3a Domenica del Tempo Ordinario (Anno c)


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Note




 ingresso
Antifona d'Ingresso
 
 (Cantate al Signore - Liberto)
  A FASCICOLO
   Cantate al Signore
  Frisina
 S A 
   Cantate al Signore  262  L.CiagliaS
 A
 
 







 salmo respons
Le tue parole Signore sono spirito e Vita
  Varie.
 S FASCICOLO
  al vangelo
 Alleluia con versetto
  
  FASCICOLO 
  offertorioUniti all'offerta di Cristo
  B.V. Modaro
  FASCICOLO
   Cosa offrirti
272
 D.Branca (RnS)
 S A 
     
   
  comunione Antifona di Comunione
  (Lo Spirito del Signore - Liberto)
  FASCICOLO
   Lo Spirito del Signore 290  Frisina
A
 
         
  congedo
 Magnificat  Lourdes (Lecot)
FR - IT
 
A
 
         
         

COMMENTO ALLE LETTURE

L’evangelista Luca – iniziando il suo vangelo – si preoccupa di segnalarci che ha deciso di scrivere un racconto ordinato risalendo fino agli inizi, perché il suo lettore, Teofilo, colui che ama Dio, possa rendersi conto della fondatezza degli insegnamenti che ha ricevuto, quindi delle solide ragioni della nostra fede. All’inizio ci sono stati degli avvenimenti; questi sono sperimentati e conosciuti da alcune persone, i testimoni oculari, che sono divenuti ministri della Parola, in quanto prima hanno visto, poi hanno annunciato. Hanno poi steso un racconto degli avvenimenti; Luca ora prende questo materiale della tradizione e ne costruisce un racconto ordinato.
Nella prima lettura siamo di fronte a una liturgia della Parola. Quali sono i suoi elementi più significativi? Anzitutto l’assemblea di tutto il popolo, uomini, donne e bambini: la Parola di Dio è per tutti e assume un valore pieno quando è proclamata davanti a tutti. Il motivo è evidente: la Parola di Dio vuole costituire il popolo del Signore; non le basta suscitare singoli desideri di bene; non le basta essere accolta docilmente da singoli individui. La Parola di Dio vuole radunare un popolo, animarlo con le promesse di Dio, unirlo con la legge di Dio. Inoltre è importante il contesto di preghiera entro cui si colloca la proclamazione della Parola di Dio. Quando la Parola è annunciata l’uomo sta non davanti a un libro, ma davanti a Dio; non si tratta di accogliere delle parole ma di accogliere il Dio vivente nelle sue parole. Per questo la preghiera non è solo un ottimo accompagnamento della Parola, ma il suo ambiente vitale, il contesto nel quale la Parola di Dio esprime se stessa con il massimo di efficacia.
(A): In Galilea ha inizio il ministero di Gesù. La Galilea era una regione di nessuna importanza dal punto di vista religioso: era stata pagana fino a 150 anni prima di Cristo, poi si era reintrodotta nella vita religiosa di Israele, ma aveva conservato alcune infiltrazioni di paganesimo; a Gerusalemme era considerata con un po’ di disprezzo. Molto spesso Dio preferisce scegliere strumenti da poco, in modo che si riveli con maggiore evidenza la sua azione di salvezza. Per questo probabilmente Gesù ha scelto la Galilea, la periferia, un paese religiosamente sottosviluppato. Il Signore sceglie le cose piccole.
(B): L’annuncio del vangelo si lega alla consacrazione. Cosa vuol dire? Che non apparteniamo a noi stessi, ma a Gesù Cristo. Per annunciare il vangelo non basta saperne il contenuto e trasmetterne l’insegnamento, bisogna essere di Gesù Cristo, appartenere totalmente a Lui. Essere consacrati è nella linea del dono di sé e non c’è altra esperienza che coinvolga così pienamente pensieri, desideri, emozioni, progetti e speranze come la consacrazione a Gesù Cristo. San Paolo scriveva ai Filippesi: “Sono stato raggiunto da Gesù Cristo. Allora dimentico di tutto quello che è il mio passato mi protendo verso il futuro, se posso arrivare anch’io a raggiungere Gesù Cristo” (Fil 3,12-14). Non abbiamo altra strada, se non questa: avanti dove il Signore ci precede, verso il Signore che ci chiama. Questa consacrazione è necessaria per l’annuncio al vangelo.
(C): Il vangelo ha il suo posto all’interno della missione, non è un’opera autonoma che facciamo per volontà o per scelta nostra, ma nell’obbedienza. Se vogliamo avere autorevolezza, questa deriva solo dall’obbedienza, dal fatto che non agiamo per volontà nostra, ma in obbedienza al Signore che ci manda. Valeva lo stesso per Gesù Cristo che si è presentato come un mandato, come un obbediente, come uno che parlava e agiva unicamente secondo la volontà di Dio. Dobbiamo concepire il nostro servizio come missione: siamo semplicemente amministratori della salvezza di Dio.
