioso del collo, Carotidi e vertebrali Dott. Giuseppe d'Agostino

Ore 11. Coffee break

Ore 12.15 il sistema venoso del collo Dott. Aldo Bruno

Ore 11.30 Vascolarizzazione arteriosa e venosa intracranica, l’arteria uditiva interna Dott. Sandro Sanguigni

12.00 light lunch

14,00

I discenti verranno divisi in 3 gruppi ed applicheranno le conoscenze acquisite su ecodoppler ESAOTE.

Ore 18.00 conclusioni

Fine corso

Razionale del corso

La diagnostica vestibolare è oggi sicuramente molto più completa e precisa di quanto fosse in passato. Negli ultimi decenni abbiamo vissuto una rivoluzione diagnostica passando dalla semplice prova calorica, che per un secolo e stata l’unico test oggettivo disponibile, all’avvento di tecniche strumentali come l’HIT ed i VEMPs che permettono di quantificare il danno vestibolare in modo molto più analitico e preciso, alla più recente RM con gadolinio intratimpanico che ha contribuito alla clinica rendendo possibile visualizzare dal vivo l’idrope endolinfatico.

Nonostante tutte queste conquiste, che permettono una diagnosi raffinata manca ancora un tassello essenziale che sfugge tuttora al clinico e cioè la precisa eziopatogenesi del danno vestibolare.

Si e molto scritto in letteratura sulla possibile genesi virale o vascolare del deficit vestibolare acuto ma ancora non sono stati definiti i criteri specifici che possono inequivocabilmente attribuire un danno vestibolare acuto ad un determinato effetto lesivo.

La condizione ischemica del vestibolo rende il sistema vulnerabile alle modifiche vascolari sia pressorie, soprattutto ipotensive, sia del microcircolo ed endoteliali e questo spiega il fatto che il danno vestibolare risulta essere predittivo nei confronti di patologie vascolari più severe. Un paziente con vertigine può infatti sviluppare un ictus ischemico o un infarto del miocardio dalle 24 ore ai sei mesi successivi la crisi ed un paziente con vertigini parossistiche ricorrenti ha una aspettativa di vita minore di chi non ha mai sofferto di VPPB. Conoscere quindi le condizioni di flusso ematico al vestibolo oltre a permettere una più completa conoscenza delle patologie labirintiche potrebbe essere una chiave molto utile per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari più severi.

Se oggi volessimo indagare il microcircolo avremmo come unica opzione il fundus oculi che lo mostra direttamente ma solo quando le lesioni vascolari si sono già manifestate. Poiché l’arteria centrale della retina ha un diametro di 2 mm mentre l’arteria uditiva interna ha un diametro di 0,07 mm, possiamo senza dubbio ipotizzare che una valutazione, diretta o indiretta, del microcircolo vestibolare potrebbe essere temporalmente più predittiva dei danni microcircolatori rispetto al fondo dell’occhio e che quindi la vertigine possa rappresentare un segno di deficit microcircolatorio utile alla prevenzione dei disturbi cardiovascolari.

Negli ultimi anni sono stati prodotti molti contributi scientifici che hanno dimostrato come l’ecocolordoppler (ECD) dei vasi del collo sia un test semplice, veloce, economico che permette di comprendere la possibile genesi vascolare delle patologie labirintiche; la valutazione del flusso arterioso vertebrale in ml/min ha mostrato la genesi vascolare delle VPPB ricorrenti, lo studio del sistema venoso intra ed extra cranico nella malattia di Menière ha portato alla scoperta di quadri secondari al deficit di scarico venoso giugulare, l’ecodoppler transcranico è in grado di mostrare direttamente l’arteria uditiva interna e le sue modificazioni. Nonostante queste evidenze l’esame è ancora delegato ad altri specialisti che per loro formazione non conoscono il problema e non riescono in molti casi a dare risposte utili all’ORL vestibologo.

Come è accaduto per molte altre specialità è ora che lo specialista ORL, ed in particolare il vestibologo, cominci quindi ad sfruttare questa metodica, la sviluppi secondo le proprie capacità e necessità, ampliando i propri orizzonti diagnostici e in definitiva terapeutici.

Questo corso teorico-pratico innovativo propone una rivoluzione culturale, quella di aggiungere l’ECD al bagaglio diagnostico strumentale degli specialisti ORL ed in particolare quelli che si occupano di vertigine. Sarà una full immersion di un giorno in cui il discente al mattino potrà imparare le basi dell’ultrasonografia doppler e delle loro applicazioni in vestibologia attraverso lezioni frontali di esperti vascolari e vestibologi e nel pomeriggio applicare personalmente e direttamente quanto appreso con il tutoraggio di esperti mediante strumenti moderni su pazienti veri e soggetti volontari.

L’intero corso sarà registrato e proposto come FAD accreditata nell’anno 2022