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3. Venerdì Santo





PROPOSTE PER I CANTI


 Momento
Liturgico

Titolo

 Note
N° dal
Repertorio
Nazionale
CEI
Spartito
 Audio
 INGRESSO in silenzio
-
-
 --
 salmo responsoriale
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
 G.Liberto S
 
Acclamazione al Vangelo
Tutte la acclamazioni sono al mercoledi delle ceneri
    
 ADORAZIONE DELLA CROCE
 Ecce lignum crucis
   S A
  Ecco il Legno della croce
   S A
      
 MENTRE IL POPOLO SI RECA IN ADORAZIONE

In te la nostra gloria

  S
 A
  Popolo Mio

 Diocesi S.Miniato
  S
 
  Popolo Mio
 Frisina  S A
 COMUNIONE Signore Dolce Volto
   S 
 Anima Christi
 Frisina  SA

LITURGIA

IL VENERDI’ NELLA PASSIONE DEL SIGNORE
58. In questo giorno in cui «Cristo nostra Pasqua è stato immolato»,
 la Chiesa con la meditazione della
Passione del suo Signore e Sposo e con la adorazione della Croce commemora la sua origine dal fianco di Cristo, che riposa sulla Croce, e intercede per la salvezza di tutto il mondo.
59.    In  questo  giorno  la  Chiesa,  per  antichissima  tradizione,  non  celebra  l’Eucaristia;  la  santa  Comunione
viene  distribuita  ai  fedeli  soltanto  durante  la  celebrazione  della  Passione  del  Signore;  ai  malati,  che  non possono prendere parte a questa celebrazione, si può portare la Comunione in qualunque ora del giorno.

60. Il Venerdì nella Passione del Signore è giorno di penitenza obbligatoria in tutta la Chiesa, da osservarsi con l’astinenza e il digiuno.

61. In questo giorno sono del tutto proibite le celebrazioni dei sacramenti, eccetto quelli della Penitenza e dell'Unzione  degli  infermi.

    Le  esequie  siano  celebrate  senza  canto  e  senza  il  suono  dell'organo  e  delle
campane.

62. Si raccomanda che l’Ufficio delle letture e le Lodi mattutine di questo giorno siano celebrati nelle chiese con la partecipazione del popolo (Cf. n. 40).
63. Si faccia la celebrazione della Passione del Signore nelle ore pomeridiane e specificamente circa le ore quindici nel pomeriggio. Per motivi pastorali si consiglia di scegliere l’ora più opportuna, in cui è più facile riunire i fedeli: per es. dal mezzogiorno o in ore più tarde, non oltre però le ore ventuno.

64.  Si  rispetti  religiosamente  e  fedelmente  la  struttura  dell’azione  liturgica  della  Passione  del  Signore (Liturgia della Parola, Adorazione della Croce e santa Comunione), che proviene dall'antica tradizione della Chiesa. A nessuno è lecito apportarvi cambiamenti di proprio arbitrio.

65.  Il  sacerdote  e  i  ministri  si  recano  o  all'altare  in  silenzio,  senza  canto.  Se  vengono  dette  parole  di introduzione, ciò sia fatto prima dell’ingresso dei ministri.  Il sacerdote e i ministri, fatta la riverenza all’altare, si prostrano in terra: tale prostrazione, come rito proprio di  questo  giorno,  si  conservi  con  cura,  per  il  significato  che  assume  di  un’umiliazione  dell’«uomo terreno» e di mestizia dolorosa della Chiesa.

Durante l’ingresso dei ministri i fedeli rimangono in piedi. Quindi anche loro si inginocchiamo e pregano in silenzio.

66. Le letture siano proclamate integralmente. Il salmo responsoriale e il canto al Vangelo vengono eseguiti nel  modo  consueto.  La  storia  della  Passione  del  Signore  secondo  Giovanni  si  canta  o  si  legge  come  nella domenica  precedente  (Cf.  n.33).  Terminata  la  storia  della  Passione,  si  faccia  l’omelia.  Alla  fine  di  essa  i fedeli possono essere invitati a sostare per breve tempo in meditazione.
67. Si faccia la preghiera universale secondo il testo e la forma tramandati dall’antichità, in tutta la prevista ampiezza di intenzioni, per il significato che essa ha di espressione della potenza universale della Passione di Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo. In caso di grave necessità pubblica l’Ordinario
del luogo può permettere o stabilire che si aggiunga una speciale intenzione.

E’ consentito al sacerdote scegliere, tra le intenzioni proposte nel Messale, quelle più adatte alle condizioni
del  luogo,  purché  venga  rispettata  la  successione  delle  intenzioni,  indicata  di  solito  per  la  preghiera
universale.

68. La Croce da mostrare al popolo sia sufficientemente grande e di pregio artistico. Per questo rito si scelga la prima o la seconda formula indicata nel Messale. Tutto questo rito si compia con lo splendore di dignità che conviene a tale mistero della nostra salvezza: sia l’invito fatto nel mostrare la santa Croce che la risposta
data  dal  popolo  si  eseguano  con  il  canto.  Non  si  ometta  il  silenzio  riverente  dopo  ciascuna  prostrazione,
mentre il sacerdote celebrante rimane in piedi tenendo elevata la Croce.


69.  Si  presenti  la  Croce  all’adorazione  di  ciascun  fedele,  perché  l’adorazione  personale  della  Croce  è  un elemento  molto  importante  in  questa  celebrazione.  Si  adoperi  il  rito  dell’adorazione  fatta  da  tutti contemporaneamente solo nel caso di un’assemblea molto numerosa.

Per  l’adorazione  si  presenti  un’unica  Croce,  nel  rispetto  della  verità  del  segno.  Durante  l’adorazione  della Croce si cantino le antifone, i «Lamenti del Signore» e l’Inno, che ricordano in modo lirico la storia della salvezza, oppure altri canti adatti (Cf.n.42).

70. Il sacerdote canta l’invito alla preghiera del Signore che tutti eseguono con il canto. Non si dà il segno della pace. 
La Comunione si distribuisce secondo il rito descritto nel Messale. Durante la Comunione si può cantare il salmo 21 o un altro canto adatto. Finita la distribuzione della Comunione si porta la pisside nel luogo già preparato fuori della Chiesa.

71.  Dopo  la  celebrazione  si  procede  alla  spogliazione  dell’altare,  lasciando  però  la  Croce  con  quattro
candelieri. Si prepari in chiesa un luogo adatto (per es. la cappella di reposizione dell'Eucaristia nel Giovedì Santo), ove collocare la Croce del Signore, che i fedeli possano adorare e baciare e dove ci si possa trattenere in meditazione.

72. Per la loro importanza pastorale, non siano trascurati i pii esercizi, come la “Via Crucis”, le processioni della Passione e la memoria dei dolori della Beata Vergine Maria. I testi e i canti di questi pii esercizi siano in  armonia  con  lo  spirito  liturgico.  L’orario  dei  pii  esercizi  e  quello  della  celebrazione  liturgica  siano composti  in  modo  tale  che  l’azione  liturgica  risulti  di  gran  lunga  superiore  per  sua  natura  a  tutti  questi
esercizi.
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