(D): Il vangelo è forza di Dio capace di plasmare l’uomo e di farlo secondo il volere di Dio. Proclamare il vangelo vuol dire trasmettere una notizia? No. Proclamare il vangelo vuol dire operare efficacemente la salvezza. Il vangelo non è un insegnamento o una istruzione o una teoria: il vangelo è una forza divina, una dynamis – dice Paolo – è una energia che viene innestata nel mondo e nel cuore dell’uomo per cambiarlo. La Parola del vangelo contiene l’energia di Dio che salva e che dà speranza all’uomo. Gesù Cristo ha fatto dei miracoli, ma l’energia del vangelo non sono i miracoli; i miracoli sono solo il segno di questa vera salvezza che è lui, il Signore. Gesù è più grande di tutti i suoi segni ed è la salvezza che viene donata quando proclamiamo il vangelo.
(E): Quando Gesù dice che “questo è l’anno di grazia del Signore”, vuole dire proprio questo: c’è una presa di posizione di Dio a favore dell’umanità e di ogni uomo, sulla quale tu puoi contare, la puoi prendere come fondamento della tua vita. Prima ancora di quello che tu riesci a fare, a possedere, a capire e a realizzare, tu parti con questo patrimonio di partenza: il sì di Dio, l’approvazione di Dio, l’amore, il perdono, la riconciliazione di Dio. Gesù esprime essenzialmente questo: Gesù di Nazaret nella sua vita, con le sue parole e con i suoi gesti non è altro che la parabola del sì di Dio. In tutta la vita di Gesù l’amore di Dio è stato rivelato e comunicato all’uomo; il perdono e la riconciliazione sono stati offerti gratuitamente. La parola “perdono”, poi, contiene il termine “dono”; potremmo allora dire che il perdono potrebbe essere considerato come un “superdono”, qualcosa che in modo sovrabbondante viene regalato da Dio all’uomo, perché l’uomo, in forza di ciò, possa vivere la sua esistenza in pienezza.
(F): Grazia è una delle parole importanti nella teologia del Nuovo Testamento. La grazia in origine era il favore con cui un re guardava un suddito. Il re ha dei poteri e delle possibilità straordinarie: da lui dipendono la ricchezza o la miseria, la fortuna o la disgrazia dei suoi sudditi. Quando il re guarda qualcuno con occhio benevolo si dice che gli “usa grazia”. Un anno di grazia del Signore vuole significare allora un momento in cui il Signore ci guarda con benevolenza, con occhio amorevole. Se Dio ci guarda con occhio buono è capace di rendere buono il nostro cuore, di rendere buona la nostra coscienza, quindi anche l’interno dell’uomo. Questo è l’anno di grazia del Signore: l’anno in cui Dio guarda con benevolenza tutti quelli che ne hanno bisogno e li rifà nuovi, li rigenera con una forza d’amore e di grazia.
(G): Se leggiamo il testo di Isaia, ci accorgiamo che questa è solo la seconda metà del versetto 2, che nella sua interezza invece afferma: “a promulgare l’anno di misericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti” (Is 61,2). In Isaia le due cose, l’anno di grazia (o di misericordia) e il giorno di vendetta, erano i due aspetti della salvezza di Dio: se Dio viene in questo mondo per esercitare la salvezza, deve donarla a tutti quelli che ne hanno bisogno; ma deve eliminare tutto quello che c’è di ingiusto, di empio e di oppressivo, quindi ci sta dentro anche un giorno di vendetta, in cui il male viene cancellato dal mondo. Gesù prende la prima parte del versetto di Isaia 61,2 e lascia la seconda, poi continua: “Oggi si è adempiuta questa scrittura..” (Lc 4,21). Quell’“oggi” è la parola fondamentale. La presenza di Gesù, con le sue opere e la sua predicazione, realizzano le promesse di Dio, trasformano il mondo e il tempo, e introducono nel tempo la salvezza di Dio.
(H): Gesù vuole dire: quello che Isaia aveva promesso è realizzato oggi, in questo momento, nel fatto stesso che io vi parlo, che sono in mezzo a voi; in questo fatto il vangelo diventa reale ed effettivo per voi: potete ritrovare il segno della benevolenza di Dio, del suo perdono, della sua grazia. Oggi: è l’avverbio che esprime l’attualità, la contemporaneità della salvezza. La salvezza non è del passato e non è nel futuro; la salvezza è “oggi”, in questa situazione concreta di vita. Siamo abituati a pensare che i tempi che viviamo oggi sono tempi tristi, di ingiustizie, di cattiverie (ed è vero), però dobbiamo aggiungere che il tempo che noi viviamo è tempo di salvezza. In Gesù, che è il sì di Dio a tutte le promesse, in lui Dio stesso si è fatto vicino a noi e ha preso posizione a favore della nostra vita. Se accogliamo questo messaggio riceviamo come un fondamento nuovo su cui costruire tutto l’edificio della nostra speranza. Questo fondamento non è altro che l’amore di Dio per noi.

Prefazio suggerito: “Con il sangue del tuo Figlio e la potenza dello Spirito tu hai ricostituito l’unità della famiglia umana disgregata dal peccato, perché il tuo popolo, radunato nel vincolo di amore della Trinità, a lode e gloria della sua multiforme sapienza, formi la chiesa, corpo del Cristo e tempio vivo dello Spirito” (prefazio VIII del tempo ordinario).

Padri della chiesa
Questo vangelo è stato scritto per Teofilo, cioè per colui che Dio ama; se ami Dio è stato scritto anche per te e se è stato scritto per te, prendi il regalo che l’Evangelista ti fa. Conserva con cura il pegno dell’amico nel segreto del cuore, custodisci il buon deposito con l’aiuto dello Spirito Santo che ci è stato dato, studialo frequentemente, prendilo spesso in mano. Il Vangelo è un pegno che rende bene, bada però che tignola e ruggine non lo corrodano anche nel tuo cuore (Ambrogio, Espos. sul vangelo di Luca 1.12).

Il Padre mandò sulla terra la sua Parola nel tempo ultimo, perché non voleva più che parlasse per mezzo dei profeti, né che fosse annunciata in forma oscura e solo intravista attraverso vaghi riflessi, ma desiderava che apparisse visibilmente, in persona, così il mondo, contemplandola, avrebbe potuto avere la salvezza. Il mondo avendola sotto il suo sguardo non avrebbe più sentito il disagio e il timore, come quando si trovava di fronte a un’immagine divina riflessa dai profeti, né avrebbe provato lo smarrimento come quando essa veniva resa presente e manifestata mediante le potenze angeliche. Ormai avrebbe constatato di trovarsi alla presenza medesima di Dio che parla (Ippolito, La confutazione di tutte le eresie 10.33).

Altri autori cristiani
In Galilea ha inizio il ministero di Gesù: questo è comune a tutta la tradizione evangelica, infatti ne parlano anche Matteo e Marco. La Galilea era una regione di nessuna importanza dal punto di vista religioso: era stata pagana fino a 150 anni prima di Gesù, poi era stata rievangelizzata e reintrodotta nella vita religiosa di Israele; aveva però conservato molte infiltrazioni di paganesimo: era la Galilea dei Gentili, e proprio per questo a Gerusalemme era considerata con un tantino di disprezzo. Molto spesso Dio preferisce scegliere degli strumenti da poco, in modo che si riveli con maggiore evidenza la sua azione di salvezza. Per questo probabilmente Gesù ha scelto la Galilea, la periferia, il paese religiosamente sottosviluppato; vale quel discorso di Isaia: Le vostre vie non sono le mie vie, dice il Signore (Is 55.8). Avviene questo capovolgimento: il Signore sceglie le cose piccole, come ci ha insegnato Maria nel Magnificat: abbatte quelli che sono in alto, i forti, i potenti, e sceglie i piccoli. E non perché i Galilei fossero migliori dei Giudei, anzi, anche i Galilei non hanno accolto bene Gesù; semplicemente il Signore scegli e di predicare lì perché dal punto di vista religioso sono disprezzati e rifiutati. È fatta così la scelta di Dio (L. Monari, Meditazioni sul Vangelo di Luca pp. 43-44).

L’importanza dell’annuncio fatto da Gesù riguardo l’adempimento della profezia di Isaia 61 va visto con gli occhi di coloro che lo sentivano proclamare da lui, che ci indicano senza ambiguità qual è la condizione della preghiera cristiana: “gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di lui”. Questo sguardo che si tiene fisso su Gesù è l’unico modo della preghiera, da cui consegue il fare perno su di lui in ogni scelta, per ogni relazione. L’incarnazione di questo concetto di centralità vitale si comprende bene con le parole di S. Paolo ai Corinzi di Cristo come capo di un corpo unico e differenziato. La coscienza di un solo corpo è davvero lontana dal nostro agire, altrimenti cercheremmo di conferire sempre maggiore dignità a chi ci circonda, vorremmo onorare i maltrattati, mettere al centro gli emarginati, considerare come più importanti coloro che sono i più deboli. Non certo la nostra corsa ad ottenere per chi ha già e a voler rimuovere chi già lasciamo al palo. In questo è più grande la responsabilità di chi ha, di volta in volta, un ruolo autorevole. Chi si trova in una posizione dominante crede che trarrà vantaggio dal calpestare chi gli è assoggettato, non di rado considerando che la distruzione delle membra deboli sia indolore.  Così, invece, inneschiamo soltanto un pericoloso meccanismo di distruzione personale e sociale (Gruppo OPG).

Passi biblici paralleli
v.1-2 Is 43,10a: Voi siete i miei testimoni - oracolo del Signore - miei servi, che io mi sono scelto perché mi conosciate e crediate in me e comprendiate che sono io.
Is 44,8: Non siate ansiosi e non temete: non forse già da molto tempo te l’ho fatto intendere e rivelato? Voi siete miei testimoni: C’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca? ”.
Gv 15,27: E anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.
At 1,8: Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.
At 1,1-2: Nel mio primo libro ho già trattato, o Teòfilo, di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo.
At 1,17: Egli era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.
At 3,18: Dio però ha adempiuto così ciò che aveva annunziato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo sarebbe morto.
At 6,4: Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola”
At 26,16: Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora.
2Tm 4,11: Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero.
Ef  3,7: del quale sono divenuto ministro per il dono della grazia di Dio a me concessa in virtù dell’efficacia della sua potenza.
v.4 Dt 6,6-7a: Questi precetti che oggi ti dò, ti stiano fissi nel cuore;  li ripeterai ai tuoi figli,
Gv 19,35: Chi ha visto ne dá testimonianza e la sua testimonianza è vera e egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate.
Col 2,6-7: Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l’avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell’azione di grazie.
v.14 Is 42,1: Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio.Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.
Is 48,16: Avvicinatevi a me per udire questo. Fin dal principio non ho parlato in segreto;dal momento in cui questo è avvenuto io sono là. Ora il Signore Dio ha mandato me insieme con il suo spirito.
Gv 14,26a: Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome
At 10,38:  come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui.
1Cor 2,12: Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.
v.15 Mc 1,22: Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
Gv 7,46: Risposero le guardie: “Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo! ”.
Gv 14,26a: Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Gv 16,13a: Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera
Lc 8,25b: “Chi è dunque costui che dá ordini ai venti e all’acqua e gli obbediscono? ”.
Mt 13,54: venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli?
At 17,2: Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,
v.16 Mt 13,53: Terminate queste parabole, Gesù partì di là
 Mc 6,1: Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono.
Lc 2,39: Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.
v.17 At 17,2: Come era sua consuetudine Paolo vi andò e per tre sabati discusse con loro sulla base delle Scritture,
v.18 1Re 19,16: Poi ungerai Ieu, figlio di Nimsi, come re di Israele e ungerai Eliseo figlio di Safàt, di Abel- Mecola, come profeta al tuo posto.
Is 11,2: Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Is 42,1: Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni.
Mic 7,7a: Ma io volgo lo sguardo al Signore, spero nel Dio della mia salvezza, il mio Dio m’esaudirà. 
Mt 3,16: Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui.
Lc 7,22: Poi diede loro questa risposta: “Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella.
v.19 Lv 25,10-13:  Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo.
Is 49,8: Dice il Signore: “Al tempo della misericordia ti ho ascoltato, nel giorno della salvezza ti ho aiutato. Ti ho formato e postocome alleanza per il popolo, per far risorgere il paese, per farti rioccupare l’eredità devastata,
2 Cor 6,2: Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!
v.20 Sal 34,6: Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti.
ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.
Lc 19,48: ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.
At 6,15:E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
2Pt 1,19a:E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro
v.21 Is 42,7; Lc 2,11; Lc 3,22; Lc 5,26; Lc 19,9; Lc 23,43; Gv 9,39.